Un break per due amanti della trasgressione

Eravamo diventati amici…

Quella stronzetta di Stefania, era diventata mia trombamica dopo una lunga ed estenuante frequentazione, durante la quale sono anche arrivato al punto di mandarla a cagare, perché non era sempre una persona così tanto simpatica e socievole, ed anzi, in alcuni momenti riusciva anche a diventare abbastanza stronza, e farmi detestare il momento in cui l’ho conosciuta, a causa di quel suo carattere un po’ troppo lunatico, ma che poi, talvolta la rendeva davvero fin troppo irresistibile.

Poi c’erano quei momenti in cui era davvero fin troppo piacevole, diventava una tipa alla quale mai e poi avrei potuto rinunciare, capace di dare il meglio di sé, e di regalarmi giornate indimenticabili: però, il suo essere incostante, di tanto in tanto, mi spingeva a non sapere esattamente come riuscire a sopportarla bene, perché mi sembrava che, di colpo, tutti gli sforzi per avere più confidenza tra di noi, finissero in un modo o nell’altro per annullarsi, riportandoci poi al punto di partenza.

Il nostro rapporto era così combattuto, con alti e bassi che si alternavano senza terminare mai, finché poi un giorno, quando lei mi propose di andare insieme in vacanza, capii che probabilmente era una sua maniera di fare, così di sua natura, e che quindi in realtà non volesse essere poi stronza con me: io le chiesi se davvero volesse andare in vacanza con me, e insistendo, mi disse che una bella pausa di sole e mare in Grecia, era proprio ciò di cui aveva letteralmente bisogno.

Le dissi quindi che quest’anno saremmo andati insieme a visitare un po’ di quegli angoli splendidi di una terra ricca di storia, qualche posto dove ci saremmo subito trovati a casa, e in cui avremmo identificato senza troppe difficoltà un luogo dell’anima dove lasciarci andare, dove davvero sperimentare tutto il piacere di restare a contemplare la natura di fronte a noi, senza pensare a nessun’altra cosa, estraniandoci letteralmente dal resto del mondo con le nostre fantasie insolite.

…un po’ troppo particolari: in una parola, trombamici!

Tra giornate trascorse a prendere il sole, indimenticabile mangiate di gyros pita, e tanto mare, non ci sembrava vero di esser riusciti a trovare nuova linfa per ritornare in vita, pieni di tanta carica, e proprio durante la terza giornata del nostro soggiorno greco, capitò finalmente il momento che da un po’ di tempo attendevo, vale a dire, l’occasione d’oro per riuscire a trombarmi per bene questa gnocca davvero troppo eccitante, perché non potessi finalmente lasciarmi andare con lei.

Così presi a toccarle il suo culo, e poi, vedendola davvero fin troppo eccitata per riuscire a resistere, mi resi conto di come saremmo potuti anche andare oltre, ancor meglio quando la mia mano arrivò sulla sua fighetta, e la toccai attraverso il costume, perché mi eccitava questo gioco vedo non vedo, e pure lei, mi sembrava davvero alle prese con emozioni troppo forti per non riuscire a rilassarsi e lasciarsi andare, cosa che avvenne quando mi disse di spogliarla e di farlo subito.


Stefania era davvero al top della sua eccitazione, la vedevo fin troppo presa dal piacere perché non si lasciasse andare del tutto e, quindi, una volta levate le mutandine del costume, ebbi finalmente la sua fighetta di fronte ai miei occhi: era bella rasata, e la potevo assaporare tutta, prima di scoparla, perché non si sarebbe tirata indietro a quel piacere, vedendola io contorcersi con i suoi movimenti di godimenti, quando la mia lingua si avvicinava alle sue grandi labbra.

Era davvero vogliosa, e pure io non scherzavo con il desiderio, considerando come con le dita mi davo da fare per entrare dentro di lei, e poi, tornavo con le labbra e la lingua a finire il lavoro iniziato dalle mie mani, perché Stefania lo voleva, me lo chiedeva proprio, e poi, gemendo mi regalava la più soave delle musiche di sottofondo che potessi desiderare dalla vista, soprattutto, quando si lasciò andare con quei preliminari magnifici, in riva al mare su quegli scogli, dove nulla era attorno a noi.

Mi sentii libero finalmente di fare tutto quello che potevo sognare di volere da lei, e quando finalmente mi disse che voleva il mio cazzo, non esitai a darglielo tutto in figa, allargandogliela e infilandolo con decisione, perché avevo bisogno di essere fottuto per bene, ora, e non volevo nemmeno perdere un istante. Il contatto con le sue labbra fu divino, e quando fui dentro, mi sentii ancor più sollevato, quasi come se stessi veleggiando in mezzo al mare, sotto quel sole magnifico di giugno.

I miei movimenti si fecero quindi lenti, perché non potevo certo sbatterla così con forza su quegli scogli, dove non c’era molto spazio per assaporare il sesso travolgente e selvaggio che, probabilmente, avremmo potuto fare altrove: ma era stupendo farlo con lei in riva al mare, tenerla a gambe divaricate, leccarle i piedi, e poi succhiarle le dita dei piedi, sentendola ancor di più eccitata, mentre spingevo pian piano il mio cazzo dentro di lei, e mi sentivo sempre più rilassato e davvero realizzato.

Era splendido scoparla in figa, sentirla così vogliosa di me e delle mie attenzioni, e poi, lasciarsi andare per davvero al mio cazzo, che pian piano si faceva largo dentro di lei, e penetrava sempre più in fondo, facendola ansimare: poi piagnucolava per il godimento, ma cercava di trattenersi, mentre lo spingevo dentro e le sgrillettavo la figa, perché sapevo bene che era il miglior modo per farle perdere la testa, vedendola eccitarsi sul volto, perdere davvero il controllo per il godimento.

Passarono al massimo altri due minuti di godimento in questo modo, prima che arrivammo entrambi, quasi come se fossimo sincronizzati, con due orgasmi davvero intensi e profondi, con continue sborrate dentro di lei e, ancora, con Stefania che si lasciava andare in un lamentio di piacere, che la rendeva ancor più attizzante ai miei occhi, soprattutto quando poi si passò il dito indice tra le labbra, come una puttana soddisfatta, e si lasciò andare per un po’ sugli scogli…

Non potreste fare di meglio che trasgredire per assaporare al meglio la vostra vita: e Armando di Monza sa bene come farlo, da come descrive nel suo racconto erotico reale la sua avventura eccitante.

Un break per due amanti della trasgressione, di Armando di Monza

Prima edizione: Giugno 2016, by Atlantia Media.

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