Anne si sentiva la metà degli anni

C’è un gruppo di cinquantenni belle vispe che da un po’ di tempo si ritrova al bar sotto casa mia: ogni lunedì, bevono il caffè e si raccontano di tutto e di più. Dalla mia finestra, le sento rumoreggiare e parlare delle loro avventure: alcune di loro da libere, altre cornificando i propri compagni e mariti.

Tra di loro ce n’è una che è molto libertina, ma che non ha alcun legame particolare: la tipa si chiama Anne, ed è davvero una strafiga da manuale. Hai i capelli mori, curati, e uno sguardo da vera cerbiatta vogliosa. Si veste in modo provocante, e si muove con un’agilità e un’eleganza senza pari.

Anne ha compiuto cinquant’anni da poco, ma ogni volta sottolinea di sentirsene molti di meno. «Vedo ventenni e trentenni che sembrano avere la mia età…ma io non mi sento tutti gli anni che ho» E le amiche la prendono sempre in giro «non c’è nulla da fare, Anne…gli anni passano per tutte»

«Ma va, passano solo per chi se li lascia scorrere davanti senza viverli» E le sue amiche ridevano, dicendole che era inutile affannarsi. Ma Anne resisteva sulle sue posizioni e, devo dire, aveva tutte le ragioni dalla sua parte: mi bastava guardarla dalla finestra per rendermene conto immediatamente.

Il fascino di una cinquantenne splendida

La scorsa settimana, i nostri sguardi si sono incrociati per puro caso. Anne, con le sue amiche, era al solito tavolino della veranda, rivolta sul lato che guarda verso casa mia. Io ero affacciato alla finestra, e mi stavo concedendo un attimo di pausa: in quel momento, i nostri occhi si sono trovati.

Per diversi secondi, i nostri occhi si sono scrutati nel profondo: lei mi guardava e io facevo altrettanto. Avvertivo una certa attrazione, e mi sembrava che pure lei non fosse da meno. Forse era la mia età a rendermi affascinante, o qualcos’altro che mi sfuggiva: ma un particolare non è passato inosservato.

Mentre parlava con le amiche, e si distraeva regolarmente guardando verso la mia finestra, l’ho vista compiere inequivocabilmente un gesto. Ho notato la sua mano farsi strada nei leggings, e andare proprio alla fonte della vita. Si è toccata a più riprese, guardando verso di me e trovando il mio sguardo.

Anne si mordicchiava le labbra e guardava di nuovo verso di me. Non sapevo esattamente che cosa fare, ma ero certo di una cosa: volevo trombarmela. La guardai a bocca aperta, e poi, le feci un bel pollicione. Per risposta, notai il suo sorriso divertito: e poi, il suo pollicione di risposta sotto il tavolo.

Replicai di nuovo, dalla finestra. E restai divertito a guardare per quanto tempo sarebbero andate avanti a parlare. A un certo punto, un po’ alla volta, il capannello di amiche si dissolse. Restarono in 3, poi in 2 e, alla fine, Anne si alzò. Guardò di nuovo verso la finestra, e mi notò: le feci cenno di venire da me.

S’incamminò e, nel giro di pochi secondi, fu sotto casa mia. Ci salutammo, lei sotto casa e io dalla finestra «Ciao, bellissima…aspetto che ti apro subito». Qualche istante dopo, sentii il portone richiudersi dietro di lei, e il riverbero dei suoi tacchi dietro ad ogni passo sulla scala verso di me.

Doveva essere ormai oltre il pianerottolo, e così fu. La sua figura slanciata e fighissima si materializzò di fronte ai miei occhi. «Wooow» potei solo esclamare, guardandola da vicino. «Ciao…sono Anne» mi rispose, con un ghignetto malizioso in viso. «Ho una voglia matta…» «Anch’io son già calda…»

Anne non perde tempo

La splendida cinquantenne mi si avvicinò e mi baciò vogliosa. «Sei splendida» le dissi di nuovo. E lei cercava le mie mani, accarezzandole. Allo stesso tempo, era già eccitata. Non mi diede nemmeno il tempo di rendermene conto, perché mi si sfregò col culo sul cazzo, in una danza di corteggiamento.

«Ti piacciono le donne alfa?» «Mi fanno perdere la testa, Anne…» le risposi già eccitato. «Bene, allora adesso ci divertimento…» e richiudemmo la porta dietro di noi. Il suo culo sembrava levigato da anni di esercizio, mentre il suo volto era curatissimo. La sua pelle abbronzata la rendeva eccitantissima.

Prese subito la palla al balzo, e si inginocchiò di fronte a me. Da sopra i pantaloni, cercava il mio membro. Con le sue labbra, mi provocava e cercava di trovare il cazzo bello duro. Poi lo avvinghiò, e giocò a mordicchiarmi. Quando sentì che ero già eccitatissimo, mi abbassò i pantaloni e le mutande.

Poi si rialzò, e mi guardò con quella faccia da coniglietta vogliosa. Le sfilai la maglia, e sotto trovai delle splendide tette in perfetta forma. Non soddisfatto, le levai la maglietta e, poi, mi avventurai al bacino. Le afferrai le chiappe, stringendole con soddisfazione. «Cazzo, che culo divino!» esclamai soddisfatto.

Levai anche i suoi pantaloni, e sotto, trovai un bel tanga. La feci voltare, e ammirai quel culo spettacolare. Lo leccai, poi mordicchiai, e la sentii eccitarsi. «mmm, così mi piace…» Disse con uno sguardo che non era fin troppo eloquente. La sollevai di peso, e la portai sull’ottomana del divano.

Mi distesi e la presi sopra di me. Presi a leccarla, soddisfatto, in un 69 pieno di passionalità. Non vedevo l’ora di sentirla sciogliersi nel piacere. Anne era già eccitatissima, sarebbe bastato poco per farla esplodere. La leccavo, la penetravo con l’indice, e poi le stringevo le chiappe.

Di tanto in tanto, le schiaffeggiavo il culo, mentre leccavo e la sentivo ansimare. Mi piaceva sentirla irrigidirsi, e poi tremare, e poi godere. Le piaceva come la leccavo, e me lo diceva «ah sì, ah sì, ah sì, ahhh…» Però, prima che venisse, mi disse «aspetta, voglio venire col tuo palo dentro di me!»

E io non potei che soddisfarla. Si sollevò, e poi, si sedette su di me. Il tempo si piegarsi sulle ginocchia, e se lo aggiustò dentro di lei. Ci lasciammo andare entrambi ad un sospiro di godimento. Poi mi scopò, con una ritmicità che non avevo mai sentito in vita mia. «ti piace, sono la tua troia, vero?»

«Sì, sei la mia troia…non vedo l’ora di riempirti, Anne» E lei accelerò di botto, scopandomi sempre più forte, e sbattendo le sue chiappe su di me. Quel suono di chiappe sode mi eccitava, esattamente come le sue tette che rimbalzavano ordinatamente. Le presi tra le mani, stringendole.

La incitai a farmi venire, e lei mi fece sborrare senza fermarsi fino al mio ultimo getto di seme e latrato di piacere. Mi sembrava di essermi trasformato in un cane latrante, per quanto era stato bello. «Dio, che goduria…ma ce l’hai sempre così duro?» «Per te, anche più duro di così, Anne…»

Anne si sentiva la metà degli anni, di Marco di Trieste

Prima edizione: dicembre 2025, by Atlantia Media.

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