Daniela spompinava

Ho dato il mio cazzo da spompinare a quella troia di Daniela

Quando ci siamo incontrati in piscina, questa estate, sin dal primo momento mi son sentito irresistibilmente attratto dalla sua bellezza semplice e mediterranea, dalla sua capacità di muoversi con una modestia nonostante sapesse in cuor suo di essere sicuramente una bella tipa: Daniela, questo è il suo nome, sin dal primo istante che ci siamo visti, mi ha rapito con quella sua espressione a cavallo tra la donna porca e la ragazza dolce.

Dopo aver fatto un paio di vasche, ed aver osservato quanto fosse in forma nuotando, mi son soffermato un attimo sotto l’ombrellone per bere qualcosa, avvicinandomi a lei: stava dando un’occhiata al cellulare, e nello stesso tempo, mi sembrava desiderosa di chiacchierare con qualcuno, quindi ho colto subito la palla al balzo e mi son soffermato con lei, iniziando a raccontarle di come fosse bello starsene un po’ in piscina in questi giorni caldi.

Daniela mi ha subito chiesto se ci fossimo già incontrati altrove, perché le sembrava di conoscermi già: le dissi che non avevo memoria di aver mai visto una donna tanto bella nei posti in cui ero solito girare, e lei sorrise divertita, insistendo tuttavia che da qualche parte ci eravamo già visti. Mi disse quindi che talvolta andava in un centro commerciale – che guarda caso frequentavo pure io – e le risposi che ci eravamo incontrati forse lì.

Con un’espressione divertita e soddisfatta, mi disse allora se avessi voglia di tornare a nuotare o se, al contrario, volessi starmene un po’ all’ombra: le dissi che mi sarei fermato un po’ sotto una pianta, perché ero abbastanza stanco. Quindi prese il suo asciugamano e la sua piccola borsa, e mi seguì dove io stesso stavo andando, perché potessimo continuare a chiacchierare insieme in quello splendido pomeriggio di lunedì del mese di luglio.

Il cazzo era il suo ciucciotto preferito

Una volta arrivati sotto quel meraviglioso albero, dove si stava peraltro divinamente grazie anche al venticello fresco che soffiava, mi sono accorto che Daniela era già bagnata: non tanto per aver fatto il bagno, perché ormai il bel caldo di quei giorni l’aveva già asciugata, bensì proprio sulla parte bassa del bikini, quasi come se si fosse per qualche strana ragione eccitata e avesse fatto qualche pensiero strano che mi era sfuggito.

La guardai negli occhi, lei mi fissò con un’aria provocante, e quindi rivolgendosi a me disse che non aveva voglia di aspettare oltre per darsi da fare: la guardai nuovamente, e le chiesi che cosa volesse fare, al che mi rispose semplicemente dicendomi “un pompino”. Alla sola idea di metterlo in quelle meravigliose labbra, me lo sentii già irrigidirsi nel costume, proprio come se già sapessi bene che cosa volesse dire farmelo succhiare da lei.

Ci trovavamo in un angolo abbastanza deserto, considerando anche la giornata, e senza perdere troppo tempo, dopo aver sistemato in maniera perfetta la borsa perché facesse da scudo, e facendomi girare su un fianco, Daniela si sistemò subito di fronte al mio costume, facendo scivolare il mio cazzo già duro nella sua bocca divina, che iniziò a giocare in maniera provocante con i miei desideri, sentendola sgusciare con la lingua sulla cappella.

Tra colpetti di lingua, scivolamenti della stessa sopra, sotto e dietro, la mia cappella era ormai completamente dominata dai massaggi orali di quella incredibile figa, e la cosa iniziava a farmi eccitare, sebbene cercassi di controllarmi per evitare di avere casini lì in piscina: ormai Daniela faceva sgusciare il mio cazzo tra le sue labbra e la bocca come fosse un ciucciotto, e anche i suoni del piacere che ne derivavano mi eccitavano non poco.

Succhiava, leccava, ingoiava e si muoveva su e giù sul mio uccello in fuoco, ormai talmente stimolato dalla sua fantasia, che me lo sentivo già preparato a farmi finalmente godere: pian piano la mia sensibilità ai suoi movimenti cambiò, il cazzo si rilassò, e quindi iniziai veramente ad assaporare e ad apprezzare al massimo le sue succhiate, sempre più profonde e goduriose da farmi eccitare e contorcere fino al momento della sborrata.

Poco dopo, mentre le sue labbra ingoiavano letteralmente la mia cappella, guardandomi con i suoi occhi profondi, mi liberai della mia sborra venendole sulle labbra e in parte in bocca, con lei che si eccitava a non finire e io che mi trattenevo per non farci scoprire nel bel mezzo di quel momento di godimento indimenticabile, con Daniele che si leccava tutta e sembrava desiderosa di non farsi sfuggire nemmeno un po’ della mia sbroda.

Quindi si ricompose, facendo finta di niente, e mi sistemò il costume: si sdraiò davanti a me, e io la strinsi, dicendole che era la miglior spompinatrice che avesse mai toccato il mio cazzo. Sorridendo, si passò una mano sui suoi capelli scuri, e si accucciò per starsene ancora un po’ in disparte in mia compagnia…

Labbra esplosive, bocca calda e vogliosa: Daniele succhia e Davide gode, come ci racconta bene nella sua storia di bocchini strepitosi!

Daniela spompinava in maniera meravigliosa, di Davide di Verona.

Prima edizione: novembre 2015, by Atlantia Media.

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