Una mora

Una mora dal culo da sfondare

Dopo aver girato un gran numero di bei posti in cui andare a fare aperitivi o prendere dei caffè nel bel mezzo dei giri tra i vari clienti, un bel giorno della scorsa settimana, mi sono ritrovato in un bel posticino che non conoscevo ancora, seppure fossi passato un gran numero di volte da quelle parti e mai fermato: e con mia grande sorpresa, avendo peraltro scoperto quanto era affascinante la barista presente, mi sono ripromesso di tornare più di una volta in visita a questo bel locale.

Oltre ad esserci una splendida vista sul mare e un servizio davvero di buona qualità, la tipa mi ha proprio messo a mio agio in tutti i modi, fermandosi anche a fare due chiacchiere con me per ingannare un po’ l’attesa della clientela in quel lunedì che sembrava davvero fin troppo smorto, pur essendo già arrivata la bella stagione: e così Elena è rimasta lì seduta al mio tavolino, raccontandomi un po’ di lei e di come andavano le cose in quel locale così bello per tutti gli amanti della brezza marina.

Quando poi le ho detto che me ne sarei andato perché dovevo andare a visitare un paio di clienti, lei mi chiese di restare ancora un po’, perché almeno avrebbe avuto un po’ di compagnia in quella giornata in cui quasi quasi si domandava il motivo per cui avesse deciso di aprire, piuttosto che tenere chiuso e andarsene a fare un po’ di commissioni, risparmiando così un po’ di fatica e ottimizzando il suo tempo, perché così facendo si ritrovava a dover tenere aperto il locale per poca gente.

Rimasi ancora un po’ a parlare con lei, e non volli perdere nemmeno un istante di quel momento piacevole, proprio perché Elena riusciva anche ad avere un certo appeal su me, con quel suo fare tranquillo e rilassato, ma allo stesso tempo, anche con quel suo corpo che non poteva non suggerire una certa attenzione all’essere in forma e, perché no, pure all’assaporare davvero i piaceri della vita anche dal punto di vista del sesso, con quel suo bel culo e quelle tette generose.

Con una barista così affascinante

Così bevvi ancora qualcosa e, poi, con una scusa chiamai un cliente, dicendogli che avrei tardato a causa di un imprevisto, perché sarei dovuto passare prima dall’ufficio per risolvere una questione che era sorta: Elena, appena richiusi il telefono, mi chiese se era stata colpa sua questo ritardo e, io, le dissi che non era colpa sua e, anzi, che era proprio un piacere stare lì con lei a fare ancora due chiacchiere, perché la mattinata per me era già stata abbastanza piena.

Quindi il discorso cambiò in modo lampante, diventando ancor più interessante, quando lei mi mostrò più da vicino il suo fascino, quando abbassandosi per raccattare una carta che era finita sulle piastrelle della terrazza, mi mise praticamente il culo in faccia: e io a quel punto non potei fare altro che allungare le mani, di fronte a quell’affascinante sedere, racchiuso in quei collant leggeri che mettevano bene in evidenza il suo bel fisico, e quasi intravvedevo la sua figa vogliosa.

Le passai le mani sulle chiappe e poi anche sulla figa, e lei si eccitò dicendomi “ahhhh, finalmente l’hai fatto, ma quanto volevi aspettare ancora??” e io “mmmm, sei troppo figa Elena, adesso ti voglio scopare, dimmi che me la dai” e lei rispose “certo, ti spompino e poi mi trombi per bene in figa, una bella sveltina dietro al bancone: non ti pare una bella idea?” e quindi rientrammo nel locale, e dopo esser arrivati dietro al bancone, mi sbottonò i pantaloni, sfilò le mutande, e si prese il cazzo.

“mhhhh che bel cazzone, fammelo gustare, dai, fammi sentire il gusto del tuo uccello” e già quella troiona era pronta al meglio, considerando come si muoveva su di me, e sfruttava tutta la sua bravura per provocarmi con la lingua e poi le labbra, creando un simpatico e piacevole gioco erotico, in cui non c’era spazio che per il piacere, con il risultato che ero veramente troppo su di giri e non potevo fare a meno di lasciarmi andare alle sue fantasie orali, così provocanti.

Poi mi disse “ok, adesso te l’ho già succhiato abbastanza, ora è tempo di mettersi in movimento, perché la mia figa ha proprio voglia di essere trombata per bene, su, spingemelo dentro da dietro” e così si appoggiò con i gomiti al bancone, e aprendo le gambe, mi fecero sistemare dietro di lei: così era tutto più eccitante che mai, perché vedere quel bel culo e quella figa davanti a me, era qualche cosa di troppo provocante perché resistessi e non iniziassi a spingerglielo dentro tutto con voglia.

E la scopai subito con foga, trombandola duramente, spingendolo tutto dentro, facendola eccitare davvero tantissimo “ohhhhhh siiiii, trombami, dai, scopami tutta…ahhhhhh siiiii” e io facevo scivolare il mio cazzo dentro di lei, come uno stantuffo voglioso, senza che si fermasse mai, perché pure a me piaceva quella bella fighetta pelosa, e poi, la vista di quel culo non poteva che farmi venire la voglia di trombare ancor di più, senza sosta, godendo come un vero porco.

Poi le diedi tanti schiaffi al culo e le dissi “dai, ora scopami tu, spingi forte, dai, dacci dentro” e lei si lasciò andare in un continuo movimento deciso, sbattendo quelle chiappe su di me, rumorosamente, facendomi capire quella che era la sua voglia di godere: voleva venire, la troietta, e faceva di tutto per spingersi il cazzo dentro, quasi fino all’utero, eccitandosi come una porca per come era così duro e dritto, perfetto per farle assaporare un bel momento di relax durante il lavoro.

Quindi le dissi che stavo per sborrare, e lei mi disse “dai vienimi in faccia, voglio che mi sborri in faccia” e quindi mi lasciai andare, scaricando la sborra sulla sua bocca, sugli occhi, le labbra e il naso, vedendola eccitarsi di fronte a quegli schizzi caldi, prendendosene un po’ e gustandosela “mmmm, sborra, adoro la tua sborra” e poi passò la lingua sul mio cazzo, leccandolo tutto…

Che splendida avventura, quella di Bruno di Savona: nel suo racconto erotico emerge tutta la passionalità per il cazzo della sua trombamica.

Una mora dal culo da sfondare, di Bruno di Savona

Prima edizione: Luglio 2016, by Atlantia Media.

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