Una pantera

Una pantera che si prendeva ciò che le piaceva

Con il suo abbigliamento da bad girl, Carla mi ha sempre affascinato sin dal primo momento che l’ho vista ad una festa, perché era la classica tipa capace di ispirarmi un certo tipo di avventure, quelle più belle e intense, quelle contraddistinte dalla troiaggine della partner, pronta a lasciarsi andare senza alcun pudore di fronte ad un bel cazzo, ovunque si trovasse, proprio per la sua voglia intensa di farsi impalare a dovere da qualunque uomo capace di soddisfare i suoi desideri unici.

La prima volta che ci siamo divertiti con lei, era stata nientemeno che nella sua auto: ci trovavamo in giro per la strada, stavamo andando al mare, quando durante la discesa, in uno spiazzo particolarmente bello dal quale si godeva un bel panorama, ha deciso di fermare l’auto e, poi, guardandomi negli occhi, mi ha detto “mi vuoi scopare ora? Io ne ho una voglia incredibile!” e io non potei fare altro che sbottonarmi i pantaloni e lasciarmi andare alle sue voglie, proprio in auto.

Poi venne anche la seconda occasione, all’interno del bagno di un locale in cui eravamo andati a far serata con altre amicizie comuni: in quel caso, però, forse anche perché il tempo non consentiva troppo, si limitò ad una bella sveltina, facendomi mettere in piedi contro la parete, e sbattendo il suo bel culo sul mio cazzo, facendomi venire in pochissimo tempo, come del resto pure lei, per quanto era eccitata, non ci mise poi più di quel tanto per raggiungere un indimenticabile orgasmo.

Si è fatta trombare nell’ingresso di casa

Poi è arrivato quell’appuntamento a casa sua dell’altro giorno, quando mi ha scritto su Whatsapp per dirmi che aveva bisogno di un consiglio per cambiare il frigo, e mi ha chiesto di raggiungerla a casa: non mi sembrava una questione tanto veritiera, eppure, questa figona esercitava su di me un fascino tale da spingermi a raggiungerla, senza fare tante discussioni, proprio nel suo appartamento, che tra l’altro mi piaceva pure quando l’avevo visto un paio di volte prima.

Appena arrivato, la trovai con un bel vestitino leggero addosso, svolazzante, perché aveva già caldo: Carla mi guardava con un’aria felina, e poi, si toccava di tanto in tanto la fica, quasi come se qualche cosa la eccitasse in maniera particolare, e non sapesse esattamente come fare a contenersi, perché sapeva già che di fronte a lei aveva un uomo sicuramente già pronto a soddisfare le sue voglie, se soltanto gli avesse chiesto di trombarla proprio lì a casa sua.

E all’improvviso, infatti, si sollevò il vestitino mostrandomi la sua bella fica pelosa, e dicendomi “è già tutta calda per te, la vuoi?” e io “mmmm, dammela tutta, la voglio!”, dopodiché, la sistemai sul comodino del telefono, a gambe aperte, e iniziai a divertirmi in un appassionato preliminare, tormentandola con la mia lingua dentro, mentre con le dita, continuavo a masturbarla, facendola eccitare, con lei che cominciava a gemere in maniera rumorosa, e qualcuno fuori sulle scale, già sghignazzava.

“ahhh, sììììì, leccala!! daaaaiiiiiii, mi piace, ohhhhhhh sìììì” mentre fuori un paio di ragazzini sghignazzavano e dicevano “vai, metteglielo in culo!!” e lei rispose da dentro “sììì me lo sfonda con il suo cazzo, non con i vostri, che potete continuare a segarvi!” e giù a ridere insieme, finché finalmente si lasciò andare e fece un gemito di piacere prolungato, bagnandosi tutta per quanto era eccitata, e non riusciva più a contenere la sua voglia di assaporare sensazioni forti ed uniche.

Poi lo tirai fuori, e glielo strofinai in faccia, dicendole che era il suo cazzo preferito, quello che la faceva impazzire, e che ora poteva goderselo tutto, come voleva lei, davanti e dietro, perché glieo avrei dato senza freni, perché pure a me piaceva come lei si impegnava a trombarmi per farmi godere, con quel suo corpo pieno di vitalità e di provocante energia erotica, che sembrava farla fremere e desiderare veramente di essere ben fottuta a dovere, posseduta come una troia vogliosa.

Quindi si mise a pecorina sul tappeto, e mi disse “dai, sbattimelo in fica così, lo sai che mi piace!!” e io mi abbassai, e quindi, lo sistemai proprio lì e lo feci entrare lentamente, perché le piaceva sentirlo dentro in quel modo: sfregava bene su di lei, e la faceva godere per bene, provocando in questa bella fighetta sensazioni davvero irresistibili, per quanto ansimava e gemeva “ahh sììì, sìììì sìììì, ohhhhhhhh, sìììììì, sììì, sìì, sssìììììììì ahhhhhh, scopami come una troia, sono tutta tuaaa!!”

Glielo sbattevo dentro picchiandolo tutto dentro, stringendo i suoi fianchi tra le mani, e dicendole che era davvero la mia bellissima troiona, quella che me la dava e mi faceva venire tante voglie: e poi, dopo averlo tirato fuori dalla sua fica, andai ad appoggiarlo sul suo ano, e le dissi “dimmi che lo vuoi dentro, dimmeloooooooo” e lei rispose “ohhhh sììììì, sfondamelo, ficcalo tutto dentro, lo voglio” e io mi lasciai andare lentamente, facendolo entrare nel suo bel culetto voglioso.

“ahhhiii, ahi, ahiii, uhhhhhhhh, mmmmmmm” faceva lei mentre mi muovevo abbastanza agilmente dentro il suo culo: era perfetto per trombarla, mi sembrava divino, e mentre lo spingevo dentro di lei, mi eccitavo e mi trattenevo sempre più a stento, dicendole “mmmmm, che culo fantastico, ohhhhhhh, godoooo Carla, mmmmm, dammelo tutto, dimmi che ti piace sentire il mio cazzo dentro di te, dai, dimmelo che ti piace” e lei “ohhhhh sì, dai, sfondami tutta, ssììììììììììììììììì, sììììììì, uhhhhhhh”.

E si eccitava sempre di più mentre io la trombavo da dietro in culo, senza fermarmi, perché sapevo che mi sarebbe piaciuto da morire avere un orgasmo esplosivo dentro di lei, far esplodere la mia sborra dentro quel bel culetto voglioso, quel culo pieno di desiderio e di voglia di godere che solo a vederlo in quel modo, mi sembrava volesse trasmettermi tutte le più belle sensazioni del mondo, proprio per farmi liberare di tutto quel seme che custodivo gelosamente all’interno dei coglioni.

Dopo l’ultima decisa spinta dentro di lei, lo tirai fuori giusto in tempo per venirle un po’ sulla schiena e un po’ in faccia, come piaceva a lei: Carla si leccava la sborra attorno alla bocca, e osservava il mio cazzo, dicendomi “mmmm, quel cazzo è davvero divino, è la pace dei miei sensi, dimmi che è solo mio” e io “è solo tuo, Carla: della tua bocca, delle tue tette, della tua fica, del tuo culo e delle tue mani: puoi fargli sempre tutto quello che vuoi”….

Dire che Carla è figa, è davvero qualcosa di riduttivo: Fabrizio si è lasciato andare e ci ha offerto una storia di sesso senza pari.

Una pantera che si prendeva ciò che le piaceva, di Fabrizio di Teramo

Prima edizione: Maggio 2016, by Atlantia Media.

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