I pompini della Ci

Una bionda simpaticissima

Il nostro primo incontro con Ci, è stato circa due mesi mentre stavo facendo la spesa al market, sulla strada del ritorno dall’ufficio verso casa: stavamo entrambi prendendo l’ultima focaccia rimasta, e non so perché, ma dopo il suo sorriso ho lasciato che fosse lei a portarsi a casa quella leccornia.

Sulle prime, mi sono domandato se non fossi stato un po’ scemo a mollare quella focaccia a quella ragazza bionda, però, considerando come ne è subito nato un dialogo piacevole tra lei e me, non ho poi dubitato tanto per rendermi conto di come la mia cavalleria sia stata ripagata.

Ci siamo quindi messi a fare gli acquisti insieme, e mentre ci consigliavamo a vicenda quali fossero gli acquisti migliori da fare, ridendo e scherzando, la Ci mi ha invitato ad uscire con lei la stessa sera, andando in un locale che tra l’altro conoscevo già abbastanza bene.

Quando ci siamo avviati verso le rispettive case, poi, abbiamo anche fatto un buon pezzo di tragitto insieme, e quindi, mi sono accorto di come lei non abitasse nemmeno troppo lontano da me e, segretamente, pensavo già a quando ci saremmo potuti divertire un po’ insieme.

Da lì a poche ore, quindi, ci siamo ritrovati sotto casa di Ci, per andare insieme a trascorrere una bella serata divertente insieme: e quando l’ho vista abbigliata in quella maniera davanti a me, mi è venuto un groppone in gola, da tanto era riuscita ad eccitarmi già da vestita.

Aveva delle scarpe con tacchi molto provocanti, che mettevano bene in evidenza i suoi piedi fantastici, e davano anche grande eleganza alle sue gambe, così curate nel loro aspetto: ma ciò che più era affascinante in lei, era quel bel décolleté generoso ed impeccabile per le sue forme.

Del resto, Ci non faceva nemmeno mistero del suo fascino, e sapeva bene di essere una ragazza sicuramente irresistibile: così, mentre si muoveva, sculettava allegramente da una parte all’altra, e sembrava quasi che volesse provocarmi nei movimenti per farsi una bella scopata con me.

Tra un drink e l’altro, abbiamo trascorso una serata meravigliosa con lei e, quando è arrivata l’ora di tornarsene a casa, non ne avevo poi nemmeno tanta voglia: così, nel rientrare, l’ho invitata a trascorrere un po’ di tempo con me, bevendo qualche cosa ancora a casa mia.

Ci, una strafiga dalle labbra divine

Così, una volta seduti sul divano del salotto di casa, Ci non ha perso tempo per continuare a raccontarmi di lei, e di come abbia una grande voglia di viaggiare e di divertirsi, oltre ad essere appassionata di musica e di arte in genere, un po’ come del resto lo sono io.

Tra una chiacchiera e l’altra, una bevuta dopo l’altra, ci siamo ritrovati un po’ brilli e scherzosi, abbracciati l’uno all’altra, ridendo e raccontandoci delle rispettive avventure che abbiamo avuto negli ultimi anni, tra scuola, lavoro, amici ed improbabili fidanzate e fidanzati.

Una volta toccato questo tasto, Ci si è messa a ridere ancor di più, e mi ha detto di come non abbia mai trovato un uomo con il quale vivere una storia che fosse almeno un po’ soddisfacente, soprattutto sul lato del sesso che non era mai abbastanza piacevole e vissuto bene.

Lei diceva, in modo particolare, che gli uomini non sapevano apprezzare la sua voglia di sesso orale, e soprattutto, non glielo davano mai abbastanza per divertirsi e assaporare un po’ di emozioni: e a sentirla, non volevo quasi credere che gli altri non l’avessero mai fatta godere.

Come per istinto, quasi anche scherzando, le ho detto che io il mio cazzo lo davo sempre alle mie precedenti partner da leccare e spompinare, e che anzi, era proprio la mia passione farlo finire in bocca alle mie donne perché mi potessero regalare dei lunghi momenti di piacere insieme.

