Tutto nel culo di Mary

Nella palazzina in cui vivo, da qualche tempo una mia vicina scassacoglioni se n’è andata, ridando un po’ di pace a tutti quanti. Da un paio di giorni a questa parte, però, è arrivata una giovane coppia che è particolarmente piena di vita, perché in casa ne combinano un po’ di tutti i colori. Quando arrivano i loro amici, infatti, si divertono – e non poco – a far casino e, dopo la serata, c’è anche un altro genere di musica notturna davvero hot.

In effetti, i due trombano come se non ci fosse un domani, e fanno un bordello non indifferente mentre sono a letto: giochi di vario tipo, evidentemente, dovevano essere fin troppo irresistibili e coinvolgenti per non farli urlare in quella maniera quasi tutte le sere. Di giorno, quando li incontravo per le scale, non mi sembravano persone di molte parole: andavano spesso per la propria strada, quasi senza nemmeno salutare.

Sembravano vivere in una sorta di mondo parallelo, dove all’interno delle mura di casa succedeva di tutto e di più, ma appena varcata la soglia, il silenzio e la riservatezza sembravano una fortezza inespugnabile. Pensai, tra me e me, che probabilmente potessero essere un po’ imbarazzati dalla situazione venutasi a creare, o si vergognassero perché avevano capito che, abitando di fianco, non potevo non sentire i loro gemiti.

Del resto, anche loro sentivano evidentemente la mia televisione o lo stereo, quindi, era molto difficile che io non riuscissi a sentire i loro gemiti. Un giorno, incrociando lui sulle scale, lo salutai e gli chiesi come si trovasse nella nostra palazzina, chiacchierando del più e del meno. Un po’ riuscii a rompere il ghiaccio, anche se sembrava comunque un tipo abbastanza introverso, non particolarmente propenso a fare conoscenza.

Lo stesso pomeriggio incontrai invece lei, ed ebbi inizialmente la stessa impressione. Tuttavia, nel parlare ebbi l’impressione che lei fosse un po’ più propensa a parlare con me, un po’ più estroversa, e la cosa mi fece piacere. Mi raccontò un po’ di lei e del perché si trovasse proprio in quella palazzina, invitandomi a bere un caffè a casa sua, dove ebbi modo di trascorrere una piacevole ora a parlare delle cose di tutti i giorni.

Mi sembrò di conoscere quella tipa da una vita, e lo stesso, mi confermò pure lei di sentirsi particolarmente a suo agio nel parlare con me. Ad un certo punto della chiacchierata, mi confessò che con il suo lui le cose non andavano granché bene, perché a lei sembrava che lui non si impegnasse molto per la loro storia. Mi disse che, in effetti, negli ultimi tempi le sembrava pure di essere trascurata o, quanto meno, di non essere l’unica donna per lui.

La sua sensazione era supportata da un paio di episodi poco chiari e, così, mi disse che si sentiva un po’ idiota nel darsi completamente a lui, credendolo un amore grande. In quel momento mi guardò negli occhi, mi fissò intensamente, e poi mi si gettò addosso: mi strinse a lei, mi abbracciò intensamente, e poi, la sua bocca divenne un’unica cosa con la mia, mentre la sentivo baciarmi con una foga unica, tipica di chi è ormai perso.

Mary non aveva bevuto, era semplicemente euforica, e guardandomi negli occhi, mi disse candidamente “voglio che mi scopi, fammi godere per davvero, tanto mi hai già sentita urlare con quel coglione…” e io, sorpreso ma eccitatissimo per la situazione, le dissi “ti voglio, Mary, fammi sentire quanto sei gnocca” e quindi ci lanciammo in una gara, quella di svestirci senza perdere nemmeno un istante, travolti completamente dalla passione.

Dopo nemmeno dieci secondi ci eravamo già strappati di dosso i vestiti, ed eravamo in preda alla voglia più irresistibile, perché già ci leccavamo e succhiavamo reciprocamente il corpo, presi da un desiderio irrefrenabile di arrivare al dunque. Mary volle prendermi il cazzo, e lo afferrò, per poi gustarselo tutto, ciucciandolo come se fosse un dolce gelato tutto per lei, uno di quelli da assaporare senza perdere troppo tempo.

Mary se lo ingoiava tutto, lo succhiava, lo leccava e lo riempiva di saliva, in un moto di piacere che non conosceva tregua. Poi, togliendoselo dalle labbra, mi disse candidamente “adesso voglio che me lo metti in culo, dai, inculami per bene…ho il lubrificante di là, adesso lo prendo, ma ti prego, sfasciami il culo, fammi sentire quanto è bello prenderlo lì!!” io, inutile dirlo, mi eccitai tremendamente e mi sentii pronto ad esplodere.

Con il cazzo rosso dal piacere, la vista di quel culo perfetto, e la voglia di godere alle stelle, mi avvicinai a lei, strusciandole la mia capella dura e gonfia attorno al buchino. Poi, presi il lubrificante e lo applicai abbondantemente su di lei, e quindi, me lo passai pure sul cazzo, preparandolo per metterlo ben bene dentro quel buchino, che volevo assaporare in tutto e per tutto, regalando le migliori sensazioni anche a lei, perché lo voleva tanto.

Avvicinai la mia cappella infuocata e, pian piano, la feci entrare in lei. Mary si eccitò e mi pregò di fare piano, perché le faceva male. Io le dissi “ah, ma non l’hai ancora fatto?” e lei “no, ti pare che andavo a dare il mio culo a quello stronzo?!” e io “ahhh, ecco” e mi sfuggì una risata. Mi appoggiai leggermente sul suo culo, e spinsi pian piano dentro di lei, sentendo il mio cazzo stretto in quel meraviglioso buco del culo caldo e voglioso.

Spingevo pianissimo, prendendo per le mani Mary, stringendole forte, ed assaporando quel momento di godimento unico. Mary era presa in un piacevole mix di piacere e di dolore, giacché ogni tanto singhiozzava. Poi mi incitava a scoparla più intensamente, a lasciarmi andare, penetrandola a dovere in quel bel culo, che ormai era diventato mio, e che mi gustavo come se l’avessi trombato per anni, sebbene fosse la prima volta con lei.

Mary si eccitava, e mi diceva “ma stai godendo, ti piace il mio culo?” e io “sto quasi andando in orbita dal piacere, che culo meraviglioso hai?!” e lei disse “dai, fottimi a dovere, sfondami per bene senza fermarti mai, fammi venire dal culo” e io le dissi “ah, ma tu riesci a venire dal culo?” e lei “certo, anche se ogni tanto mi fa male, in realtà, mi piace da morire… sento il tuo cazzo dentro di me, caldo, grosso e durissimo…mmmmmm… trombami!!”

“oh sì, Mary, sì, mmmm, che bello!” mentre continuavo a scoparla divinamente in quel culo stretto, e lei, godeva altrettanto “ahhh, sì, sì, oh Dio, sì, scopami così….veeengo…veeengoooooo ohhhhh siiiiii siiiiii” e si lasciò andare in un infinito sì, mentre io lo tirai fuori da quel culetto, e le venni sulla schiena, innondandola tutta, ed eccitandomi per la trombata anale fatta con una gnocca così trasgressiva.

Tutto nel culo di Mary, di Giacomo di Milano

Prima edizione: ottobre 2019, by Atlantia Media.

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