Il giro in bicicletta nel bosco

La domenica era la giornata in cui io e Giacomo organizzavamo una passeggiata di diversi chilometri nei dintorni della nostra casa. Spesso ci spingevamo oltre caricando la bici sull’auto oppure sul treno per poi esplorare i panorami più belli. Quella volta avevamo deciso di raggiungere un bosco che avevamo sempre visto, ma mai visitato. Così, dopo aver riempito gli zainetti, vestiti con dei comodi abiti ci siamo avventurati in sella alle nostre biciclette.

Dopo diversi chilometri percorsi siamo arrivati in un’area abbastanza abbandonata dai passanti. Infatti, c’era una bella salita impegnativa che non sarebbe stata facile né per un passante né per una persona che girava in bici. Noi, però, siamo due temerari e così abbiamo raggiunto questo posto: qui ci siamo riposati su una panchina di legno e abbiamo approfittato per mangiare un tramezzino di segale con un po’ di tacchino e insalata. Non mancava poi la nostra bevanda energetica per tornare in piena forza e rifare i chilometri indietro che ci aspettavano per il ritorno.

Così, dopo averle sorseggiate, ci siamo messi a chiacchierare:

-Guarda quella nuvola, non ti sembra un cane?

-Siiii, hai ragione…ahahaha Quella invece sembra una balena!

-Mmmmh con un po’ di fantasia sì!

-Senti ma se ci spostiamo lì con le bici? Volevo vedere il panorama!

Ci siamo messi di nuovo in sella e abbiamo percorso qualche altro metro. Giacomo era sempre dietro di me e quando ci siamo fermati, con un piede sul pedale della bici e l’altro a terra, ha notato che la mia ruota era scesa. Così abbiamo deciso di sistemarla e mentre mi diceva di scendere dalla bici, mi ha dato uno schiaffetto sulla chiappa.

-Ma lo sai che si vede tutto al sole: vedo il tuo culo magnifico e mi stai facendo venire voglia! Spostiamoci in quella raduna tra gli alberi.

Così ci siamo spostati e mi ha detto di posare per qualche foto per lui, chinandomi in avanti per giocare con le trasparenze. A un certo punto, però si è avvicinato e mi ha detto abbassa anche il leggings voglio fotografarti così.

Allora, senza fare tante domande l’ho fatto e poi si è di nuovo avvicinato e ha tolto fuori il suo cazzo duro e caldo, poggiandomelo sullo spacco del culo.

-Giacomo! Che fai? E se arriva qualcuno?

-Ma chi vuoi che viene qua con la fatica che abbiamo fatto.

Portandosi la mano al cazzo hai iniziato a segarselo. Così gli ho tolto la mano e ho iniziato a fargli un pompino.

Dal pompino alla scopata tra i rovi nel bosco

Ho subito iniziato a ciucciarglielo e lui, voglioso di guardarmi, ha acceso la fotocamera del suo telefonino ed ha iniziato a riprendermi. Io continuare a leccargli la punta e poi, di tanto in tanto, lo sorridevo nella camera. Ho provato anche a prenderlo tutto fino in fondo, facendolo godere ad ogni penetrata in profondità con la mia gola. A quel punto, mi ha messo una mano in testa ed ha iniziato a orientare la corsa sul suo cazzo e me lo ha po sbattuto 2-3 volte sulla lingua, agitandolo tra le sue mani per farlo entrare nella bocca.

A quel punto il suo cazzo era molto gonfio e mi ha detto di alzarmi e abbassarmi i leggins. Io l’ho fatto ed ho tirato anche 2 pacche sulle mie chiappe per invogliarlo. Lui ha pogggiato il cell a terra e poi scostando il perizoma me l’ha messo dentro ed ha iniziato a spingere, puntando le mani sui suoi fianchi per stare più comodo. Vicino a noi c’erano alcuni rovi e un albero, così per non cadere ad ogni spinta ho poggiato le mie mani là.

Giacomo poi ha ripreso il cellulare in mano per cambiare la ripresa e ha deciso di sbattermi di nuovo il suo cazzo in figa, con una ripresa dall’altro. Io iniziavo ad ansimare dal piacere che mi dava ad ogni spinta e sentivo anche che iniziava a spostarlo verso destra e verso sinistra per allargare il buco della mia figa.

Giacomo spostò anche il suo braccio per avere una ripresa migliore della penetrazione e mi disse sottovoce che ero la sua troia e avrebbe rivisto quel video per eccitarsi quando io andrò a lavoro. Continuammo ancora un po’ e poi mi fece di nuovo fermare per mettermelo in bocca e sborrarmi tutto il suo nettare in faccia.

La sua sborra fu tanta, una vera fontana!

Non appena ci fummo rivestiti e sistemati, dopo 10 minuti passarono altri 3 ciclisti che ci salutarono con il braccio teso in alto. Menomale che non erano arrivati prima altrimenti….!

Il giro in bicicletta nel bosco, di Mary88 da Catanzaro

Prima edizione: maggio 2025, by Atlantia Media.

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