E Ci, senza pensarci, ha preso a passarmi delicatamente la sua mano sinistra sui pantaloni, all’altezza del cazzo, e più lo faceva e più mi sentivo pronto a trasgredire con lei, andando alla ricerca di nuovi e più intensi piaceri, senza trascurare alcun tipo di stimolo che lei mi regalava.

Così, mentre lei era ormai brilla, mi son sfilato velocemente i pantaloni e lei si è ritrovata di fronte ai miei boxer bagnati, considerando quanto avevo voglia che il mio cazzo finisse tra le sue mani e le sue labbra per godere al meglio delle sue fantasie e delle sue attenzioni.

Ci mi ha abbassato i boxer con foga, e quando si è ritrovata il mio cazzo per le mani, ha preso a massaggiarmelo con dolcezza, come mai avrei immaginato che potesse fare, e si sputò sui palmi per farlo scorrere meglio, e regalarmi quindi sensazioni ancor più intense.

Così, mentre giocava piacevolmente con il mio cazzo gonfio più che mai, si è abbassata con la sua testa e ha iniziato a leccarlo e baciarlo con una grande voglia, desiderandolo tutto per lei, considerando quanto era la sua voglia di assaporare il mio seme, e me lo diceva chiaramente.

In bocca alla Ci

Così, con un gesto piuttosto fulmineo, senza che potessi accorgermene, Ci ha fatto scivolare il mio cazzo nella sua bocca, e ho sentito le sue labbra morbide avvolgermelo, mentre faceva su e giù e mi eccitava, e mi sentivo la cappella gonfia più che mai mentre lei ci giocava.

Ci mi pompava il cazzo di brutto, facendoselo scendere fino alla gola, e sembrava che ogni volta dovesse soffocare da tanto spampinava fino in fondo: e da tanto mi faceva godere, le spingevo la testa anch’io, giù, e a lei piaceva sentirsi così tanto desiderata dal mio bel cazzo.

Mentre succhiava, la sua saliva andava da tutte le parti, ed io la sentivo sempre più pronta a farsi spruzzare a dovere quella bella bocca calda ed accogliente con la mia sborra, ormai pronta letteralmente a schizzar fuori ad alta pressione dai miei coglioni stimolati.

La Ci prese quindi anche ad accarezzarmi le palle, e più lo faceva, mentre succhiava il cazzo, e più io la incitavo e le dicevo che era la più brava spompinatrice che avessi conosciuto in vita mia: e a forza di sentirsi incitata, Ci si spinse giù fino alle palle, ingoiando tutto il mio cazzo.

Stavo quasi per venire, ma lei, sentendo che ero sempre più eccitato, rallentava ogni volta i movimenti, per farmi caricare ancor di più e farmi letteralmente esplodere: così, mi succhiò la cappella fino a sciogliermela letteralmente tra la sua saliva, e io non mi trattenni più.

Lasciai che il mio cazzo esplodesse tutto di colpo la sborra che avevo dentro di me, e la vidi in difficoltà mentre dalla sua bocca fuoriusciva tutto il mio seme, e io sfogavo tutto il mio godimento, trasalendo e ansimando col respiro ormai affannoso.

La guardai quindi in faccia, e la vidi assaporare la mia sborra, mentre se la ingoiava e mi guardava con quei suoi occhi marroni: mi disse che avevo un cazzo divino, e che non vedeva l’ora di spompinarmelo di nuovo, e di farsi riempire di nuovo la bocca…

Un appunto di Francesco:

“Chiunque adorerebbe farsi un pompino da una bella figa come Ci: quando mi ha fatto venire, credevo che stessi per avere un infarto da tanto ho goduto. Non vedo l’ora di trombarmela di nuovo!”

Anche Francesco ci diletta con i dettagli più hot di una spompinatrice che ama davvero il cazzo e lo adora in ogni modo: il suo racconto erotico è pieno di passionalità e di spontaneità.

I pompini della Ci, di Francesco di Milano.

Prima edizione: aprile 2015, by Atlantia Media.

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