Lei faceva sempre tanto sport anche con me

Non voleva mai perdere la sua forma

Nadia era sempre alle prese con qualche attività sportiva, essendo una tipa abbastanza amante dello sport e, soprattutto, sempre pronta a dare il meglio di sé in tutte quelle attività che era solita fare, tanto a livello agonistico quanto dilettantesco: era sempre piena di voglia di gareggiare, di mettersi alla prova, e soprattutto di migliorare il suo fisico e il suo benessere, perché lei riteneva che soltanto in un corpo sano poteva trovarsi pure una mente davvero sana.

Tutto questo era sicuramente senz’ombra di dubbio indiscutibile, considerando come era sempre lucidissima in ogni cosa che faceva, come se il suo corpo e la sua mente fossero sempre sintonizzati su ciò che le stava attorno, in qualunque istante della sua vita: e tutto ciò la rendeva davvero una donna molto piacevole, anche come semplice persona con la quale trascorrere dei momenti di relax, chiacchierando davanti ad un caffè o un buon drink.

Anche quel lunedì sera mentre si stava allenando, ovviamente, Nadia si preoccupava di essere sempre al top: e quando mi vide arrivare dove era solita andare per tenersi in forma, ne approfittò per dirmi, scherzosamente, se volessimo anche allenarci insieme, che mi avrebbe battuto e non soltanto per quanto riguardava la corsa o i piegamenti, bensì, anche per qualche altro tipo di esercizio che, all’aperto, poteva aiutare a mantenersi ancor più in forma.

Una donna che mi trombava benissimo

La guardai un po’ perplesso, sebbene dentro di me già immaginavo che cosa volesse intendere, o meglio, forse lo speravo pure che lei volesse dire quello che pensavo: e quando ci avvicinammo un attimo ad una panchina per riprendere il fiato, mi fece capire che quello che pensavo era esattamente ciò che pure lei aveva in mente di fare. Mi saltò sopra, mentre ero seduto, mi disse che mi avrebbe scopato lì in quel posto, senza perdere un altro istante, perché ne aveva una voglia matta.

Vederla così su di giri, così provocante in quella tuta da ginnastica, e soprattutto, così ben disposta nei miei confronti, mi fece avere un sussulto: non vedevo l’ora, in effetti, di vederla all’opera con il mio cazzo, e di mostrarmi di che cosa fosse capace con il sesso, soprattutto facendolo in quell’angolo di parco, che rendeva senza dubbio tutto più provocante e piacevole, quasi come se quella trasgressione potesse accendere tanti e più intensi desideri, soprattutto nel mio cazzo.

Glielo misi subito in bocca, perché me lo potesse succhiare, e lei, muovendosi abilmente con quelle labbra e con quella bocca, mi fece subito provare delle emozioni uniche, passando la sua lingua su tutto il mio cazzo, quasi facendo un vortice, mentre se lo ingoiava avidamente, come fosse un gelato con il quale rinfrescarsi nel bel mezzo di quella sera ormai primaverile, in cui a tutto pensavamo, fuorché a contenere la nostra passione e la nostra voglia di carnalità.



Dopo essermi fatto spompinare a dovere il mio bel cazzo, ed averlo scappellato, le dissi che volevo la sua figa, tutta quanta, perché così pelosa era davvero eccitante: si sistemò sulla panchina, a gambe aperte, e subito dopo mi fece andare per terra e mi montò sopra, cavalcandomi con una voglia incredibile di godere, un desiderio di assaporare un orgasmo indimenticabile, una voglia matta di raggiungere l’esplosione del piacere, travolta dalle emozioni che solo la sua figa sapeva darle.

Spingeva, montava, e si muoveva sinuosamente su di me, da destra a sinistra, quasi come se volesse farsi trapanare per bene la figa, e poi, avanti ed indietro, in un moto di piacere che mi stimolava davvero tanto: poi si sollevò, e quindi, montandomi sopra al contrario, iniziò a farmi ben vedere di che cosa poteva essere capace, scopandomi il cazzo in un modo indescrivibile, perché sentivo le sue labbra serrarmi la cappella dentro di lei, e poi quella figa scorrere attorno al mio cazzo.

Era un momento che volevo non finisse mai, una di quelle trombate che avrei voluto ricordarmi per tutta la vita, di fronte ad un tramonto sul mare, e soprattutto, con una figa di quel calibro sopra di me, che si muoveva come una cavallerizza esperta, capace di ottenere il meglio dal suo stallone, godendosi ogni millimetro del mio cazzo e, soprattutto, preparandosi ormai a raggiungere un esplosivo orgasmo, un momento in cui si sarebbe liberata in grida di godimento che non aveva mai provato.

Anch’io quindi mi preparai al meglio, mentre il mio cazzo resisteva sempre di meno alle sue lunghe e profonde penetrazioni, e quindi, venni io prima di lei, sborrandole dentro: ma le dissi di continuare a trombarmi, e anche con decisione, perché volevo vederla venire con la mia sborra dentro la sua figa. Mi scopò ancor più selvaggiamente, sbattendo le sue chiappe rumorosamente su di me, e quindi, poco dopo, con la mia cappella che la trapanava a dovere, si rilassò in un lungo gemito.

Nadia era venuta con tutta la mia sborra dentro di lei: e dopo essersi messa l’indice nella figa, ed aver preso un po’ di sborra, se lo leccò e ingoiò il mio seme, guardandomi con quell’aria da vera troia…

È sempre importante fare tanto sport e godere come pochi: Tony lo sa bene, considerando come Nadia l’ha fatto godere e l’ha ispirato nella scrittura del suo ultimo racconto erotico.

Lei faceva sempre tanto sport anche con me, di Tony di Sassari.

Prima edizione: marzo 2016, by Atlantia Media.

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