Sara voleva farmi sborrare dentro di lei

L’idea di trombarmela era irresistibile

Non potevo resistere a Sara, ogni volta che la vedevo nel giardino di casa: si dava sempre da fare, aveva sempre qualche nuova idea per la testa, e soprattutto, sculettava in un modo irresistibile, mostrando il suo culetto in modo provocatorio, perché sapeva di piacermi e, magari, perché in cuor suo sognava pure che, un giorno o l’altro, mi facessi avanti per trombarmela per bene, e godere in modo unico la sua capacità di muoversi e di mettere bene in mostra il suo fisico.

Da un po’ di tempo, aveva iniziato a fare palestra e, da quel momento, mi ero ben accorto di come, questa bella fighetta, si era trasformata in modo interessante: leggings sempre attillati al punto giusto, polpacci belli tonici, cosce sfinate e provocanti e, infine, un bel paio di chiappe che, se mi fossi trovato per le mani, avrei torturato a non finire, sbattendomele sul cazzo in modo selvaggio, per godere, perché quello volevo assaporare in sua compagnia.

L’occasione buona per dare finalmente libero sfogo a quelle voglie, e pure a quelle sensazioni, si manifestò per puro caso all’inizio di questo mese: mi trovavo a casa loro, per una festa, e così tra una bevuta e l’altra, andando a svuotare la vescica al bagno, ad un certo punto mi trovai Sara di sopra, nella sua camera, mentre si stava cambiando, sfilandosi i jeans per mettersi quei leggings in pelle nera, provocantissimi, e alla sola vista delle sue chiappe, di quel perizoma e dei leggings, sono esploso.

La sorella di Dan era davvero unica

Non potevo più trattenermi, e Sara si era accorta di come la situazione si era fatta rovente: mentre cercava di calmare il mio cazzo bello gonfio e duro, toccandolo, perse la testa pure lei, e tirandomelo fuori dai pantaloni, lo prese in bocca per succhiarlo, lentamente e con passione, con una dolcezza che mai avevo potuto assaporare in vita mia, e mentre lei si muoveva sulla mia cappella, io mi eccitavo sempre di più, e con il mio indice, cercavo la sua figa per iniziare a penetrarla un po’.

Finalmente la trovai, bella calda e bagnata, perché già si era eccitata e, in realtà, non vedeva l’ora pure lei di darsi da fare quella sera: mentre la penetravo lentamente, la sentivo già ansimare e gemere, e mugolava piano piano mentre succhiava e leccava il mio cazzo, che ormai era già bello che pronto per una bella trombata in sua compagnia, così furtiva ed imprevista, in quella splendida serata di inizi marzo che sarebbe sempre rimasta in mente ad entrambi.



Messa a pecorina e con i leggings abbassati al punto giusto, le ho strofinato il mio cazzo sulla figa, sentendola già godere ed ansimare, mentre mi chiedeva finalmente di trombarla a dovere, di farle sentire come potesse essere unica la sensazione di una bella trombata insieme, in quella camera da letto, mentre gli altri erano di sotto a fare festa, senza accorgersi di noi che, nel frattempo, stavamo per assaporare tutto il piacere della trasgressione nel bel mezzo della festa.

Dopo aver chiuso la porta a chiave, finalmente, ho affondato il mio cazzo dentro di lei, sentendola subito gemere per il piacere, mentre io mi sentivo il cazzo sbavato dalla sua fighetta bagnata, e lo spingevo avanti e indietro lentamente, perché potesse sentirlo tutto entrare ed uscire, eccitandosi sempre di più: ormai Sara era fuori controllo, era talmente infoiata che si stava preparando a venire, così velocemente che la cosa mi stava – e non poco – stupendo.

Il suo modo di prenderselo da dietro, mugolando come una cagna in calore, mi eccitava: e a un certo punto, prendendole pure a schiaffi il culo, ho continuato a trapanarle a dovere la figa, sentendola ormai godere in un lungo gemito, mentre che, pochi istanti dopo, mi lasciai andare pure io, preparandomi a sborrare: e lei mi disse di farlo dentro di lei, di venire dentro la sua figa, perché voleva sentire colare la mia sborra nella sua meravigliosa figa, in un delirio di godimento.

Il primo spruzzo mi fece trasalire, e quindi, mi lasciai andare pure io in un mugugnare di piacere che trovò la sua massima espressione quando sentii le ultime gocce uscire dalla mia cappella: ero venuto dentro Sara, come avevo sognato sempre di fare, trombandomela a casa sua, durante una festa con altre persone in giro per casa…

Spompina Sara, scopa, e fatti sfondare come una troia: Marco vuole godere, e da quanto ha scritto nel suo racconto erotico, non manca davvero la passionalità 😉

Sara voleva farmi sborrare dentro di lei, di Marco di Pesaro.

Prima edizione: marzo 2016, by Atlantia Media.

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