Un massaggio godurioso

Jamila si è lasciata andare ad un massaggio più che godurioso

Un sabato alle terme, di un periodo non così facile. Io, solo un accappatoio addosso, sono seduta su una sedia della saletta d’aspetto del centro benessere di un albergo a quattro stelle. Luci basse, giocherello annoiata con qualche depliant che sponsorizza creme miracolose. Aldo si fa attendere poco, arriva ed è vestito di bianco, camicione a mezze maniche e larghi pantaloni. Ha i capelli un po’ lunghi, brizzolati. Una barba spontanea e corta sul viso magro, è alto e leggero nel passo. Si avvicina e mi saluta: “Ciao, puoi venire”. Morbido, confidenziale, mi indica la stanza. È lui il terapeuta ayurvedico che mi farà il massaggio Abhyanga. L’ho già fatto cento volte, in India soprattutto, ma anche in Italia. Sono prevenuta. Nessuno qua da noi lo sa fare come gli indiani. Ma ho voglia di sentire il profumo dell’olio di sesamo misto ad essenza di limone e di rilassarmi. Il fatto che a farmi questo trattamento oggi sia un uomo, è una nota divertente, in India me lo fanno solo le donne. Eccomi qua, uomo, sono pronta.

Entro, lui mi chiede se ho già fatto il massaggio ayurvedico. “Lo conosco – rispondo – bene”. E penso, con sarcasmo: “Convincimi, se ce la fai”.

Mi porge lo slip monouso, esce dalla stanza per darmi il tempo di cambiarmi. Io tolgo accappatoio e costume da bagno e me lo infilo. Non ho reggiseno, solo un telo piccolo per coprirmi.

“I tuoi capelli sono perfetti- mi dice – lo sai, no, che dovrò metterci sopra l’olio?”. Sì lo so, e non vedo l’ora, perché ho anche un po’ di mal di testa, gli rispondo. Indicando la sedia mi dice: “Siediti qua, ora rilassati, chiudi gli occhi e- aggiunge facendo una lunga pausa – goditela”, conclude.

Bene, la partenza mi convince.

Sin da subito sento che mi sto affidando a lui. Il tocco sui capelli è quasi femminile. Differente dal solito. Ma bene. Versa l’olio, lo spande con le dita, mi spando un poco anche io, appena appena. Segue i passaggi della tecnica ayurvedica, con qualche tocco strano e imprevisto. Sfioramenti in parti della testa inaspettate, piccole pressioni ai lati delle orecchie. Come le dita di un pianista che, mentre eseguono alla perfezione la partitura, inseriscono leggere variazioni, del tutto improvvise e imprevedibili. Sono incuriosita.

“Ora stenditi”, ordina con dolcezza, indicando con gli occhi il lettino.

Eseguo. Mi sdraio lunga sulla schiena a seno nudo, ho solo i mini slip addosso, perché Aldo fa subito scivolare il telo bianco in basso, sulle cosce. Ma tengo gli occhi chiusi. Voglio sentire ogni istante.

Versa l’olio e con le sue mani grandi è sul collo, sui seni, li massaggia con il palmo della mano, formando grandi cerchi, e continua, intorno, sui fianchi, sul ventre. Scivola, con energia, avanti e indietro, avvolge i fianchi e poi di nuovo torna sui seni e tra i seni. Poi scende sul ventre, mi circonda la vita, torna sull’addome, e di nuovo affonda la pressione ai lati e dietro, quasi mi solleva con forza e mi rilascia. Mi sento magra, viscida, senza resistenza, sottile, bella, sua.

Affido ogni resistenza del mio corpo a quelle sue braccia che non mi lasciano un istante. Lente e costanti le sue mani ora sono sul ventre, arrivano quasi sotto gli slip. Sfiorano più volte il pube, sempre più in basso. Quindi Aldo allunga verso l’alto, con entrambe le mani, i cordoncini dello slip, liberando completamente i miei fianchi. Ed ora è lì che si concentra e con entrambe le mani lavora, scende sulle cosce ed entra deciso all’interno.

Ancora olio e ripete tutto. Non una, ma tre, cinque, sei volte. Per un tempo che, per quanto mi riguarda, potrebbe essere infinito. Sfiora gli inguini in profondità, ogni volta sempre più in alto. Io non muovo un muscolo. Sono immobile e sciolta. Lui continua sino ai piedi. Mi muove come fossi una bambola, mi apre le gambe e continua a lavorare sulla gamba intera, dall’esterno all’interno e torna sui fianchi. Poi mi fa girare a pancia sotto e il viaggio nella ionosfera continua. Dopo essersi dedicato al collo e alla schiena scende in basso e si concentra sul mio coccige, io a quel punto trattengo il fiato. Mi sta abbassando gli slip all’inizio delle cosce. Completamente. Ho il sedere libero da costrizioni. Il battito del cuore aumenta. Ma lui non si ferma. Ed io resto immobile.

Ora ha le mani sui miei glutei, li accarezza con olio, cura e perizia professionale, non trascura di passare al centro, dentro le natiche con entrambe le mani, ma ci passa per pochi istanti perché subito dopo ritorna sulla parte bassa della schiena, poi di nuovo sui glutei. Di nuovo, e di nuovo. Comincio a sprofondare dentro al lettino, sento il calore diffondersi nel basso ventre. Dove arriverà, potrebbe finire?

