Una giornata in piscina

Una giornata in piscina con Maggie troppo rovente

La mia coinquilina Maggie, come me, dopo aver studiato di brutto per superare alcuni esami odiosi, quel venerdì non ne poteva più di tenere la testa sui libri e mi ha proposto di andare a fare una nuotata insieme: così, ci saremmo svagati e, quindi, poi saremmo potuti ritornare più in forma, per studiare insieme e finalmente essere pronti per superare quelle prove che ci sembravano davvero qualcosa di insuperabile.

Così, piuttosto che trascorrere inutilmente la giornata a studiare (e dimenticare) delle cose che non ci entravano subito in testa, decidemmo di partire insieme per andare a trascorrere qualche ora a bagno: una volta sistemate le borse, ci siamo avviati verso la strada e non abbiamo perso altro tempo prezioso, visto che ci saremmo dovuti comunque preparare per riprendere poi a studiare e capire ciò che facevamo.

Dopo una quindicina di minuti, quindi, eravamo praticamente già arrivati in piscina e non attendevamo altro, con impazienza, che cambiarci per poter poi finalmente buttarci in acqua, rinfrescarci un po’, e poi andare a prendere il sole, distraendoci dopo tutte quelle settimane trascorse sui libri, ormai con l’esame che era sempre più prossimo, e noi che non sapevamo più che pesci pigliare per superarlo bene.

Poi un bel pompino sul prato

Dopo esserci tuffati velocemente in piscina, e aver fatto diverse vasche avanti ed indietro, ci siamo fermati un po’ al bordo della vasca, e siamo andati a bere qualcosa insieme al bar, perché ormai eravamo abbastanza stanchi dopo tutte quelle bracciate, ed avevamo bisogno di riportarci un po’ alla tranquillità, restando seduti e, quindi, sdraiandoci un po’ sugli asciugamani, in fondo al prato, per riposare anche la mente.

Quindi mentre eravamo sotto il sole, iniziammo a parlare un po’, ridendo su quelli che potevano essere i nostri obiettivi e le nostre idee sul futuro, sul fatto che quegli esami maledetti sembravano impedirci di fare qualunque tipo di passo avanti: e all’improvviso, ridendo, Maggie mi disse che aveva bisogno di un tangibile antistress, qualche cosa con cui sfogare tutto il suo nervoso e stress, come un bel cazzo duro.

Le sue parole mi fecero un po’ trasalire, perché non l’avevo mai sentita parlare in quella maniera, e quindi, le dissi che la sua idea non era male, soprattutto, se la minchia da prendere in considerare fosse stata la mia: mi gettò uno sguardo interessato, sorrise, e poi mi disse che almeno una bella spompinata se la doveva fare, proprio lì in piscina, perchè questa esperienza sarebbe stata senz’altro elettrizzante.

Ci spostammo quindi con gli asciugamani vicino ad una siepe, in un angolo dove non c’era in giro nessun altro, e senza dire troppe parole, mi fece sedere sul suo asciugamano, dopodiché, attraverso il costume a boxer, mi tirò fuori il cazzo di lato, scappellandolo e leccandolo con desiderio, iniziando a slinguazzare soprattutto la cappella, perché le dava una grandissima soddisfazione fare tutto ciò con me.

Continuai quindi a farmelo spompinare, allegramente, e Maggie pian piano se lo ingoiava in bocca, facendolo scorrere tra le sue labbra socchiuse, che sembravano davvero perfette per una pompinara come lei: lo faceva roteare, poi salire, poi scendere, poi di lato si divertiva a far scorrere le labbra socchiuse sul mio cazzo, percorrendolo dalla punta alle palle, con una maestria che poteva avere solo una troia.

Continuò così a passare la sua lingua sul mio cazzo, poi, se lo ingoiò tutto fino alla gola, raggiungendo quasi le mie palle, quasi strozzandosi per quanto se l’era preso: e le piaceva da morire, perchè continuava a puntare, sempre più decisamente, senza fermarsi mai e, soprattutto, guardandomi con quell’aria da pompinara innocente che non poteva vivere senza avere tra le mani (e pure le labbra) quel bel cazzone.

La mia cappella era ormai violacea per quanto mi aveva provocato piacere quella fighetta di Maggie: era ormai quasi stanca di pompare il mio cazzo senza risultati e, quindi, mise in moto la sua lingua, facendola girare sotto la mia cappella con una fantasia di movimenti che era veramente indicibile, perfetta per far venire anche il più macho di tutti quelli che erano con noi, in quella piscina, quel venerdì di giugno.

Iniziai a sentirmi pronto a sborrare, e glielo dissi: Maggie quindi spompinò più velocemente, e poi, quando sentì la sborra pronta a defluire dalla mia cappella, si guidò il cazzo sulle labbra, per assaporare tutto quel flusso di vita, sentendoselo scorrere sulla lingua e, poi, scendere giù in gola, finchè deglutendo si ingoiò tutta la mia sborra, e mi guardò con i suoi occhi da vera pompinara nata.

Quindi si sollevò, mi guardò con soddisfazione, e poi mi disse che quello era solo un antipasto di quelle che erano le sue capacità con la bocca…

Maggie voleva nuotare e si è ritrovata a far godere il suo trombamico Ivano: che goduria incredibile, anche solo leggendo il suo racconto erotico 😉

Una giornata in piscina con Maggie troppo rovente, di Ivano di Milano.

Prima edizione: febbraio 2016, by Atlantia Media.

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