Daniela la segretaria vogliosa

Una segretaria provocante e carina

Ricordo bene le ore trascorse nello studio di quell’avvocato vecchio stile, dove si parlava di alcune mie questioni personali con alcuni cazzoni che mi dovevano dei soldi: in realtà non è che se ne venisse tanto facilmente ad una, forse perché an ho lui non era tanto agguerrito quanto avessi bisogno io per la mia causa, così fastidiosa e disastrosa da richiedere un vero mastino.

Ogni volta che andavo a discutere con lui, mi ritrovavo sempre a dover attendere parecchio tempo, un po’ perché l’avvocato aveva sempre qualche casino da trattare e, un po’, anche perché si chiudeva nel suo studio per farsi un goccetto, quasi come se per sopportare il suo lavoro, non trovasse nulla di meglio da fare che tirarsi ubriaco per riuscire ad ascoltare i suoi clienti.

E quindi, ogni volta mi ritrovavo a scambiare quattro parole con la sua segretaria, Daniela, la quale era senz’altro più simpatica di quanto non fosse lui, che talvolta era talmente pieno di alcool da non essere un interlocutore affidabile da tanto pareva intento a misurare le parole.

Questa giovane ragazza, una bella mora dai capelli scuri lunghi e dagli occhi profondi, era sempre pronta almeno a regalare un sorriso e qualche parola simpatica, e lo faceva rivolgendomi il suo sguardo che era sempre in bilico tra il provocante e l’ammiccante, e mi faceva pure eccitare un po’ con quel suo modo di muoversi e di porsi mentre parlava, che riusciva a coinvolgermi e a regalarmi sensazioni piacevoli.

Quel venerdì sera nello studio

Tutto andò sempre nella stessa maniera per un sacco di tempo, circa un paio di anni, quando, di colpo un venerdì sera dovetti presentarmi in studio verso le sei, quando ormai l’avvocato si avviava per andarsene a casa, e difatti feci soltanto in tempo a salutarlo in modo sfuggente sulle scale, considerando che comunque avrei dovuto lasciare delle carte al volo, senza soffermarmi per troppo tempo in studio.

Eppure, quella sera non andò tutto come previsto, giacché Daniela era sì stanca dopo una settimana di lavoro, però, era anche abbastanza su di giri e scherzosa, quasi come se non vedesse l’ora che io arrivassi in studio per lasciarle quelle carte, magari anche per scambiare due parole in mia compagnia, senza lo stress del telefono e delle continue richieste dell’avvocato.



Accadde quindi che, dopo avermi salutato e raccolto le carte, Daniela si mise un po’ a parlare con me, davanti alla sua scrivania, quasi come se volesse mostrarmi un po’ anche del suo mondo in ufficio, condividendo con me tante segrete cose, magari anche le più semplici.

A un certo punto, Daniela si spostò e mi disse che sarebbe andato al bagno un attimo, e che dopo sarebbe tornata per finire di raccontarmi un paio di dettagli, per poi andare a fare un aperitivo insieme, nel locale poco distante da lì.

Mente si avviava al bagno, Daniela si muoveva in modo provocante, sculettando allegramente, mostrandomi quelle belle cosce e quel culo esplosivi, che stavano a fatica in quei bei jeans chiari stretti, pronti a regalare uno spettacolo a dir poco emozionante e destabilizzante per ogni uomo che avesse voglia di trovarsi una figona simile in un momento così prezioso come un bel venerdì sera di gennaio in quell’ufficio.

Daniela si accorse che non staccavo i miei occhi dal suo culo mente si muoveva verso il bagno, e scherzando, fece un sorrisino soddisfatto, quasi come se non desiderasse altro che farsi trombare alla grande da me, lì sulla sua sedia, lasciandosi andare tra le tante carte noiose di quel lavoro che non le regalava tutte le soddisfazioni di cui aveva davvero bisogno.

Che grinta nello scopare

Daniela tornò presto dal bagno e, guardandomi con quella faccia maliziosa, mi disse subito che quella sera avremmo scopato lì, alla grande, e dopo ci saremmo anche andati a fare un bell’aperitivo e, quindi, pure una bella cenetta in bella compagnia, visto che il suo ragazzo ormai l’aveva tradita e lei non vedeva l’ora di godere con un nuovo cazzo duro e desideroso della sua splendida figa e di quel culo invitante ed irresistibile sin dal primo sguardo.

Mi si avventò letteralmente sull’inguine e, sfilandomi i pantaloni e i boxer, si mise il mio cazzo già duro in quella bocca calda ed umida, così soffice e piacevole che mi sembrava che fosse un vero e proprio fiocco di panna montata pronta a regalarmi freschezza ed eccitazione ad ogni movimento: e quelle labbra così carnose, sembravano divorarsi letteralmente il mio cazzo, risucchiandolo in un vortice di godimento e di stimoli per arrivare ad una indimenticabile sborrata liberatrice, pronta a farmi toccare il cielo con un dito.

Daniela me lo succhiò un po’ più dolcemente e, quindi, se lo sfilò dalle labbra e mi disse che avrebbe voluto che le leccassi la figa lì: Daniela si levò gli stivali e, quindi, le sfilai i jeans e il perizoma, immergendo il mio viso in quel culo provocante, mordendolo, per poi scorrere la mia lingua tra il cielo è la figa, per iniziare a solleticare il suo desiderio con movimenti circolari, che la facevano già ansimare e desiderare di più che fosse finalmente il momento per gustare una indimenticabile venuta e trombata proprio lì, nello studio.

Si tirò quindi la sedia a sé e, dopo avermi fatto accomodare, mi saltò sopra e iniziò a sbattersi rumorosamente il mio cazzo voglioso, facendomi godere ad ogni penetrazione, ormai profonda e goduriosa come una stantuffata in paradiso, in mezzo a quelle cosce provocanti e quel culo da sballo, che mi sbatteva sempre più forte sulla pancia, provocandomi ulteriormente.

Per godere ancora di più, si mise a gambe allargate davanti a me e, di colpo, mi si buttò nuovamente sul cazzo: mi faceva godere talmente tanto che le afferrai la coda e la tirai a me, e la cosa le piaceva talmente tanto che, ansimando e mugolando, mi diceva ch’era la mia troia e voleva il mio cazzo ancora di più, tutto per lei, e che non vedeva l’ora che le sbrodassi la figa… dopo qualche istante, ormai allo stremo e incapace di trattenermi, godetti e gridai di piacere mentre svuotavo le mie palle in mezzo a quelle cosce focose e desiderose ancora di cazzo… quindi andammo a fare il nostro aperitivo, la cena e, alla fine serata, lei venne a dormire da me, dove ci gustammo un’altra trombata memorabile che vi racconterò la prossima volta.

Cosa racconta Luke di Arezzo:

“Non avrei mai pensato che Daniela potesse essere tanto troia e pronta a fottermi lì nello studio in cui lavorava.”

Queste segretarie (con o senza gli occhiali) sono davvero hot: e Luke ce ne ha data la prova con il suo racconto di sesso amatoriale nello studio, dove da un momento all’altro sarebbe potuto arrivare un cliente e…

Daniela la segretaria vogliosa, di Luke di Arezzo.

Prima edizione: aprile 2015, by Atlantia Media.

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