Una trombata invernale con la sorella di Andrea

Una sorella davvero troia

Andrea, oltre ad essere un mio caro amico di vecchia data, e far parte della mia vita con la sua allegria contagiosa e la sua notevole generosità, ha pure una sorella che, per come si presenta fisicamente e come si mette bene in mostra, non smette mai di stupirmi e di farmi venire certe voglie strane, soprattutto, quando ci incontriamo per le feste in giardino e beve un po’ più del solito, facendo anche la scema.

Spesso infatti inizia a giocare, facendo roteare la sua maglia sopra la testa, fingendo quasi di improvvisare uno spogliarello, che sa benissimo eccitarmi, soprattutto quando inizia a far ondeggiare il bacino e a mostrarmi le tette: è infatti una donna che, con quel suo modo di porsi, mi suggerisce qualche cosa di sconcio e di irresistibile, considerando anche come sia veloce in quelle sue movenze provocanti.

Una volta, dopo una cena invernale in compagnia, siamo rimasti per parecchio tempo a parlare e a scherzare insieme, tutti quanti, nel salone di casa loro: e tra mille cazzate e tante idee di cose mai fatte e realizzate insieme, lei, a un certo punto mi guardò e mi disse che non avrebbe potuto rinunciare per nulla al mondo a farsi una bella montata sopra di me, magari lasciando andar via tutti gli altri.

Una provocante fighetta in minigonna

Quel giorno, infatti, Silvia aveva una bella minigona provocante, che la rendeva fin troppo irresistibile: bastava guardarla bene da vicino, per rendersi conto di come fosse in forma, con quelle cosce scolpite come una statua, e ancora, con quei polpacci fin troppo irresistibili per come erano in forma, senza un filo di grasso in più del necessario, come un’atleta che mai e poi mai si sarebbe persa un allenamento.

La guardai bene, vidi quelle gambe avvolte in quelle calze trasparenti al punto giusto, che sottolineavano tutta la sua sensualità, e non potei in alcun modo resistere alla tentazione di passarci la mano sopra, accarezzandola, con una delicatezza che le fece avere un brivido, e me lo disse chiaramente, soprattutto quando la mia mano si avvicinò pian piano al suo inguine, in un modo subdolo e pieno di desiderio.

Continuai a muovere la mia mano verso la sua fighetta, e quindi, quando arrivai a quella meravigliosa fessura per il paradiso, ci infilai con delicatezza le mie dita, facendole scorrere avanti ed indietro con una dolcezza senza eguali, che stava conquistando questa meravigliosa ragazza, che pian piano si bagnava sempre più, finché non ce la fece più e mi implorò di leccargliela lì, su quel divano di casa.



Mi infilai con la mia testa vogliosa, e poco dopo, la mia lingua già si faceva largo tra le sue labbra focose, lavorandole con un’abilità che già faceva ansimare a fondo questa ragazza: e pian piano anche le mie dita iniziarono a solleticare le sue voglie, su quel clitoride già in fiamme, che reclamava tante attenzioni e voleva più piacere, quello intenso di una bella trombata alla faccia di tutti gli altri della compagnia.

Silvia si sistemò sul bordo del divano e, divaricando le gambe in modo angelico, poco dopo, si preparò al mio cazzo: l’impatto con quella fighetta fu paradisiaco, con il risultato che mi eccitai subito, senza riuscire a trattenermi, gemendo per il piacere di fottermi una tipa dalla figa così calda e morbida, così perfetta per godere in quella giornata invernale in cui mi mancava soltanto un orgasmo con lei.

Iniziai a muovermi con più decisione, ma sempre in modo sinuoso ed armonioso, sbaciucchiandola, limonando pure tra una penetrazione e l’altra, perché ormai sapevo che quella sarebbe stata una parentesi di erotismo senza limiti, in cui avremmo goduto tutt’ e due in modo libero e disinibito, senza farci sfuggire nemmeno una sfumatura del piacere della carne, sentendoci due amanti pieni di passione di desiderio.

Quindi ci sdraiammo sul divano, più comodi, e riprendemmo a scopare ancor più intensamente, baciandoci con foga e in modo focoso, perché il piacere cresceva, le sensazioni si facevano sempre più intense e, ormai, non mancava molto perché io esplodessi, svuotandomi le palle dentro di lei, mentre allo stesso tempo, pure lei non riusciva a trattenersi, e mugolava sempre più, godendo e implorandomi di spingere di più.

Presi a puntare di più il mio cazzo dentro di lei, poco dopo, mentre stantuffavo un po’ più lentamente, ma andando a fondo, la sentii irrigidirsi, quindi godere, per poi rilasciare la presa, rilassata come una che aveva goduto in un modo unico: continuai a spingere, penetrandola ben bene e, poi, tirando fuori il mio cazzo, me lo segò velocemente, facendomi venire sulla sua pancia, riempiendola tutta di sborra calda.

La baciai, felice per il piacere che avevamo provato insieme, e quindi mi sdraiai al suo fianco: mi aveva regalato delle emozioni che, in vita mia, non provai mai con altre tipe…

Beato Edoardo con la sua bella scopata con la sorella di Andrea: il godimento era davvero notevole, se se l’è spassata in quella maniera, assaporando ogni estate di piacere con quella naturalezza che traspare pure nel suo racconto erotico disinibito.

Una trombata invernale con la sorella di Andrea, di Edoardo di Verona.

Prima edizione: febbraio 2016, by Atlantia Media.

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