Due minuti di fuoco con lei

Da troppo tempo mi piace una tipa che vedo sempre quando vado a fare la spesa al super. È una commessa di un negozio che si trova dentro un centro commerciale non troppo distante da casa mia, e che finora non ho mai avuto il coraggio di abbordare. Forse perché mi sembra davvero fin troppo gnocca, oppure, semplicemente perché un po’ se la tira non mi son mai fatto coraggio. Così ogni volta la vedo sfilare davanti a me, quasi in modo provocante, e puntualmente mi mangio le mani. Pensando che, prima o poi, qualcun altro – in face – se la prenderà al posto mio.

L’altroieri, però, mi son deciso a fare un passo avanti e non perdere ulteriormente tempo. Mentre mi aggiravo tra gli scaffali, infatti, ho notato che Elisa – così si chiama la gnocca – era ancor più sexy del solito. Esplosiva nei suoi leggings e perizoma, esibiva un culo da sogno che non potevo non desiderare di stringere tra le mie mani come un vero e proprio trofeo. Così fantasticavo di che cosa avrei potuto farle, mentre con il cestello cercavo un po’ di cose da acquistare. E lei, per caso, sfilava al mio fianco con il suo carrello della spesa e gli acquisti, come tante altre clienti.

Però io sapevo che, alla fine del suo giro, sarebbe rientrata in negozio. O quantomeno, sarebbe passata a salutare le sue colleghe per poi andarsene a casa. Quel giorno, però, era di turno. Quando mi accorsi che stava per ritornare al suo shop, mentre ero in cassa, mi venne voglia di farmi avanti. Così, con la scusa di darle dei bollini, ho cercato di attaccare bottone con lei. Dopo aver accettato i punti, la gnocca ha scambiato qualche parola in cassa. L’approccio mi è sembrato buono sin dal primo istante, complice anche una sua certa propensione a chiacchierare senza troppi problemi.

Loquace e dallo sguardo pieno di fascino, la gnocca mi osservava con un’aria un po’ maliziosa: il suo sguardo mi sembrava fin troppo provocante. Mi chiedevo se, pure lei, non si fosse fatta delle idee particolari sul mio conto e avesse voglia di qualcosa di un po’ piccante. Come un bell’incontro a sorpresa in negozio, nel camerino. Non mi sbagliavo, su di lei. Cingeva il suo seno in modo ammiccante, non si tirava indietro nell’evidenziare il fascino del suo corpo. Si muoveva e parlava come se stesse facendo una sorta di danza della seduzione, irresistibile in quel momento.

Così, mi decisi a farmi avanti e le chiesi proprio se una bella ragazza come lei fosse impegnata. Per tutta risposta, rise. Poi aggiunse, senza pensarci, un netto no. Mi fissò negli occhi, poi mi chiese lo stesso e si sentì rispondere alla medesima maniera. Il suo sguardo s’illuminò di una luce splendida, come se desiderasse che le dicessi proprio ciò. Quindi prese ad atteggiarsi in modo provocante, sculettando pure, e senza farsi troppi scrupoli mi disse che aveva voglia. E io le chiesi di che cosa. Per tutta risposta, aggiunse seccamente “di scoparti”. Lasciandomi senza parole.

La guardai negli occhi, forse nascondendo pure male il mio stupore, e quindi le dissi “pure io ne ho voglia, sai?” e sorrisi. Le si voltò di nuovo, mi osservò meglio, e disse “ce l’hai già duro, vero? Allora andiamo nel camerino, tanto oggi non entra nessuno qui…” e afferrandomi per la mano destra, mi strattonò dietro la tenda. Ero già eccitato, con il cazzo duro, e vedere il suo culo tondeggiante davanti ai miei occhi, mi faceva venire una voglia incredibile di scoparmela così, in modo selvaggio, dentro quel camerino che probabilmente l’aveva già vista all’opera.

Si abbassò leggings e perizoma, e prese a sfregare il suo culo sul mio cazzo voglioso, facendomi eccitare. Lo tirai fuori, e a quel punto, me lo scappellò con quel suo sedere divino. Giocava a solleticare le mie voglie e mugolava, la troietta. Era già bagnata, e si eccitava pure lei. Non voleva perdere tempo, perché probabilmente desiderava trasgredire piacevolmente con me. Non potei fare a meno di continuare a sfregare il mio cazzo sul suo culo, e poi, di colpo, lo infilai nella sua bella fighetta calda ed umida, già pronta a farsi stantuffare per bene. Così spinsi con decisione.

Mi piaceva sentirlo dentro di lei, volevo assaporare sempre di più la sua natura trasgressiva. Godevo, e la sentivo mugolare, eccitandomi ancor di più. Poi spingevo, mi fermavo, e schiaffeggiavo quelle belle chiappe ma senza troppa energia. Perché temevo che qualcuno potesse arrivare e sentirci alle prese con la nostra voglia di sesso. Poi mi venne una voglia incredibile di culo, di quel suo culo tondo e sodo: che era veramente pronto a regalarmi le sensazioni più intense, soprattutto perché pure lei mi sembrava ben disposta. Quindi lo tirai fuori e lo sfregai sul suo ano.

Lei mi disse che ne aveva voglia, di sfasciarla. Lo spinsi nel suo culo, delicatamente, e poi feci muovere lei. Aveva un ritmo unico, sapeva come farmi godere. Spingeva bene, stringeva il mio culo, e mi regalava sensazioni uniche. Mi piaceva sentire il suo movimento, avanti ed indietro, che stimolava le mie voglie più porche. Un piacere unico mi travolgeva, mi saliva in gola un groppone. Mi sentivo sempre più eccitato, mentre lei era già venuta e si era bagnata, e qualche istante dopo, spruzzai la mia sborra nel suo culo godendo come mai mi era capitato prima.

Ero durato pochissimo, perché era troppo eccitante. Sentirmi stretto in quella feritoia piacevole, fu un’esperienza a dir poco travolgente. Avevo goduto con una gnocca vogliosa e trasgressiva, capace di trasmettermi tutta quella carica erotica tipica di una troietta che non si faceva problemi a conquistare i tipi che le piacevano per trombarseli. In meno di cinque minuti, ero riuscito a raggiungere l’apice del godimento, con una gnocca provocante e carica di erotismo. L’apoteosi del piacere mi stravolse i sensi, lasciandomi senza parole in quel camerino con lei.

Poi ci sistemammo, pulendoci. Uno sguardo d’intesa mi fece capire che tutto sarebbe finito lì, non ci sarebbe stato un seguito tra di noi. Ed andava bene ad entrambi…

Due minuti di fuoco con lei, di Pietro di Milano

Prima edizione: ottobre 2020, by Atlantia Media.

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