Una fighetta bionda che saltellava bene

Studiare insieme con una fighetta

Alessia è, come me, all’ultimo anno delle superiori: simpatica e fighetta al punto giusto, questa tipetta mi ha aiutato in diverse occasioni a capire quello che più mi faceva picchiare la testa al muro delle nostre lezioni di matematica. Sempre pronta a rivedere con me le cose che non capivo, questa ragazza mi ha affascinato sin dal primo momento con il suo modo di guardarmi, quell’aria a cavallo tra il sogno e il desiderio, che la rendeva sicuramente fin troppo irresistibile ai miei occhi.

La scorsa settimana, dopo aver concluso un nuovo capitolo di matematica, considerando che poteva esserci nell’aria una verifica a sorpresa, ci siamo trovati di pomeriggio per ripetere insieme: e mentre mi spiegava le cose, e io grazie a lei finalmente le capivo, la mia mente pensava a come avrei mai potuto gratificare questa splendida ragazza, per il suo impegno ad aiutarmi nello studio, rendendomi facili tutte le cose.

Quindi mentre stavamo ripassando, a un certo punto, le dissi che per me era davvero un punto di riferimento importante, una persona speciale: e senza pensarci due volte, mi avvicinai a lei, cercai la sua bocca, baciandola con passione. Alessia mi strinse a lei, e con la sua lingua, cercò la mia per regalarmi un bacio indimenticabile: eravamo ormai in preda alla voglia di erotismo, e così, qualche istante dopo ci ritrovammo distesi sul letto, lei sopra di me, a toccarci e a baciarci dolcemente.

E giocare a trombarla senza pietà

Poi le cose andarono ancor meglio, con lei che si girò sopra di me, e poi, pian piano mi sbottonò i pantaloni e levò le mutande, cercando finalmente il mio cazzo voglioso: nel mentre, io giocavo con il suo culetto, e poi, sfilandole quei magnifici leggings neri di pelle, mi trovai di fronte la sua fighetta, già bagnata e vogliosa, che non desiderava probabilmente altro che le mie attenzioni, e infatti poco dopo le mie dita e la mia lingua si stavano già prendendo cura di questa bella fighetta.

Alessia godeva, e come se le piaceva, considerando come ingoiava il mio cazzo e mugolava, e godeva, e io non facevo altro che tenere il ritmo, leccando sempre più velocemente, e poi con le dita giocavo anche sul suo clitoride, perché volevo farla venire a tutti i costi, prima che potesse trombarmi: facevo sempre più forte e intensamente il mio dovere sulla sua figa, finché alla fine, si lasciò andare e finalmente si liberò tutta la sua passione, in un gemito lungo e liberatorio.

Quindi si levò un attimo il cazzo dalla bocca, e mi diceva se volessi scopare con lei: le disse che assolutamente volevo trombare, e che non vedevo l’ora di farlo. Quindi si tirò un po’ avanti, e cominciò a strusciare avanti e indietro la sua fighetta sulla mia cappella, dicendomi che mi avrebbe fatto vedere lei come ci sapeva fare, e che sarebbe stata una trombata indimenticabile, che mi avrebbe fatto venire senza pietà, perché voleva assolutamente provare il brivido di una sborrata dentro.



Si sollevò quanto bastava e si fece entrare il cazzo pian piano in figa, per poi ingoiarselo tutto dentro quella meravigliosa fessura rosa, e iniziare a muoversi su e giù, in modo deciso ma dolcissimo: io godevo in un modo incredibile, le carezzavo il culo delicatamente, in modo dolcissimo, quasi come se volessi dirle che quello era il modo giusto di scoparmi, che mi sarebbe piaciuto continuasse così per ore, perché avevo proprio bisogno di liberare tutta la mia voglia di piacere e di godimento.

Dopo pochi minuti mi lasciai andare, dicendole che stavo per sborrare, ma lei non si tirò indietro: si fece riempire tutta la figa di sborra e, all’ultima penetrazione, fece seguire una lenta risalita della figa sul mio cazzo, e poi lo liberò, facendomi vedere come dalla sua figa colava ormai la mia sborra, il risultato di quel piacevole momento in compagnia di lei, sul letto, in cui ci dimenticammo di tutta la matematica e di tutte le altre minchiate del mondo, e soprattutto, della scuola.

Quindi si voltò, mi si sdraiò sopra, e mi baciò di nuovo: sorridendo mi chiese se era stato divino anche per me, e io le risposi di sì, e che non vedevo l’ora di farlo di nuovo, e che non avrei mai più potuto fare a meno di quei momenti di relax e di distacco dal mondo…

Bella e giovane, la fighetta bionda che si è trombato Dario è davvero una tipa spettacolare, una di quelle da non perdere di vista per alcuna ragione al mondo: e voi avete letto bene il suo racconto erotico dove ne descrive le voglie più segrete?

Una fighetta bionda che saltellava bene, di Dario di Ancona.

Prima edizione: marzo 2016, by Atlantia Media.

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