Non voglio che smetta. Sono tutta unta di olio, e lui non trova resistenza in alcuna parte del corpo, scivola da sotto a sopra e viceversa. I movimenti sono sempre quelli che conosco, ma perché sento il mio corpo trasformarsi? Ma mentre penso, supina a occhi chiusi, e mentre il mio corpo si allarga e si allunga, lui sta già aprendo una delle mie cosce e piegando il ginocchio verso l’esterno. Lavora gluteo e coscia, coscia e gluteo senza sosta, più e più volte.

Quelle dita le sento passare sull’inguine, e il confine con la zona proibita si fa sottile, sempre più sottile. Lavora il mio corpo come fosse materia sua, lo maneggia con disinvoltura e totale padronanza, diventano suoi il mio sedere e le mie cosce, aperte prima una e poi l’altra in una posa oscena. Penso che per fortuna non vedo nulla, ho gli occhi chiusi. Ma sento sempre più forte ogni cellula del mio corpo vibrare e desiderare che tutto ciò non finisca mai.

Le sue grosse mani sulle mie piccole labbra

Quando Aldo mi rigira e comincia la fase finale dell’Abhyanga, con il passaggio delle mani su tutto il corpo intero per le ultime due o tre volte, non riesco a non sfiorare i suoi fianchi con la mia mano. In maniera casuale lascio che le mie dita stabiliscano un contatto con le sue cosce sul pantalone bianco, mentre lui sfiora e sfrega leggermente il mio corpo con il suo lavorando sulle mie gambe. È quando poi torna alle mie spalle per concludere, mettendo una mano sulla mia testa e sfiorando con il palmo il plesso solare, che non resisto e allungo la mano mettendola sopra la sua. Lui ora è fermo.

Ho i battiti del cuore accelerati e il respiro che aumenta. Lui non toglie il braccio. Allora prendo coraggio, risalgo con la mano e lo accarezzo lenta su quei muscoli forti dell’avambraccio, sino a raggiungere il suo viso sopra il mio. Non so cosa potrà succedere. O forse lo so, e lo sa anche lui. Non si allontana, anzi si avvicina con il viso, lo accarezzo sulla barba. Lui si accosta di lato.

Gli sussurro: “Sono eccitata da morire”.

Ora il cuore batte fortissimo. Lui mette le sue mani su di me, lo accarezzo, si avvicina e lo bacio con dolcezza sulle labbra e con la lingua.

“Sei sicura?” mi sussurra. “Sono sicura – gli rispondo- hai mani meravigliose”.

Allora accarezzandomi si alza, va vicino ai miei fianchi, mi sfila gli slip e infila piano le sue dita dentro il fiume che mi scorre tra le cosce. Mormora sorpreso qualcosa che non capisco. Io quasi perdo i sensi e comincio a godere. “Piano – mi dice a bassa voce, facciamo piano”, ma non smette. Anzi, mentre godo mi fa girare su un lato e, dopo avermi lavorato a lungo il clitoride, entra con le dita in fondo nella vagina. Entra ed esce più e più volte, producendo rumori osceni che non fanno che aumentare la mia eccitazione.

Mi fa venire. Una volta, due. Godo da morire e sempre più. “ Girati”, mi ordina deciso, ma dolcissimo come sempre. Io eseguo. Ora è di nuovo dentro le piccole labbra, infila tre dita dentro la vagina e mi scopa con la mano. Io godo molto e non riesco a stare ferma, quindi mi muovo con il bacino e assecondo quelle sue dita che entrano ed escono, mi alzo e riscendo, salgo e scendo in totale sincronia con il suo ritmo. Ho perso il controllo, vengo ancora, forte, ma cerco di non far rumore, so che potrei fargli passare dei guai. Allungo la mano per toccare il suo pene. Lo desidero da morire. Sento il suo cazzo duro sotto la divisa bianca, ma lui si ritrae; “Non posso, non posso!”. Sussurra piano.

Ci ribaciamo, con la lingua, molto, intensamente. Poi lui mi accarezza ancora, “Sei bellissima – dice a bassa voce, e ripete- Sei bellissima”. Di nuovo scivolo di fianco e lui piega le mie gambe, appoggia il viso sulla mia fica e comincia a leccarmi e succhiarmi il clitoride. Mi sta facendo impazzire e glielo dico. Non credo di aver mai provato qualcosa di così forte in una situazione del tutto imprevista.

Lui ne è travolto quanto me e sa di rischiare il posto di lavoro. Allora cerco di tornare in me e di uscire dal lettino a fatica, ho il fiatone e lui pure, mi ricompongo come posso, ma appena sono in piedi lui mi gira e ricomincia a masturbarmi da dietro, mi appoggia sul lettino e lascio fare. Godo ancora, e ancora, e ancora.

Quando esco dalla stanza indossando, non si sa come, l’accappatoio, ho il fiatone e barcollo. Risalgo in camera. Sotto la doccia mi masturbo di nuovo e non smetto ancora. Non mi sono mai sentita meglio nella vita.

Jamila si è davvero concessa una bella giornata di riposo e di relax, che è anche diventata un’occasione per godere divinamente, come ci ha descritto bene nel suo racconto erotico emozionante.

Un massaggio godurioso molto speciale, di Jamila

Prima edizione: ottobre  2015, by Atlantia Media.

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3 pensieri riguardo “Un massaggio godurioso

  • 20 Dicembre 2015 in 10:33
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    Che spettacolo con dovizia di particolari.Mi dici dove sei stata ci mando mia moglie.ciao bellissima

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    • 10 Maggio 2016 in 21:40
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      Mi accodo anch’io per un bel massaggino!

      Risposta
  • 2 Febbraio 2018 in 22:09
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    Oddio è una mia fantasia ricorrente…!!!!!!…

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