Una speciale serata di straordinari – parte prima

Il giovedì sera è il mio momento preferito della settimana: stacco dal lavoro e me la godo. La scorsa settimana, però, è stato ancor più bello, anche se tutto era cominciato nel peggiore dei modi. Il mio capo voleva finire un progetto ad ogni costo, sottolineando che avremmo fatto anche la notte in ufficio se non ci fossimo riusciti…

Sulle prime, lo ammetto, mi son girati i coglioni. Già mi immaginavo in auto, in direzione mare, appena staccato dall’ufficio. E invece no: si prospettava una di quelle maratone di merda, tra schermi, schiamazzi e scleri di colleghi e colleghe fuori di testa.

Picchiettavo nervosamente le dita sulla scrivania, cercavo ispirazione guardando fuori dalla finestra. Non sapevo come mettere la parola fine a quella sessione di brainstorming: agognavo di tirar fuori l’idea del secolo… Il mio week-end mi aspettava, non vedevo l’ora di esser al volante e di raggiungere la riviera.

Nonostante i miei sforzi, però, l’idea non arrivava. Mi sembravo come inceppato, forse scazzato dalle troppe pretese del mio capo. Di tanto in tanto, quando non mi stava sotto, ne approfittavo per prendere il cel e navigare oziosamente. O meglio, cercavo qualcosa di hot che potesse incentivarmi a darmi da fare di più e finire prima…

Avevo voglia di una bella avventura, un incontro hot, ma diverso dal solito. Così ho cominciato a cercare una bella figa che potesse farmi dimenticare lo sclero di quelle ore… Volevo concedermi un’avventura hot con una escort, capace di stravolgermi e farmi vivere una nottata indimenticabile.

Le ore passavano lentamente, quel pomeriggio, e pian piano scivolavamo nella sera. Il mio capo continuava a scassare le palle con le sue richieste pressanti. Di tanto in tanto sclerava pure: «ma che cazzo fai, Patrizio?! Stai perdendo il tempo su YouPorn o fai qualcosa di buono?!» Io gli ribattevo a muso duro, dicendogli che non era così facile trovare un’idea per risolvere i casini fatti dagli altri.

Passeggiava nervosamente su e giù per l’ufficio, e poi, se ne tornava nella sua stanza. Non appena se ne andava a fanculo, ne approfittavo per riaprire il sito sul cell e far scorrere le immagini. Con tutte quelle superfighe in vetrina, non sapevo proprio chi scegliere. I miei occhi scorrevano quei profili che mi accendevano di una voglia incredibile.

Poi la mia attenzione cadde su una quarantenne hot, una di quelle capaci di svuotare i coglioni per bene. Le labbra di Sonia erano così spettacolari da farmelo diventare duro. La sua figa, leggermente pelosa, mi faceva venire una voglia pazzesca. Ma il top era quel culo perfetto, scolpito, nelle sue foto di profilo. Sembrava la tipa perfetta per una nottata di fuoco e il cazzo già mi tirava nei pantaloni.

Ma quando Marco – il mio capo – faceva ritorno nell’ufficio, tutta la poesia se ne andava subito. Le mie fantasie lasciavano spazio alla consapevolezza di essere inchiodato lì in quell’ufficio. Poi se ne andava a fanculo, e io tornavo a guardare il cell. Poi venne finalmente il momento della pausa caffè e ne approfittai per andarmene al cesso.

La pausa e il telefono che suona a vuoto

Mi piaceva da morire l’idea di scoparmi quella strafiga di Sonia, non potevo levarmi dalla testa il suo culo. Pensavo a lei, fantasticavo di quanto l’avrei trombata. Decisi di chiamarla. La prima chiamata andò a vuoto: non rispondeva. Dentro di me saliva una certa frustrazione. Poi pensavo a quello che avrei dovuto finire per andarmene a fare il mio week-end. La cosa mi faceva piombare in un misto di rabbia e delusione.

Decisi di richiamarla. Ancora una volta, il telefono suonò a vuoto. La pausa stava passando senza che me la stessi godendo e di lì a poco era tempo di tornare a sgobbare. Feci un ultimo tentativo, che andò nuovamente a vuoto. Quindi tornai alla scrivania, incazzato dentro di me. Marco mi vide un po’ scuro in volto e mi disse: «Patrizio, che ti succede? Dai non farti girare i coglioni per quel casino che hai da risolvere…ce la faremo!»

Lo guardai annuendo con lo sguardo. Poi si voltò nuovamente verso di me e mi diede una pacca sulla spalla. Sapevo che avevo un sacco di roba da fare, non era finito il mio giovedì. Tornai al computer, ma la mia mente era rimasta a Sonia. Era un chiodo fisso che mi ossessionava. Volevo vederla e scoparmela tutta: non avrei potuto sopportare di perdermi quell’occasione.

Per quanto potessi scervellarmi, però, l’idea non arrivava. Fissavo lo schermo, poi guardavo fuori dalla finestra. Infine la mia mano finiva sul cell, e lo sbloccavo per controllare se ci fosse qualcosa di nuovo. Lo lasciai in silenzioso, ma con il display sistemato sotto lo schermo perché potessi vedere notifiche o chiamate.

La chiamata che riaccese la voglia di lavorare

Mi concentrai nuovamente sul casino da risolvere. L’idea stentava ad arrivare, perché in realtà ero scoglionato più che mai. Picchiettavo nervosamente le dita sul tavolo, poi prendevo in mano il cell nella speranza che ci fosse una notifica nuova. Nulla, il display era sempre vuoto. Quindi tornai ad occuparmi dei miei casini, nella speranza di trovar la soluzione.

Di colpo, lo schermo del cell si illuminò. Era un SMS di Sonia…«Richiamami, tesoro.» Poche parole che mi accesero come un bengala. Avevo già il cazzo in fiamme, me la immaginavo in mia compagnia. Quel messaggio mi riempì di felicità e di eccitazione. Si apriva uno spiraglio su una nottata magica.

Negli occhi avevo l’immagine del suo culo, poi quella della sua figa…E nella mia mente si materializzò finalmente la soluzione al casino che dovevo sistemare. «Marcooooo, ho capito come risolvere il casino…» Esclamai in preda ad un’eccitazione ingestibile. «Dimmi Patrizio, dai, dai…Che cosa ti è venuto in mente?» Gli spiegai in poche parole l’intuizione. «Graaandeeee!!! Vai, il tuo week-end è cominciato ora!!»

Quella notizia mi fece sobbalzare sulla sedia dalla felicità. Salutai Marco e gli altri. Poi entrai nell’ascensore e chiamai subito Sonia. «Pronto, Sonia?» E lei rispose con voce suadente «sì, tesoro…come ti chiami?» E io «Patrizio, bellissima…senti, ma stasera ci sei?» Le domandai un po’ inegnuamente, essendo la prima chiamata che facevo ad una escort.

Lei mi rispose «Certo, Patrizio…Ma dimmi un po’, dove sei?» Le risposi senza pensarci due volte «A Bergamo, e tu?». Lei replicò: «sono a Milano…» Ero talmente eccitato che le dissi subito «aspettami dove sei che ti raggiungi subito…in quale zona ti trovo?» E Sonia «Garibaldi…». «Tra al massimo un’ora sono lì da te e andiamo a cena insieme, Sonia…». «Va bene, tesoro…Quando stai arrivando chiamami!»

FINE PRIMA PARTE

Una speciale serata di straordinari – parte prima da Patrizio di Bergamo

Prima edizione: febbraio 2024, by Atlantia Media. 

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