Nella taverna di Ire

Una bella serata tra vino e carte

Quella serata della scorsa settimana, me la ricordo ancora bene e con una certa soddisfazione: le vacanze di Natale, tanto relax e divertimento in compagnia, e dopo una bella sfida con diversi amici, qualche piacevole ora trascorsa in compagnia di Ire a casa sua, nella sua taverna.

Il piano della serata era molto semplice e di quelli poco impegnativi, perfetto soprattutto per quelli come noi, che non vogliono mai farsi mancare il piacere di un po’ di tempo in compagnia, tra scherzi e battute, risate e discorsi in bilico tra filosofia e sciocchezze.

Ire, nell’accogliermi a casa sua, mi ha aspettato sulla porta con il suo classico abbigliamento per l’inverno: aveva delle ciabatte pelose ai piedi, di quelle a forma di animaletti, quindi un bel paio di legging neri felpati e una felpa bianca, nonché la sua classica bandana per i capelli.

Contraddistinguendosi sempre per la sua grande gentilezza, lei mi ha preso sotto braccio e, quindi, si è fatta lasciare la giacca da appendere all’ingresso: dopo aver preso una gruccia, l’ha sistemata all’interno del suo guardaroba, con i suoi pochi gesti semplici e delicati.

Adoravo osservare questa ragazza muoversi e compiere le attività quotidiane con quella sua proverbiale educazione: e già mi immaginavo quanto potesse essere piacevole ed intrigante nei suoi gesti quando faceva sesso, e quanto potesse lasciarsi andare alle attenzioni altrui.

Quando poi i suoi genitori si trovavano fuori casa, la festa assumeva dimensioni ancor più interessanti e coinvolgenti, proprio perché lei non perdeva occasione per intrattenersi anche fino a molto tardi, e alcune volte, c’era anche la scusa per starsene a dormire da lei.

Quella sera, insieme con i nostri amici comuni, ci siamo divertiti fino verso mezzanotte e mezzo, dopodiché, gli altri se ne sono andati via, ma Ire mi ha invitato a restare lì da lei, in taverna, per divertirci ancora un po’, gustando ancora un po’ di vino e di dolcetti.

Dopo la partita, un po’ di divertimento

Lei aveva una voglia incredibile di scherzare e di giocare, e mentre lo faceva, condivideva tutta la sua passione per la vita e la convivialità, alzando il calice e, soprattutto, appoggiandosi a me mentre stavamo sul divano a chiacchierare, quasi come se volesse più attenzioni.

E così, all’improvviso, Ire si è letteralmente appoggiata sulla sua spalla, e mi ha accarezzato i capelli con quei suoi gesti leggeri, e mi ha girato il volto verso il suo viso, e mi ha dato un bacio appassionato, senza pensarci troppo, cercando la mia lingua focosamente.

Dopo essermi disteso sul divano, lei si è appoggiata sopra di me, e divaricando il suo bacino, lei si è sistemata su di me e, quindi, ha messo la sua testa sul mio petto, sognando ad occhi aperti e raccontandomi di lei e delle sue fantasie erotiche che non è mai riuscita a soddisfare appieno.

Mentre lei stava sopra di me, sbaciucchiandomi teneramente, io le stringevo quel bel culo ben definito e in forma tra le mie mani, quasi come se la volessi guidare alla scoperta del piacere più estremo: e lei, sentendosi stretta tra le mie mani calde, mi ha incitato a farla sua.

Ire aveva un bel paio di tette sode, un culo veramente da sogno e un bel paio di piedi curati, che mi stuzzicavano e non poco, con le sue unghie e le dita perfette: e così, le mie mani sono scese sulle sue cosce, andando alla ricerca del suo piacere, facendomi strada nel suo perizoma.

Lei iniziò a gemere leggermente, perché sentiva di non riuscire a resistere a lungo alle mia attenzioni, e così, mi disse che voleva le leccassi la figa proprio lì, su quel divano, senza badare a nulla: non mi feci pregare due volte e, per quanto ero eccitato, mi misi subito all’opera.

