La vicina esuberante – parte III

Riprende dalla parte II (rivivi qui le emozioni):

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Su quel divano, Elisa aveva dato il meglio di sé: estasiato dalle sensazioni che mi aveva regalato, la osservavo compiaciuto. Nei suoi occhi, c’era tutta la felicità consapevole di chi sapeva di essere un’amante perfetta. «Sono una tipa hot?» Mi chiese passandosi la lingua tra le labbra. «Sei divina… Sei, semplicemente, Elisa!» Le risposi io, e poi mi avvicinai per baciarla, e ci sdraiammo stringendoci su quel divano. Quindi presi a percorrerle il corpo, a labbra serrate, strofinandole sulla sua pelle.

Elisa si eccitò immediatamente. La sentii percorsa da un brivido, e poi, abbandonarsi al piacere. Si contorceva presa da un’eccitazione irresistibile, mentre io continuavo a scendere a stimolarla. Le succhiavo e mordicchiavo la pelle, mi fermavo, la osservavo in preda a quelle sensazioni così travolgenti. Poi tornavo alla carica, leccandola, e a quel punto lei iniziava proprio a gemere, presa da quelle emozionanti e provocanti attenzioni.

«Dai, fammi sentire quanto godi…» Le dissi, incitandola, mentre scendevo sempre di più nel suo intimo. Elisa non si fece pregare oltre, e si lasciò andare in un bel gemito quando arrivai proprio lì, a stuzzicarla. Mi piaceva leccarle le cosce, giocare in modo provocante con le vibranti emozioni che potevo darle stimolandola nell’interno coscia, e poi muovendomi avanti e indietro, lì, tra il suo splendido lato b e quella bella fonte della vita depilata che faceva venire voglia di giocare alla trasgressione.

«Dai, fammi godere…» Esclamò Elisa, in preda alle sensazioni più irresistibili. La fissai per un istante, assaporando quell’espressione appagata di chi si stava abbandonando al piacere, di chi desiderava dimenticarsi per un attimo di tutti i casini della vita, vivendo con intensità il momento. E mi adagiai di nuovo su di lei, leccandola, baciandola e provocandola con dolci carezze, sentendola agitarsi di nuovo, intrappolata in quella delicata morsa di piacere da cui non poteva divincolarsi. Mi avventurai nella sua femminità, prima accarezzandola, e poi immergendomi a fondo con le labbra e poi la lingua.

La sentii trasalire, inarcando la schiena in preda alle sensazioni più forti. Elisa ansimava, stava godendo divinamente, e io ero pronto a dare il massimo in quel lento esercizio di espressione delle mie fantasie erotiche. Il suo respiro si faceva sempre più affannoso, il suo battito forte e veloce, e un po’ alla volta la sentivo inumidirsi come un prato avvolto dalla rugiada nel mattino. Elisa mi incitava, spingendomi la testa verso di lei, e mi guidava nelle sue viscere del piacere. Non mi fermai, la stuzzicai ancor di più, e alla fine dovette cedere al mio delicato e appassionato assedio. Elisa si lanciò in un gemito lungo, e poi, si abbandonò come esausta sul divano, accarezzandomi la testa mentre continuavo a baciarla lì.

Mi sollevai e poi la guardai. Elisa era tutta spettinata e si stava riprendendo da quelle emozioni violente. Era eccitatissima ed eccitantissima (per me) da vedere così. Poi ci scambiammo un bacio tenero, ci stringemmo un po’. Ma poi lei mi disse «Lo facciamo?» La sua domanda mi riaccese l’eccitazione in un istante. «Sì, lasciamoci andare…» E lei «Ti piace l’idea che ti cavalchi io?» «Sì, da morire…Dai, vienimi sopra tu» Le risposi. Non si fece pregare oltre, e si sistemò a cavalcioni su di me, mostrandomi quello splendido lato B rotondo e liscio, da ammirare ed adorare in quella sua semplice perfezione.

«Ti piace il mio culo?» Mi chiese Elisa. «È divino… Non poteva essere più da urlo!» Lei sorrise compiaciuta, e poi si sistemò a gambe divaricate su di me. La sentii adagiarsi sul mio membro bello duro, ma prima volle strofinare la sua intimità su di me, baciandomi con quelle splendide labbra già ben bagnate, vogliose di essere possedute. Si mosse un po’ avanti e indietro su di me in quel modo, e poi, con la mano sinistra prese il mio membro e se lo guidò dentro di lei, abbassandosi con un movimento deciso. Si lasciò penetrare e prese a gemere tutta eccitata, muovendosi lentamente avanti e indietro, assaporando con quella docile cavalcata tutta la voglia di sentirsi una cosa unica con me.

Il suo lento muoversi avanti e indietro mi faceva impazzire, perché sentivo il mio membro cavalcato dalla sua calda e morbida femminilità. Ad ogni colpo, io scivolavo sempre più dentro di lei, e lei si «squarciava» ad ogni discesa, desiderosa di essere posseduta tutta. La sentivo bagnarsi, e poi ansimare, gemere soddisfatta. Io le accarezzavo il lato b, e la guidavo su di me, suggerendole come muoversi. Lei non si faceva pregare e cavalcava con al giusta intensità, liberandosi di tanto in tanto delle emozioni forti che sentiva dentro di sé.

Continuò a muoversi così su di me, sbattendo il suo lato b con decisione sul mio bacino, e danzando sul mio membro con un’agilità meravigliosa. Spinse ancora un po’, sempre più delicatamente e scendendo tutta su di me, facendomi eccitare ancor di più. Ormai ero in preda a un turbinio di sensazioni e non sarei riuscito a resistere ancora a lungo. Elisa avvertì la particolarità del momento e, senza dire una parola, prese a muoversi in modo più deciso e veloce, cavalcandomi come una perfetta amazzone, consapevole che di lì a poco sarei letteralmente esploso nel piacere.

La incitai, stringendole il lato b, a muoversi in modo ancor più appassionato. Lei mi assecondò, e poco dopo, mi lasciai andare in una clamorosa eruzione. Il mio seme le innondò completamente l’intimità, e lei poco dopo, quando sentì gli ultimi strascichi di quell’esplosione di piacere, si fermò. Era colma del mio seme vitale, eccitatissima e completamente superata dalle emozioni vissute. Si sollevò, e poi, venne ad adagiarsi su di me. Ci stringemmo l’una all’altro, e poi ci baciammo appassionatamente… «Ma la famosa carbonara, è sempre valida?» Mi chiese lei «Sì, sì… ne abbiamo davvero bisogno» le risposi io. E tutt’e due scoppiammo in una risata divertita…

Elisa stretta nella divisa Parte II, di Andrea di Rovigo

Prima edizione: agosto 2026, by Atlantia Media.

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