Una troietta ballerina

La troietta mi ha trombato

Una tipa, nel mio giro di conoscenze, un po’ mi faceva venire il nervoso quando la vedevo raggiungerci e sparare le sue solite stronzate: era una che viveva solo di idiozie e stronzate, con la testa in aria su chissà quale pianeta, che provocava tutti con quel suo modo di vestirsi e di sculettare, con quel suo modo di fare la santarellina innocente, ma che in realtà, ci godeva vedendo che tutti le morivano dietro e non riuscivano mai a conquistarla e a farla cedere sul sesso.

Anch’io, con il passare del tempo, un po’ l’ho presa in odio, come tutti gli altri, perché parlando con questi altri miei amici, ho scoperto che questa puttanella giocava a provocare, ma poi, quando vedeva avvicinarsi la sagoma di un cazzo, o peggio ancora un bel goldone, si tirava indietro e diceva che non era certo lei la troia del villaggio, e che assolutamente, non avrebbe perso l’occasione per assaporare la trasgressione e il godimento, ma non di certo con sfigati come noi.

Così quella sera che si conciò in modo abbastanza provocante, mettendosi quei leggings scuri che le scoprivano per bene il culo, quando l’ho vista arrivare di fronte a casa mia, le ho dato subito una pacca sul culo, per farle capire da che parte tirasse il vento: lei mi sembrò ben infastidita, perché mi guardò con quell’aria da stronza moralizzatrice offesa, ma poi, quando la mia mano andò a colpirle nuovamente il culo, e passò anche sulla sua figa, il suo atteggiamento cambiò davvero.

Ma poi quando si trattava di trombare, si tirava indietro

Mi disse che ero troppo fuori, e che non potevo fare così in mezzo alla strada, quindi, ritornò con me sulle scale del palazzo e, approfittandone del fatto che c’erano le cantine, scese con me le scale, e mi disse chiaramente che, se avessi voluto trombare con lei, quella era l’unica occasione che mi avrebbe dato. Io non mi feci pregare due volte, e tirandomi fuori il cazzo in fretta, glielo misi subito in bocca, facendoglielo entrare a fatica dalle labbra, spingendola verso di me perché lo succhiasse.

Mery faceva così la troietta, prima tirava il sasso poi nascondeva la mano e, così, tra una succhiata e l’altra, se lo tirò fuori dalla bocca e mi disse che forse non era proprio il top trombare: io le dissi che volevo me lo ciucciasse e me lo scopasse, perché ero troppo fuori di me per resistere oltre, quella sera, e che mi aveva provocato con quel suo modo di fare da troietta sempre pronta a farsi i cazzi suoi, prendendosi gioco di tutti quelli che le capitavano a tiro facendola solo annusare.

Così, come una troia, cercò di limitarsi a leccarmelo un po’, e io, contrariato glielo misi un po’ più in bocca, per farglielo arrivare in gola, dicendole “troia, succhia, zoccola pompalo, l’hai voluto, adesso te lo prendi tutto in bocca e lo spompini come sai fare”. Ma più passava il tempo, e più mi rendevo conto che non era per nulla capace di farmi un pompino, e men che meno, in quel modo sarebbe mai riuscita a farmi sborrare, per come lo faceva male e senza passione.

Le dissi quindi di mettersi a pecorina, perché volevo trombare con lei, e obbedì come una cagna: ma anche qui, era secchissima, e non mi sembrava molto ben disposta, e quindi, mi diedi da fare con la lingua e con le dita, per farla andare su di giri e farla godere, per vedere se dopo essere venuta, si sarebbe finalmente convinta che, giocando con me in quel modo, ormai era inevitabile che dovesse anche smollarmela, e farmi godere davvero come io volevo che facesse.

Finalmente la sentii venire, e sbrodolò tutta la figa, gemendo e rilassandosi finalmente dopo essersi liberata della voglia matta che aveva di venire: la guardai così, e le dissi che era davvero una stronza, perché non solo non voleva far pompini, ma addirittura, dopo era talmente arrapata che voleva godere solo di lingua, senza farsi scopare, come una zoccola schifosa, che a quel punto volevo sistemare ben bene, trombandomela e venendole pure dentro, per farle vedere come si stava al mondo.

Quindi, le dissi che ora doveva trombarmi, e farlo anche in modo convincente, perché volevo godere e non soltanto vederla fare la puttanella e godere lei: così, mi sdraiai, e la feci saltare sopra di me al contrario, e le dissi di muoversi sul mio cazzo. Glielo feci entrare in figa, dopodiché, la guidai avanti ed indietro su di me, perché volevo che mi facesse godere per davvero, che mi facesse venire, e non soltando che facesse la stronza con me e con il mio cazzo che voleva sborrare.

Le diedi più spinte, iniziai a sentirmi sempre più su di giri, non potevo resistere molto, e quindi, finalmente lei muovendosi per bene mi fece venire dentro di lei, facendomi svuotare letteralmente i coglioni in quella bella fighetta da troia che si ritrovava. Poi si alzò, mi disse che era troppo una storia malata farsi sborrare dentro, ma poi, tra una stronzata e l’altra, disse che le era però pure piaciuto sentire il mio cazzo dentro di lei scoparla, senza ritegno, in quella cantina del palazzo.

Poi mi rialzai pure io, e quindi, andai a metterle il cazzo in bocca, per farglielo leccare: volevo che assolutamente mi succhiasse la cappella, e mi dimostrasse che era in realtà una troia appassionata di pompini. Non si fece pregare, ora, a prenderselo tutto dentro in bocca, e con le labbra e la lingua iniziò a farmi vedere che aveva voglia di cazzo, perché se lo tenne in bocca per una decina di minuti, facendomi provare tutte le sensazioni che solo una pompinara esperta poteva saper trasmettere.

Poi mi fece venire di nuovo, stavolta nella sua bocca, e finì pure per ingoiare tutta la mia sborra: quindi, dopo aver deglutito, alzò gli occhi e mi disse “vedi che posso essere la tua troia, e farti godere come voglio, facendoti venire sia con la bocca che con la mia figa?”…

Manuel continua a frequentare questa ballerina e fatti trombare: non vediamo l’ora di leggere nuovi racconti erotici così appassionati 🙂

Una troietta ballerina che mi trombava bene, di Manuel di Como.

Prima edizione: marzo 2016, by Atlantia Media.

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