La collega che voleva solo scopare

Dafne la collega porca che tutti sognano

Quando in ufficio è arrivata una nuova collega, che sostituiva per un paio di mesi Daniela – un’altra strafiga di cui vi parlerò prossimamente in un nuovo racconto – mi si son subito accesi gli occhi quando l’ho vista sedere alla scrivania: aveva il fascino unico di quelle tipe che, con il loro portamento e il loro sguardo, ti fanno subito perdere la testa dal primo momento che le vedi, magari perché ti aspetti anche qualcosa di hot da loro.

Dafne era proprio una di quelle: pantaloni di pelle azzurri belli aderenti, maglietta leggerissima bianca, trasparente al punto giusto e scollata ben bene per mostrare le sue tette esplosive, e movenze tali da sottolineare ancor di più il suo culo sodo perfetto, che in gran segreto io non vedevo l’ora di sfondare, magari proprio su una di quelle scrivanie dell’ufficio, un giorno in cui non fossero presenti altri colleghi durante la pausa pranzo.

E quel giorno è arrivato l’indomani: Dafne era sempre vestita in quella maniera provocante, sin dalla mattina, e quando ci siamo concessi la pausa caffè, l’ho vista che mi guardava con un’espressione quasi desiderosa di saperne di più di me, e di lasciarsi andare ai piaceri dell’eros. Me ne sono accorto da come mi sfiorava, e come cercava di dare vita ad un dialogo più intenso, mentre sorseggiavamo il nostro caffè mattutino delle dieci.

Così, prima che a qualcuno potesse avvicinarsi a noi durante quei momenti, guardandola negli occhi, e vedendo che le si accendevano di una luce strana, le ho chiesto se volesse rimanere in ufficio durante la pausa, per mangiare insieme: senza pensarci due volte, Dafne ha annuito, e dentro di me, in gran segreto mi ha eccitato e non poco, perché già me la immaginavo a gambe aperte lì davanti a me, pronta a farsi trombare in figa e in culo…

Una pausa pranzo indimenticabile in ufficio

Siamo poi ritornati normalmente a lavorare alle nostre scrivanie, e mentre ero al computer, la mia immaginazione continuava ad elaborare l’immagine di lei che si concedeva di fronte a me, su quella scrivania delle riunioni: e quando poi è arrivato il momento della pausa pranzo, con le persone che tornavano a casa per fare un break, e Dafne si è avvicinata alla mia scrivania, mi son subito sentito elettrizzato, colto quasi come da un fulmine.

Guardandola negli occhi, in quei meravigliosi occhi marroni profondi, ho subito sentito un brivido, e pure lei nello scambiare uno sguardo con me, sembrava essere abbastanza eccitata: senza profferire parola, mi è letteralmente saltata addosso, sbaciucchiandomi, quasi come se non attendesse altro che questo momento da almeno un paio di ore, pur essendo riuscita in maniera abile a non mostrare fino a quell’istante le sue emozioni.

Vedendomi già visibilmente eccitato, mi ha svestito in pochi istanti, quasi strappandomi i vestiti di dosso dall’eccitazione, e si è fatta largo con le mani alla ricerca del mio cazzo, già abbastanza in tiro: le sue mani l’hanno subito stretto, portandolo alla sua bocca vogliosa, che si è inghiottita la cappella con grande desiderio, iniziando a slinguazzarla e a stimolarla con passione, facendomi subito capire che sarebbe stata una di quelle trombate indimenticabili.

Di fronte a me vedevo questa dea del sesso, una strafiga che non vedeva l’ora di essere trombata: e non appena ha finito di pomparmelo per bene, al punto che ce l’avevo duro da scoppiare, si è alzata, l’ho spogliata, e poi mi ha detto che voleva la trombassi subito, senza perder tempo in preliminari, sbattendoglielo subito in figa e, quindi, alternando la scopata anche al suo culo, per venirle infine in bocca abbondantemente.

Dafne si è messa quindi a pecorina sulla scrivania, e quando ha sentito il mio cazzo entrare nella sua figa, si è subito lasciata andare in un profondo gemito di godimento, dicendomi che lo voleva di più, tutto dentro, per assaporare veramente il gusto dell’eros, rendendolo qualche cosa di più appassionante e soddisfacente, e così ho fatto, trombandomela letteralmente fino ai coglioni, godendo anch’io come un riccio.

E mentre la stantuffavo intensamente in figa, su quel tavolo, a un certo punto, sputandole sull’ano, dopo una goduriosa penetrazione in figa, ho fatto scivolare il mio cazzo in quel culetto magnifico, sentendo Dafne gemere e godere come una vera troia vogliosa di cazzo, che non vedeva l’ora che le sfondassi anche quel buchino gustoso, mentre mi sentivo il cazzo stretto in qualche cosa di rovente e di piacevole che non avrei mai abbandonato.

Continuando a scoparmela in culo, ed essendo quasi sul punto di venire, l’ho tirato fuori dal suo culo e gliel’ho messo in bocca, perché ci potesse giocare allegramente: Dafne si è lasciata andare, sbaciucchiandolo e spompinandolo intensamente, per poi farmi venire dentro di lei, ingoiando tutta la mia sborra calda, al punto quasi da strozzarsi per tanto era abbondante, e farsela colare fuori dalle sue labbra.

Da tanto avevamo goduto, respiravamo affannosamente su quel tavolo, con lei che era soddisfatta e rilassata, e desiderosa di farsi un’altra bella scopata con me…

Ci sono sensazioni che non possono non travolgere: e Brian lo sa bene, considerando come anche con Dafne ci abbia regalato una storia di sesso amatoriale troppo intensa e bella per farcela sfuggire.

La collega che voleva solo scopare, di Brian di Savona.

Prima edizione: aprile 2015, by Atlantia Media.

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Una risposta a La collega che voleva solo scopare

  1. Sfiga totale dice:

    Al lavoro ci sono solo cesse e stronze, altroche’ fighe cosi’

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