I jeans stretti di Jessy

Una tipa che vedevo sempre

Ogni volta che prendevo l’autobus per andare a scuola, il lunedì mattina, sapevo che l’avrei vista: talvolta vestita con quei bei fuseau neri o, talvolta, con quei jeans stretti che mettevano bene in evidenza la perfezione del suo culo.

Jessy in effetti era lì, alla fermata, e ogni volta si faceva la riga a sinistra, e i suoi capelli con i riflessi rossi, splendevano nel freddo della mattina, accendendo di felicità le nostre giornate.

Era una tipa simpatica e spigliata, pronta a sorridere nonostante la sua fosse una vita dura, un po’ come la mia, e quando saliva sull’autobus sculettava un po’, facendomi sorridere.

Jessy aveva sempre la giacchetta jeans, almeno fintanto che il tempo lo permettesse, corta al punto giusto: e così, il suo culetto perfetto era sempre a portata di occhio, per farsi ammirare.

Per lunghi mesi, non avevo mai scambiato quattro chiacchiere con lei, e non sapevo esattamente come rompere il ghiaccio: poi, una sera, mi si presentò l’occasione, era in ottobre.

Ho conosciuto meglio Jessy

Jessy non era molto brava a scuola, e così, mentre discuteva con una compagna di un argomento per una prossima verifica, insistette per sostenere la sua tesi fino in fondo, e a ragione.

Mi avvicinai a lei, e con delicatezza, ripetei ciò che lei aveva appena finito di dire: mi guardò con quella sua espressione un po’ stralunata, poi si voltò verso l’amica, e sorridendo mi domandò come mi chiamassi.

Dopo che le risposi, mi guardò nuovamente con interesse, e mi chiese quale fosse la mia sezione: e poi mi propose di vederci qualche sera dopo, lì in paese, al solito locale dove andava lei.

Due giorni dopo mi presentai da lei, a casa sua, e mi accolse vestita con i suoi jeans stretti, e una camicetta che faceva trasparire tutta la sua femminilità, con due tette non male, tonde al punto giusto.

Un indimenticabile incontro a casa sua

E lei si accorse che il mio occhio cadde lì, per deliziarsi con tanta femminilità: e non perse l’occasione per scherzare, giocando con me, provocandomi con quei suoi occhi languidi, e quel suo viso dolce desideroso di amore.

Ci avviammo quindi verso il suo locale preferito, dove aveva una vera e propria banda, alla quale mi presentò con entusiasmo: non ci misi tanto a legare anche con i suoi simpatici amici.

Quando venne l’ora di andarcene, mi chiese se volessi andarmene già a casa, ma io le dissi di no, e quindi mi invitò a salire da lei, nel suo monolocale alternativo.

Mise in sottofondo Nervermind dei Nirvana, e mi offrì un rum squisito: mi raccontò un po’ di lei, e delle sue vicende personali, e mi incuriosì per la sua dolcezza e la sensibilità.

Mi guardò con attenzione, socchiudendo leggermente le labbra, con i suoi occhi curiosi, e mi si avvicinò finché non seppi più resistere e le diedi un bacio su quelle labbra dolci e morbide.

Continuammo a baciarci, poi ci adagiammo sul divano, e la strinsi forte a me, come se la conoscessi da sempre e fosse la mia fidanzata: percorsi le sue lunghe e lisce gambe con dolcezza, e mi fermai proprio lì, al suo piacere, e non smise di solleticare le sue voglie fino a che, una volta svestita, potei finalmente dedicarmi a un appassionato sesso orale.

Giocai a lungo anche con il suo culo, stringendolo tra le mie mani desiderose, e le succhiai e mordicchiai i glutei di lei, che di tanto in tanto mugolava per il godimento, e desiderava di più.

Così, dopo essermi sfilato boxer e pantaloni, le allargai le gambe e mi feci strada verso la sua femminilità più intima, e quando lo misi dentro, mi sentii percorrere la schiena da un brivido, con la mia cappella che accolta dalla sua calda figa, capace di regalarmi sensazioni uniche per quanto era stretta.

Con i miei movimenti lenti, Jessy si lasciava andare ansimando con soddisfazione, e mi pregava di scoparla anche da dietro: fu così che, mettendosi a pecorina, si lasciò montare letteralmente da me, che di fronte a una bella figa come la sua, non potei resistere a lungo per il piacere.

Si girò verso di me, e mi chiese di venirle sulle tette: mi fece una sega velocissima e, in pochi secondi, le spruzzai il petto della mia sborra calda, che lei prese con il suo dito medio e si portò soddisfatta alla bocca…

Questa Jessy è veramente una troia spavalda, una di quelle che darebbe il giusto tocco di trasgressione a qualunque tipo di racconto erotico, finanche una storia con un vecchio cui non tira più…

I jeans stretti di Jessy, di Angelo di Padova.

Prima edizione: gennaio 2015, by Atlantia Media.

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2 risposte a I jeans stretti di Jessy

  1. Alex dice:

    Complimenti allo scrittore di questo racconto, mi piace tantissimo e mi sono pure sborrato!

  2. Scruta culi dice:

    Anch’io ne conoscevo una cosi’ figa

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