Elisa la tettona

Quella tettona di Elisa mi ha succhiato il cazzo come una ventosa

Quante volte non ho avuto voglia di lavarmi e stirarmi le camicie per il lavoro e, dopo aver cercato tanti posti differenti dove servirmi, ho trovato una soluzione molto interessante in una lavanderia non molto distante da casa: questo posto, che poteva non sembrare il massimo della vita pensando alla tipa che accoglieva, un po’ scorbutica e nervosa, in realtà mi ha permesso di risolvere un problema piuttosto fastidioso e di lunga data.

Così, tra una volta e l’altra in lavanderia, un giorno per puro caso mi sono incontrato con Elisa, una tipa piuttosto rozza ma allo stesso tempo abbastanza attraente per quel suo modo di fare così disinibito: parlando del più e del meno, un giorno, dopo esser stato servito da lei, mi son accorto quanto fosse provocante con quelle tettone stratosferiche che si ritrova, e con quella bocca da vera pompinara nata – almeno quello è quanto mi sembrava.

Dopo aver preso le mie camicie, mentre me ne stavo andando via, mi son accorto che lei si è fatta dare il cambio dalla collega, perché voleva bere un caffè: così, avviandomi al suo fianco, le ho detto che sarei rimasto per un po’ di tempo con lei, e mi sarei fatto pure io un caffè, considerando quanto ero stanco e volessi tanto tirare un po’ il fiato in quella giornata che sembrava infinita, e dove gli scazzi fino a quel momento erano stati fin troppi.

Così ridendo e scherzando con lei, mi son intrattenuto dicendole che la trovavo in forma, e lei per tutta risposta, mi disse che invece si sentiva grassa: io le dissi che invece era con le curve al posto giusto, e la cosa era fin troppo eccitante per chiunque la guardasse. Fissandomi gli occhi, scoppiò in una risata fragorosa e, quindi, mi chiese se volessi provarci con lei. Alla sua domanda, risposi dicendole che la risposta alla sua domanda era sì.

Scorbutica ma grandiosa nello scopare

Dopo tutto, nonostante fosse un po’ scorbutica, Elisa seppe anche farsi un po’ più simpatica, scherzando e parlando di lei: stava già da tempo cercando di mettere fino ad una storia noiosa che non le dava più soddisfazioni, ma le era mancata – almeno finora – la giusta occasione per riuscire a trovare il coraggio per trasgredire, opportunità che – mi disse sottovoce con un tono da vera troia – le era finalmente giunta oggi per le mani con me.

Mi disse di seguirla e, anziché tornare alla lavanderia, andammo al magazzino: lì, muovendoci tra tutte le cose, non appena rientrati chiudendo la porta, mi disse che aveva voglia di me, ma non voleva arrivare subito alla figa al primo appuntamento, perché le sembrava veramente troppo. Così, le dissi che mi sarebbe bastato assaporare un pompino ben fatto con relativa spagnola, considerando le sue magnifiche tettone da massaggio.

Lei si girò verso di me ridendo, e dopo avermi abbassato pantaloni e mutande, si prese subito tra quelle belle labbra carnose il mio cazzo, iniziando subito a farmi capire quale sarebbe stata la sua maniera di farmi godere: facendo roteare le sue labbra sulla mia cappella, sembrava si divertisse a leccare un gelato, con un forte desiderio di assaporarne tutte le sfumature di gusto e di odore, eccitandosi come una vera troia mentre lo faceva.

Poi, socchiudendo le labbra, Elisa si è messa a farle scorrere sul mio cazzo, dall’alto verso il basso, guardandomi divertita, con un’espressione sempre più da porca, e di tanto in tanto, dando anche un colpetto di lingua per provocarmi ancor di più: e per tutta risposta, le ho quindi spinto un po’ la testa perché si ingoiasse di più il mio cazzo, cosa che poi lei ha fatto, andando fino ai coglioni e succhiando come una troia abituata a spompinare.

Quindi, levandosi la maglietta e il reggiseno, si è presa il mio membro tra le sue tettone abbondanti e gustose, e iniziando a stringermelo lì in mezzo al caldo, muovendole su e giù, mi ha subito fatto eccitare: Elisa alternava una veloce masturbazione a movimenti più lenti, quasi come se si divertisse prima a portarmi al culmine del piacere, per poi rilasciare la tensione e riprendere il suo massaggio, in modo sempre più intenso e godurioso.

Mi sono quindi lasciato andare al suo modo di provocarmi e stimolarmi, e poco dopo, con il cazzo che si spostava tra le sue tette e le sue labbra, mentre stava finendo di spompare a dovere la cappella, le ho sborrato in bocca riempiendola tutta: Elisa rideva di gusto, con il cazzo in bocca, e la sborra che pian piano iniziava a fuoriuscire da un angolo, creando un rigagnolo bianco che la rendeva ancor più porca e perversa di quanto già non fosse.

Dopo essermi ripreso, gemendo, le ho detto che era la miglior spompinatrice che io avessi conosciuto in vita mia, e che dovevamo diventare assolutamente amanti, perché per come era calda e vogliosa, trasmetteva una grande passione per il sesso e il godimento in genere… Mi guardò, sorrise di nuovo, e poi mi disse che le piaceva essere la mia troia, sempre calda e pronta a liberare tutta la sua fantasia per il mio cazzo.

Caro Daniele, con una lavandaia così bella, porteremmo tutti le nostre camicie: però sarebbe capace di sbiancarle tutte a forza di succhiarci fuori la sborra dai coglioni, facendoci scrivere racconti erotici capaci di fare presa su tutti?

Elisa la tettona lavandaia che succhiava bene, di Daniele di Como.

Prima edizione: novembre 2015, by Atlantia Media.

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