Si scolpiva il culo ad ogni esercizio

Quando vado in palestra, c’è sempre una tipa che mi lascia estasiato: sarà sulla quarantina (e qualcosina in più), ma ha una verve pazzesca. Le prime volte, quando ancora è piuttosto su di peso, mi sembrava che facesse una fatica immane: la guardavo con tantissima ammirazione. Però, alllo stesso tempo, mi domandavo se potesse avere la costanza di allenarsi sul lungo termine.

La prima volta che mi venne il dubbio fu proprio attorno ai primi di aprile. Di colpo, per circa due o tre settimane, scomparve dal mio radar. I primi giorni, pensai che aveva semplicemente cambiato abitudini. Ma poi, incuriosito dalla sua assenza, decisi di cambiare gli orari e i giorni. Nulla, per un’altra settimana la tipa non si materializzò più tra manubri, panche e tapis roulant.

Siccome entrambi eravamo seguiti dallo stesso personal trainer, mi decisi a domandare a Franco se ne sapesse qualcosa di più. «No, Andrea» e poi «credo che purtroppo abbia smesso di spingere, probabilmente qualche infortunio». Di fronte alla mia insistenza, Franco mi disse «Perché? Di’ un po’: ti piace, per caso?!» Non seppi, in quel momento, celare la sorpresa per quella domanda diretta.

Dov’era finita la tipa?

Guardai Franco negli occhi e gli dissi «beh, mi intriga…» E poi «devi ammettere che non è mai facile tenere duro, soprattutto quando vedi che i risultati stentano ad arrivare…» E lui «È vero, non tutti siete capaci di restare fedeli ai vostri propositi: però, lei non mi sembra una che si tira indietro tanto facilmente…» La nostra conversazione, però, morì proprio su quelle parole.

Tornai alla panca e presi ad allenarmi duramente, com’ero abituato a fare da cinque anni. Ma il tarlo della tipa che spingeva con i suoi squat, continuava a lavorarmi la mente. «Chissà che fine ha fatto? Che cosa le sarà successo? Avrà mollato il sacco?» Erano tutte domande che mi turbinavano in testa tra un esercizio e l’altro, creando scompiglio nell’apparente routine immutabile degli esercizi.

Poi decisi di prendermi un breve break per andare al WC. Avevo proprio bisogno di svuotarmi la vescica e di riprendere un attimo il fiato, dopo tutti quegli esercizi. Stavo prendendo l’ultima porta del corridoio, com’ero ormai abituato a fare da anni a questa parte, quando di colpo si materializzò la tipa. Aveva la solita borsa verde con sé, e camminava abbastanza sicura e tranquilla.

Con una scusa la salutai, e lei mi rispose. La lasciai passare, poiché doveva andare al WC pure lei, e poi mi incamminai verso la porta di fronte. Entrai, pisciai di corsa, e scappai fuori al più presto possibile. Ero troppo intrigato dalla tipa e volevo a tutti i costi saperne di più su di lei. Mi avviai verso la palestra e mi risistemai alla mia panca preferita coi manubri.

Nemmeno il tempo di cominciare a fare gli esercizi, ed ecco che la statuaria visione mi si parò di fronte agli occhi. La tipa camminava, con passo deciso, e io le osservavo le gambe. Le divoravo le cosce con gli occhi, perché mi sembravano tonificate e perfette come non mai. Quei leggings le fasciavano divinamente le gambe, ed era una visione celestiale perfetta per ispirarmi durante gli esercizi.

Gli squat e quel culo che sembrava un’opera del Canova

La osservavo spingere, determinata come non mai a migliorarsi. Vedevo il suo sguardo deciso, ma di profilo ne notavo le smorfie ad ogni sforzo. Sembrava resistere, mentre ad ogni squat scendeva, scolpendo con quegli esercizi il suo culo ormai ben in forma, seppur un po’ abbondante.

La guardavo con ammirazione, perché non doveva essere facile tenere duro con quegli squat. Spingeva, saliva, scendeva: e ad ogni giro, sembrava levigare perfettamente la sagoma di quel culo, che mi emozionava e motivava a dare il massimo mentre ero in panca.

Spingevo anch’io, ma allo stesso tempo mi eccitavo. Sentivo che ero avvolto da una sensazione di forza straordinaria, quasi come se la tipa trasfondesse in me una parte della sua energia. Spingevamo all’unisono, e un po’ alla volta, ce ne rendemmo conto. Ci guardavamo entrambi divertiti.

Poi il divertimento lasciò spazio a qualcosa di più intrigante. La guardavo esercitarsi, e notai che un po’ alla volta cominciò a bagnarsi proprio lì. Senza farmi notare, tra un esercizio e l’altro, quando si distraeva lanciavo occhiate furtive in quell’eccitante oasi a cavallo del tripudio della femminilità.

Mi eccitavo, ad ogni esercizio, e un po’ alla volta anche il mio pacco iniziò a diventare un po’ più duro e gonfio. Quella protuberanza che sporgeva in mezzo alle gambe, con quella tuta grigia, mandò in visibilio la giunonica tipa che continuava a fare squat per migliorare il culo.

Eravamo diventati come le ombre furtive di due amanti. I nostri sguardi non si incrociavano mai, erano sfuggenti. Ma ognuno di noi stava dando il massimo in palestra, deliziandosi gli occhi e lavorando d’immaginazione. Poi mi accorsi però che la fantasia doveva essersi spinta a livelli decisamente top.

La tipa sembrava essersi sbrodolata lì, e con la coda dell’occhio, mi parve notarla sgrillettarsi furtivamente. Doveva esser stato uno scherzo della mia immaginazione, non poteva essere davvero così. Eppure, ad ogni ripetizione di esercizio, quel tarlo mi scavava la mente.

Allo stesso modo, anche la mia tuta da ginnastica era sempre più testimone silente e inconfutabile di come le fantasie stessero prendendo il largo anche dentro di me. Duro e difficile da gestire, il mio membro desiderava tanto essere abilmente lavorato dalle atletiche fantasie di lei.

Mi immaginavo ritrovare la pace dei sensi, mentre la vedevo fare gli squat. Mi vedevo già, sotto di lì, con quel bel cero in fiamme eretto, desideroso di esser smorzato dalle morbide gesta di lei. Come compagni immaginari di erotismo, ci eravamo presi idealmente per mano e corteggiati ad ogni ripetizione di esercizio.

La tempra, la dedizione e la voglia di tuffarci nell’ignoto erano la nostra ispirazione. Volevamo vivere nuove emozioni, tutt’e due, e sapevamo di essere pronti per lasciarci andare a nuove e travolgenti sensazioni. Bastava soltanto spingere ed avvicinarci anche fisicamente: l’ammirazione a distanza non ci avrebbe mai catapultati in una nuova avventura erotica come desideravavamo noi…

Si scolpiva il culo ad ogni esercizio, di Andrea di Torino.

Prima edizione: gennaio 2025, by Atlantia Media.

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