Una trombata da sogno di mezz’estate

Dopo i lunghi – direi interminabili – mesi del lockdown, l’estate aveva portato con sé tante belle novità. Avevo finalmente trovato un nuovo lavoro, cambiato casa e con gli amici avevo riallacciato i rapporti come un tempo. Anche se sapevo di non poter partire in vacanza, non mi disperavo: pensavo già a tutte le gite che avrei fatto in giro per la regione. Così cominciai a prendere nota delle località più promettenti, per organizzare indimenticabili week-end. Finché, la scorsa settimana, mi capitò di fare un incontro indimenticabile: quello con Elisa, una gnocca irresistibile.

Mi stavo dedicando al mio abituale giro serale in bici, dopo il lavoro, quando mi capitò di imbattermi in questa fighetta che stava correndo. Davanti a me, vedevo quel culo statuario muoversi in modo provocante. La tipa si destreggiava nella corsa con un’agilità felina, sapeva esattamente allenarsi: e al tempo stesso, riusciva pure a conquistare la mia attenzione come poche. Fissavo il suo culo, i miei occhi godevano dello splendore unico dello spacco delle sue chiappe, così perfetto da non sembrare davvero possibile per un essere umano avere un fisico così spettacolare.

La osservavo, in lontananza, e mentre pedalavo avvicinandomi a lei non potevo che fantasticare delle sue grazie. Rallentai apposto, per star dietro come un mortone ed assaporare quel belvedere unico. Altroché covid e pandemia, pensai: nel bel mezzo di un anno simile, c’era spazio pure per rifarsi gli occhi con una gnocca simile. Quando saziai abbastanza i miei occhi di quello spettacolo, mi decidetti ad allungare il passo. E raggiunsi quella bella figliola, pensando già a cosa avrei potuto raccontare per abbordare una strafiga alle prese con il suo allenamento quotidiano.

L’occasione giunse quando, avendo cambiato direzione all’improvviso, ebbi la scusa per scampanellare. Sorrisi, la guardai con un’espressione tra il malizioso e il divertito, e rallentai per poi frenare. Lei si scusò, sorrise di rimando, e si fermò un momento per riprendere fiato. Le dissi che non c’era problema, e che in effetti era davvero troppo caldo per non interrompere un istante l’allenamento. Elisa annuì e mi chiese da quanto tempo ero in giro. Le dissi che era da un’ora e mezzo, ormai, che pedalavo verso l’orizzonte, verso l’infinito ed oltre…

Elisa si mise a ridere, e per tutta risposta, mi disse che questo colle era perfetto per le sue passeggiate. Questo suo coinvolgimento e il modo di esprimersi, mi conquistarono all’istante. Vidi che pure lei era propensa a chiacchierare, non si sottraeva al dialogo, ed anzi domandava di me e delle mie abitudini con la bici. Io le dissi che erano anni, ormai, che non mancavo di uscire. E guardandomi i quadricipiti, annuì dicendo “lo vedo bene, guarda che gambe belle in forma e sode…” e io le dissi “grazie, fa sempre piacere…” e aggiunsi “non diciamo quanto tu sia giunonica…”

A questo punto la vidi un po’ arrossire, e di rimando disse “mi hai guardata per bene, vero?” e io “beh, è difficile sottrarsi a tale magnetismo” e lei “roba da invertire i poli?!” e aggiunse una risatina, alla quale partecipai pure io. Mi sentii conquistare sempre di più da questa tipa, un vero mix tra fisicità gnocchissima, intelligenza, cultura e spirito. Insomma, una miscela esplosiva di figaggine capace di mettermi al tappeto. Le proposi quindi di accomodarci un attimo in panchina, all’ombra, per continuare la nostra conversazione. Lei annuì e ci sedemmo finalmente.

Mi raccontò che si stava preparando per un paio di competizioni, e che ormai era davvero su di giri. Non mancava ormai molto perché fosse finalmente giunto il momento delle gare, un paio di giorni, e lei si sentiva euforica. Capivo perfettamente quella sensazione, soprattutto perché avendola vista muoversi così agilmente, non avevo dubbi che potesse raggiungere risultati degni di nota. Elisa mi intrigava sempre di più, e vedevo che pure lei era presa da una voglia matta di chiacchierare e parlare di sé e della sua vita. Era troppo affascinante per riuscire a resisterle.

