Una dolce fighetta innamorata del mio cazzo

Quanto era strafiga e provocante

Durante una delle ultime giornate in ufficio, quando ci siamo ritrovati a parlare in riunione, mi sono accorto di quanto Lucia fosse provocante e strafiga: per tanti mesi, ho condiviso con lei lo spazio in azienda, ma mai ho avuto modo di notare quanto fosse una bella ragazza, al punto tale da riuscire ad affascinarmi e a conquistarmi con i suoi gesti, condividendo con me una passionalità mai vista, capace di cambiare davvero il mio modo di guardare alle cose attorno a me.

Vestita in maniera da mostrarmi bene quelle meravigliose tette, con quel culetto bello sodo, Lucia mi ha fatto venire una voglia irresistibile di trombare in ufficio, di fregarmene di ogni cosa e, soprattutto, di farmelo ciucciare per bene dalle sue labbra golose, che sembravano davvero fatte apposta per assaporare tutta la carica vitale del mio bell’uccello, sempre pronto a regalare sensazioni uniche a tutte le tipe con le quali mi sono divertito e che mi ricercano sempre.

Quella sera, mercoledì, eravamo tutti abbastanza scazzati e stanchi, fino al punto che pian piano se ne andavano tutti e, io, mi son ritrovato solo con Lucia, perché dovevamo finire entrambi un paio di cose: a un certo punto, quando mi son voltato verso di lei, mi sono accorto che era abbastanza stanca, e che forse aveva bisogno di una bella pausa, per riprendersi e, soprattutto, per toccare con mano qualche cosa di un po’ più interessante e galvanizzante, come il mio bel cazzone.

Andando un attimo al bagno, passando di fronte alla sua scrivania, le ho sorriso e le ho chiesto se non fosse stanca: lei mi ha risposto dicendo che non vedeva l’ora di andarsene, ma che non le mancava ormai molto, perché rimanevano soltanto due piccole cose da completare. Andai un attimo al wc: quindi uscendo per tornare alla mia scrivania, mi soffermai sul lato destro della sua postazione di lavoro, con il cazzo in mano, sogghignando tra me perché ancora si era accorta della scena.

Qualche istante dopo, forse notandomi con la coda dell’occhio lì vicino a lei, Lucia alzò lo sguardo e si trovò subito il mio uccello di fronte a lei: mi disse che finalmente vedeva qualcosa di interessante, e che ora era venuto il momento di farmi vedere quali erano le sue capacità di succhiacazzi, perché la sua passione era soprattutto prenderlo in bocca, ancor prima che riceverlo in figa o in culo, dove le piaceva ma non al pari di un bel pompino gustoso.

La accontentai subito, sedendomi sulla sua scrivania, e lasciando che potesse afferrarmi l’uccello: in poco tempo la sua linguetta vogliosa iniziò a muoversi velocemente sul mio cazzo, prima in punta e poi sotto, facendoselo entrare tutto in bocca, per poi farlo scivolare fuori, in un continuo movimento su e giù che sembrava quello di una succhiatrice professionista, una che davvero sapeva bene cosa volesse dire far godere attraverso un pompino fatto a regola d’arte.

Se lo levò dalla bocca, mi guardò con quella faccia da troia, e mi chiese se mi piacesse il suo modo di succhiarmelo: le risposi che era veramente qualche cosa di eccezionale, incredibilmente unico, perché nessuna mi aveva mai fatto godere così tanto. Quindi si rimise su di me, e se lo fece andare sempre più in bocca, giocando ad ingoiarlo tutto, facendomelo diventare tutto duro, ormai pronto a fotterla a dovere, per resistere a lungo alle sue provocanti movenze.

Lucia però mi disse che non voleva scoparmi, e che mi avrebbe fatto venire con un bel pompino: iniziai quindi a spingerle un po’ la testa giù, perché potesse farsi entrare al meglio il mio cazzo in bocca, e perché volevo vederla completamente dedicata al mio membro in fiamme, che ormai non poteva – e non voleva – accettare nemmeno la più piccola pausa tra una succhiata e una leccata, considerando come il suo impegno nel provocarmi era davvero qualche cosa di unico.

Di colpo affondò ancor di più le labbra e la bocca sul mio uccello e, poi, lo risucchiò rumorosamente tutto: stavo venendo e, come una perfetta bocchinara, lei aspirò completamente la mia sborra succhiandola via, e quindi, si sfilò il cazzo dalla bocca lasciandolo perfettamente pulito di fronte a me. Poi deglutì, e mi guardò, dicendomi se per me era la pompinara perfetta: per me era veramente la principessa del bocchino, una che davvero sapeva come si facesse godere un tipo come me…

Un pompino dolce ed indimenticabile, una fighetta che adora il cazzo e non nasconde questa sua passione: Mauro, sei un uomo fortunato, lasciatelo dire…e grazie per il tuo racconto erotico ricco di passione!

Una dolce fighetta innamorata del mio cazzo, di Mauro di Verona.

Prima edizione: gennaio 2016, by Atlantia Media.

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Una risposta a Una dolce fighetta innamorata del mio cazzo

  1. Cazzo duro dice:

    Una storia davvero eccitante, complimenti 🙂

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