Le accarezzai quelle gambe perfette, facendo scivolare le mie mani tra le cosce, e le sfilai i legging, dopodiché, fu la volta di quel perizoma nero, che scomparve: a quel punto, sempre da sdraiato, la spinsi sul divano, a gambe aperte, di fronte alla mia testa, e iniziai a leccarla tutta.

Ire iniziò subito a gemere e a godere, e più io mi addentravo nella sua figa, giocando con le sue labbra, e più lei non riusciva a trattenersi, e sfogava con la sua bocca e i suoi versi tutto quel piacere che stava esplodendo in lei, facendole perdere letteralmente la testa.

Ire voleva godere di più

Lei era talmente ispirata, mentre la leccavo tutta, che andò alla ricerca del mio cazzo focoso, per giocarci almeno con le dita: e tra le stesse, ci faceva passare la mia cappella ormai in fiamme, desiderosa di essere oggetto delle sue attenzioni, e delle sue fantasie.

Così, mentre la masturbavo con la lingua e le dita, esplorando la sua figa meravigliosa, la feci venire in modo intenso, facendola squirtare: e la cosa la lasciò senza parole, quasi un po’ lei si vergognava, con il suo viso un po’ rosso, ma allo stesso tempo con quegli occhi che chiedevano piacere.

Ire quindi si sollevò, e mi volle abbassare pantaloni e mutande, andando alla ricerca del mio cazzo, che trovò subito, bello gonfio e grosso, pronto a farla impazzire con tutte le mie fantasie più spinte, mentre lei si faceva strada con la sua bocca e con le sue labbra giocava a succhiarmelo in punta, eccitandomi a più non posso.

E più lei accennava di succhiarmelo, e più io desideravo di sentire la sua bocca ingoiarmelo tutto, bello dritto e duro, per regalarmi delle sensazioni uniche: e quando lei affondò la sua bocca sul mio cazzo, mi lasciai andare, sfogando tutto il mio godimento e volendo di più.

Dopo avermelo spompinato a dovere, accovacciandosi sul divano di fronte a me, volle prendere il mio bel cazzo tra i suoi piedi, per farmi un indimenticabile footjob: quanto mi piaceva sentirla segarmelo con quei movimenti, e non riuscivo a resistere alle sue fantasie.

Appoggiai quindi le mie mani desiderose sulle cosce di Ire, e senza perdere tempo, la guidai verso di me, e quindi, lei mi scappellò il cazzo e se lo infilò in quella bella fighetta umida, facendomi subito capire quanto mi sarebbe piaciuto scopare con lei.

Si sosteneva con le braccia sul divano e, lentamente, faceva su e giù sul mio cazzo, mostrandomi la sua bella figa sfondata, che pian piano si bagnava sempre di più nella ricerca del piacere: e quanto mi piaceva farmi scopare da lei, seguendo il suo ritmo del godimento.

Ire ci sapeva fare veramente, e più lei mi scopava, e più io la incitavo schiaffeggiandole il culo: a lei piaceva di brutto sentirsi così desiderata, e ad ogni scopata, andava sempre più in fondo, facendosi sfondare quasi anche l’utero dal mio cazzo in preda al piacere.

Continuammo a godere così, fino al punto in cui persi anche la cognizione del tempo, mentre lei mi sovrastava e andava alla ricerca delle sensazioni più intense: le misi il mio indice nel culo, e lei si lasciò andare a voce alta, desiderando ancora di più, pregando perché la facessi venire.

Le misi quindi anche il mio pollice sul clitoride, e mentre mi trombava senza sosta, con l’indice in culo, arrivò il momento in cui venne squirtando, mentre io le sborrai dentro: il mio seme le colava fuori da quella splendida fighetta, mentre ansimavano insieme dal godimento…

Luke e l’incontro con Ire:

“Ire mi ha regalato un Natale veramente fantastico: quella sera sul divano della sua taverna, ci abbiamo dato dentro alla grande: non avevo nemmeno mai visto una ragazza squirtare!!”

Una tipa che squirta è da sposare, caro Luke: beato te che te la sei spassata con una così e grazie per aver condiviso una storia di sesso selvaggio come questa.

Nella taverna di Ire: di Luke di Parma.

Prima edizione: marzo 2015, by Atlantia Media.

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