Una indimenticabile gita

La gita a Parigi che non dimenticherò mai

Quella tarda mattina alla stazione di Porta Garibaldi, mentre stavo fumando una sigaretta prima di avviarmi al mio treno, di fronte a me c’era l’immancabile coppietta litigiosa che non si faceva mancare davvero nulla durante il suo show tra eterni tira e molla, nonché promesse di addii clamorosi in stazione, che mai avrei pensato potessero concretizzarsi.

Invece, alla fine, la discussione è davvero arrivata al punto di rottura, con il risultato che lei ha minacciato di lasciare lui, se non fossero partiti insieme: le sue rimostranze alla partenza, l’hanno quindi spinta a mandarlo a cagare, con il risultato che lei è salita sul TGV fregandosene bellamente di lui, che è rimasto alla banchina, per poi andarsene senza nemmeno voltarsi.

Di fronte alla scena – abbastanza comune per la verità – ci sono rimasto un po’ perplesso, soprattutto perché lei se n’è andata con un piglio deciso, tipico di chi già aveva pensato a come sarebbe poi andata a finire, senza voltarsi per guardare ciò che lui stava facendo al binario e, allo stesso, pure lui se n’è andato senza fare troppi complimenti, senza battere ciglio.

Quando poi mi sono ritrovato praticamente di fronte a questa tipa, Emanuela, le ho dato una mano a sistemare la valigia: dopo avermi ringraziato e avermi chiesto con chi stessi andando a Parigi, le ho risposto che stavo partendo in solitaria, e ancora non avevo nemmeno prenotato un posto dove stare, quindi era per me una sorta di avventura.

Di fronte a quelle parole, lei rimase quasi stupita, dicendomi che in realtà lei aveva già prenotato la sua vacanza per due, ma che poi, l’altra persona non si è fatta avanti per andarsene insieme e, così, lei si è ritrovata a viaggiare da sola: e così, senza nemmeno pensarci due volte, mi ha chiesto se volessi farle compagnia durante questa breve fuga parigina.

La sua proposta mi colpì abbastanza, perché mai avrei immaginato di ritrovarmi su un treno per Parigi, insieme con una supergnocca simile, e riuscire addirittura a scroccare una bella vacanza in sua compagnia, senza nemmeno dovermi preoccupare di prenotare alcunché: almeno per quanto riguardava l’alloggio, perché per il resto, contavo di improvvisare un po’.

La mia idea iniziale era infatti quella di portare questa splendida tipa in una brasserie, e poi, di continuare il nostro giro tra i vari arrondissement in cerca di divertimento, per poi arrivare finalmente al momento del ritiro in camera e, quindi, assaporarmi tutta la sua voglia di trasgressione, senza dovermi perdere nemmeno un prezioso istante di quell’incontro.

Una tipa con cui sarei finito a letto

Dopo aver cenato insieme in un posticino niente male, infatti, con Emanuela si è subito instaurato un insolito feeling, considerando come la tipa riuscisse a comunicarmi una positività incredibile, soprattutto non soltanto con le sue parole e il suo modo piacevole di parlare, ma anche con la sua gestualità e la sua gentilezza unica nel fare le cose, quasi come se talvolta la sua timidezza riuscisse a renderla ancor più delicata e tenera.

Dopo averle fatto notare quanto mi piacesse la sua maniera delicata, lei mi disse di essere sempre stata così, ma che il suo ragazzo non ha mai apprezzato più di quel tanto il suo modo di essere, quasi noncurante di ciò: e con il tempo, ha perso un po’ di quella dolcezza, trasformandosi in questo senso in una delusione umana, piantandola proprio lì sul binario della partenza per Parigi.

Così dopo aver parlato, passeggiato, riso e scherzato insieme, ora ci siamo ritrovati ad incamminarci verso l’albergo prenotato da lei, per andarcene in camera e prepararci poi al giorno dopo, quando avremmo dato il via alle visite nella metropoli, prendendo nota delle migliori destinazioni per individuare i posti migliori nei quali avventurarci, alla ricerca delle migliori avventure degne dei turisti. Ma proprio nel momento in cui siamo entrati in camera, è iniziata l’avventura più interessante.

Emanuela, infatti, mi ha detto che aveva voglia di farlo, che non poteva resistere alla tentazione di farsi una bella trombata e, dopo aver lasciato sulla poltrona le sue cose, lasciato la sua giacca sulla tavola, si è girata verso di me e, a quel punto, mi ha spinto sul letto, saltandomi sopra, ancora con i suoi pantaloni di pelle così sexy, capaci di darle un tocco più rock, tipico della ragazza piena di passione e di desiderio, ha preso a sbaciucchiarmi e, poi, a stringersi a me, sussurrandomi parole hot.

Dopo averla svestita, e lei avermi snudato a sua volta, ci siamo ritrovati insieme, pronti ad esplorare i nostri corpi vicendevolmente, ritrovandoci di colpo impegnati in un intensissimo 69, durante il quale gemiti e mugugnii non mancavano: eccitazione e desiderio, voglia di trasgressione e tanta carica esistenziale sono diventati quindi la migliore testimonianza della nostra voglia di lasciarci andare al piacere dell’eros, senza pensare ad alcunché in quel momento di intenso godimento.

Quindi dopo avermi spompinato il cazzo facendomelo diventare durissimo e bello gonfio, Emanuela mi ha detto “e adesso goditi la mia figa, dai”, saltandomi sopra e quindi lasciandosi andare di colpa sopra di me, scopandomi con un’intensità unica, mentre io me la gustavo tutta, e mi eccitavo con lei sopra, incitandola a muoversi di più, finché mi disse guardandomi ridendo “cosa ne pensi di mettermelo in culo?” sollevandosi e, quindi, sedendosi sul mio uccello in modo delicato e lento.

Poi lei si è lasciata andare, scopandomi il cazzo con quel bel culo, muovendosi in modo un po’ più deciso, eccitandosi e gemendo, mentre io godevo con il suo movimento sempre più deciso e ritmico, in grado di stimolarmi il cazzo in un modo indicibile per quanto mi piaceva, e sentendolo scivolar sempre più dentro di lei, nel nulla, in un’eccitante scoperta delle massime soglie del piacere, senza riuscire in alcun modo a resistere a tutta quella carica di godimento.

Mentre lei mi trombava, io le stimolavo la figa con il pollice, facendola eccitare ancor di più e sentendola soprattutto assaporare tutta la sua voglia di piacere, senza riuscire a trattenere i suoi gridolini, finché mentre stava montandomi sopra con il suo culetto goloso, facendomi venire nel suo ano, io continuavo a sgrillettarla, facendola venire, sentendola gemere in modo prolungato e intenso, come se avesse raggiunto il miglior orgasmo di sempre.

Carlo ha colto l’attimo e si è preso una bella occasione per sborrare con una tettona magnifica: evviva i racconti erotici pieni di spontaneità!

Una indimenticabile gita a Parigi, di Carlo di Milano

Prima edizione: Febbraio 2017, by Atlantia Media.

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