Il giro in bici è finito con il sesso con il mio amico

Sono una tipa sportiva e mi piace sempre fare un po’ di movimento nel fine settimana. Da quando mi sono trasferita per lavoro in una nuova città possono andare in esplorazione proprio approfittando del bel tempo nel fine settimana: così, un giorno, ho chiesto a Enrico (il mio nuovo collega di lavoro) se volesse farmi vedere qualche posto carino dove andare a fare una bella escursione in bicicletta.

Enrico mi ha detto subito di si: essendo single poteva organizzare come preferiva la sua giornata e così ci siamo avventurati la mattina già sul presto. Alle 8:30 il punto di ritrovo sotto casa sua e poi ci siamo spostati verso una piccola salita. Niente di faticoso per le mie gambe allenate. Dopo circa una pedalata di 20 minuti siamo giunti in un punto panoramico che lasciava intravedere uno splendido quadro di quello che ci eravamo lasciati alle spalle prima.

Il cielo era un po’ coperto e proprio per questo penso che il posto fosse desolato. Così io e Enrico abbiamo proseguito la pedalata in bici per raggiungere un posto più comodo per la pausa pranzo.

-Miriam, c’è un piccolo lembo di terra circondato da pini che possiamo utilizzare come piazzola per fare pausa a pranzare.

-Ok Enrico, per me non è un problema, tanto riesco a procedere ancora.

Abbiamo pedalato ancora per un po’ e poi siamo arrivati al posto che diceva lui. Proprio in quel momento, poi, è uscito anche qualche raggio di sole che rendevano l’aria tiepida.

-che ne dici di questo punto?

-Perfetto per me! Poi ci sono anche i bagni chimici qualche chilometro più avanti.

-Ottimo Enrico, perché dopo mi servirà di sicuro!

La pausa pranzo tra un pompino e una leccatina

Ci sentiamo su una distesa di aghi di pino e iniziamo a sorseggiare le nostre bevande arricchite di sali minerali.

-Ne avevo proprio bisogno

-Sì, anche io

-Senti ma tu non hai un fidanzato?

-No, altrimenti sarei con lui qua, non ti pare?

-Beh, anche questo è vero!

Dopo qualche secondo di silenzio Enrico si gira verso di me e mette una mano sul mio collo, avvicinandosi con la faccia a me.

-Posso?

Annuisco e inizia a baciarmi, prima dolcemente e poi sempre di più focosamente. La sua mano, poi, si scolla dal mio collo e, mentre continuiamo a baciarci, mi inizia a toccare i seni. Io indossavo una classica maglia di quelle con zip da sport, quindi non poteva sbottonare nulla, ma non si è arreso per nulla, ha deciso di infilare la mano sotto la maglia ed è andato diretto sotto il mio reggiseno sportivo, slacciando la zip posta al centro tra le mie poppe.

Il mio seno è esploso straboccando i tutta la maglia e così a quel punto ha deciso di farmi stendere a terra, con il capo sulla sua bandana, per iniziare a baciare leccare i miei seni. Enrico era scrupoloso: ogni punto del mio seno lo analizzava con la sua lingua, così da non poter lasciare neppure un pezzo di pelle scoperto dalla sua attenzione quasi maniacale.

Ha calato i pantaloni e me l’ha messo in bocca

Giunti a questo punto, ha deciso di accovacciarsi sulle ginocchia e di abbassare i suoi pantaloni: intorno a noi non c’era nessuno, né un’amica viva né un animale. Si è spinto in avanti verso il mio volto e, dolcemente, lo ha puntato contro le mie labbra per farselo risucchiare. Senza perdere tempo, ho aperto lievemente le mie labbra, dopo averle inumidite un po’, è ho fatto scivolare piano piano il suo cazzo nella mia bocca.

Era duro come un legno, sembrava quasi di aver afferrato un pezzo di un albero posto vicino a noi, ma in realtà il suo cazzo eretto la faceva da padrone. A quel punto, mi sono lasciata andare in una danza avanti e indietro con il capo. Di tanto alternavo i movimenti della mia lingua, passandola dapprima lungo l’asta e poi concentrandomi solo intorno alla sua cappella…sembrava piacergli poiché iniziavo a sentire dei rantoli provenire sopra di me.

Prima di sborrare nella mia bocca, però, si è bloccato. Un uccellino si era calato poco distante di noi e ci osservava. Non appena ci siamo rimossi, però, ha ripreso il volo abbandonandoci nella nostra solitudine piccante.

Me l’ha spinto tutto in figa in un solo colpo

Se fino a quel momento i suoi movimenti sono stati lenti e dolci, ora la scena si faceva più ricca di tensione. Il suo cazzo era sull’orlo di esplodere, ma voleva essere ancora coccolato prima di fare la fontana. Così mi ha fatto cenno con un dito di ruotare sul posto e poi, dopo avermi fatto accovacciare a pecora, mi ha dato una piccola pacca sui miei leggins neri. Me li ha leggermente abbassati, mi ha di nuovo dato una pacca sulla chiappa, ma questa volta più forte, e poi ha scostato i miei slip.

In quel momento ho percepito un brivido lungo la schiena poiché la punta del suo cazzo era proprio sopra la mia figa. Poi, notando che ero leggermente bagnata, me l’ha spinto subito tutto dentro:

-uuuuuuh

Ho subito emesso un verso di godimento non appena era entrato dentro di me. Ora Enrico ha iniziato a spingere, avanti e indietro, sempre più ritmato, creando anche un rumore distinto di pelle dei due corpi sbattuti. Sentivo sempre di più allargarsi la mia figa sotto la pressione del suo cazzo che leggermente pulsava e aumentava di dimensione.

Con l’ultima spinta, quella più profonda, ho sentito che si è sfilato e ha lasciato spruzzare la sua sborra su una chiazza d’erba. Abbiamo scopato da dio in quel posto e spero di ripetere!

Il giro in bici è finito con il sesso con il mio amico, di Miriam di Roma

Prima edizione: gennaio 2026, by Atlantia Media.

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