Ma mi sentii al settimo cielo quando le appoggiai la mano sulla spalla, e lei fece lo stesso con me. Poi, come d’istinto, ci avvicinammo con un gesto. In quel momento scoccò la scintilla, e ci baciammo delicatamente. Le nostre labbra si sfiorarono ripetutamente, e poi, le lingue si incontrarono. Eravamo ormai in preda alla passione, non vedevamo l’ora di andare oltre. Quindi la presi in braccio, ci alzammo, e poi finimmo dietro il cespuglio di fianco la panchina. Non c’erano passanti, in quel momento, e potevamo lasciarci andare alla passione. Un vero colpo di culo.

Pochi istanti dopo, le avevo già sfilato quei leggings e quel perizoma irresistibili. Era troppo ghiotta per non essere assaggiata, Elisa. Le mordicchiai quelle chiappe meravigliose, quasi come se fossero una prelibatezza unica. Poi con la mia lingua mi insinuai nel suo inguine, sentendola già eccitarsi. Finalmente la leccai, e succhiai tutta. Si contorceva, in preda al desiderio. Io non potevo che restare affascinato da quella sua spettacolare intimità. La assaggiavo, facendola mia, come se non esistesse altro al mondo. La stimolavo con le mie dita, muovendomi piano piano.

Elisa impazziva, ansimando e gemendo dalla voglia, e a me esplodeva già nei pantaloni. Però non volevo non assaporarla tutta, volevo gustarmi il momento, e farla venire con la mia arte orale. Sentii le sue unghie infilzate nei fianchi, e piano piano, mi resi conto che la sua voglia di trasgressione le stava facendo perdere la testa. Mi piaceva quel suo tratto animalesco, non potevo più farne a meno già dopo così poco tempo. La stimolavo, e cercavo la massima soddisfazione: volevo vederla in preda al godimento, pronta ad esplodere in un orgasmo incontrollato in mezzo alla natura.

L’idea che qualcuno potesse accorgersi di no, poi, mi metteva ancor più nella condizione di darci sotto. Mi piaceva, troppo, e mi sentivo il cazzo esplodere nelle mutande. Forse mi ero già anche bagnato, dall’eccitazione, e non sarei durato a lungo se l’avessi trombata. Elisa aveva il respiro sempre più corto, si dimenava, mentre io con la mia bocca non perdevo un istante per assaggiarla. I miei movimenti sinuosi e decisi, la spinsero sempre più verso l’apoteosi del piacere, che qualche istante dopo, giunse puntuale. La sua figa si trasformò in una cascata di piacere fuori controllo.

La sentii perdere il controllo del tutto, quando affondò definitivamente le sue unghie in me. In quell’istante mi resi conto di quanto era bello ed eccitante dedicarsi al sesso orale con una strafiga simile, e quindi, il mio cazzo si gonfiò ulteriormente. Elisa si lasciò andare del tutto e, poi, riprese a respirare piano piano normalmente. La sentii presa dalla voglia di piacere, e quando passò la sua mano sul mio uccello, capii che era giunto il momento per assaporare le sue voglie. Poi mi disse “stai già per scoppiare, non è vero? Vuoi che ti spompino o ti scopo per bene?”

Io le dissi “è una scelta molto difficile, mi piaci troppo…” e lei disse “allora ti faccio godere per bene con la mia figa rovente” e liberando il mio cazzo dai pantaloncini, mi montò sopra, al contrario, affondando la sua figa su di me. Annuii rumorosamente, dicendole che la volevo di più. E lei prese a cavalcare, andando a fondo, scopandomi divinamente. Sapevo che, in quelle condizioni, non avrei saputo resistere molto a lungo. Lo sapevo che sarei venuto di lì a poco, stavo già scoppiando, ero troppo eccitato e non potevo trattenermi, mi sentivo esplodere i coglioni.

Dopo due minuti di quella divina cavalcata, mi sentii pronto ad esplodere, ero ad un dito dal settimo cielo, e mi liberai di tutta la sborra calda dentro di lei, lasciandomi andare in un lungo gemito. Elisa diede ancora un paio di colpetti di bacino, e poi, si adagiò su di me. Vidi colare il mio seme dalla sua intimità, la strinsi a me, e la baciai di nuovo. Ero euforico, non potevo credere che quella stragnocca mi avesse fatto godere in quel modo, così velocemente, senza che potessi opporre la benché minima resistenza…

Una trombata da sogno di mezz’estate, di Davide di Milano

Prima edizione: agosto 2020, by Atlantia Media.

© copyright MMXX by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

One thought on “Una trombata da sogno di mezz’estate

  • 2 Settembre 2020 in 21:40
    Permalink

    Ciao a tutte a chi potrà esser di racconto con me vi amo tutte per fighe pelose e non foto video 3348942050 mess worzapp enrico

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.