In vacanza con una tettona sempre accesa

Le sue tettone mi stuzzicavano

Quando ci siamo beccati per strada la scorsa settimana, e mi ha proposto di partire in vacanza con lei per trascorrere una bella settimana chissà dove, lontano da tutti e da tutte, spassandocela alla grande, ci son rimasto un po’, perché non credevo che Very potesse davvero dirmi, da un momento all’altro, che volesse fare una cosa simile: con lei eravamo soliti scherzare, anche con altre persone, però, mai mi ero fatto l’idea che potesse essere davvero una troietta di questo tipo.

Dopo aver trovato un bel pacchetto di quelli ad hoc, ci siamo quindi preparati per la partenza, in modo piuttosto sbrigativo, ma preoccupandoci comunque di avere il minimo per tanto buon divertimento: ma prima di partire, quella sera, dopo averle visto quelle meravigliose tettone strette in una maglietta molto generosa, dove quel seno sembrava dovesse esplodere da un momento all’altro, le chiesi senza giri di parole se fosse solita prendere la pillola o meno.

Very mi guardò, con quella sua faccia da troia, e poi, mi disse “ti preoccupi per sapere se mi potrai scopare e ripassare a dovere?? Comunque non ti preoccupare, ho il cerotto, ma non è detto che servirà con te: o no?” e poi, mettendosi a ridere nel vedere la mia faccia forse insoddisfatta, si voltò e mi disse “vedrai quanto ti piacerà, vedrai” al che, sorridendole, le dissi che già mi immaginavo come potesse averla rasata e vogliosa di essere ben sfondata dal mio cazzo.

La sua figa mi dava la pace

Arrivò quindi il tempo della partenza e, dopo un viaggio aereo di circa tre ore, arrivammo finalmente alla nostra destinazione: il posto era come ce l’eravamo immaginati, ideale per due amanti in cerca di un luogo perfetto in cui liberarsi da tutte le stronzate della vita quotidiana, e poi, anche noi eravamo già abbastanza carichi quel giorno, così appena arrivati, lanciammo i nostri bagagli senza alcun ritegno e, poi, dopo un breve e rilassante bagno in piscina, iniziarono i nostri giochi.

Le mie mani sfioravano le sue tettone vogliose, mentre le sue, si infilavano senza alcun pudore nel mio costume alla ricerca del mio cazzo, che proprio per sua stessa ammissione, non vedeva l’ora di spompinare senza alcun ritegno, fottendosene di tutto quanto, perché aveva di assaporarsi una bella cappella: quindi andammo subito sulla terra del nostro studio, e sopra di noi, con quel cielo meraviglioso e il mare all’orizzonte, ci lasciammo finalmente andare alle nostre voglie.

Very finì direttamente con la sua mano sul mio cazzo, e poi, inginocchiandosi di fronte a me, iniziò a leccarlo con desiderio, guardandomi con quella sua faccia maliziosa, da vera troietta in cerca di godimento, che non poteva resistere alla vista del mio cazzo: e dopo averlo assaggiato, finalmente, se lo portò tutto in bocca, succhiandolo e leccandolo con passione, giocandoci con la lingua e le labbra, in un continuo movimento che mi stava facendo già perdere la testa, mentre già la volevo mia.


Poco dopo, la portai pian piano su di me, perché avevo voglia della sua figa, e sistemandola in un perfetto 69, finalmente la potei leccare: avevo una voglia incredibile della sua figa, non potevo ragionare, e con la lingua dentro di lei, iniziai a solleticarla intensamente, perché volevo che perdesse la testa, ed ero curioso di sapere quali potessero essere le reazioni di Very a tanti stimoli, soprattutto prima di prenderselo in figa, perché quello sarebbe stato davvero il momento del massimo godimento.

Mentre il 69 continuava con foga, con lei che godeva e si tratteneva sempre di meno, a un certo punto la sentii venire, ansimando e gemendo, stringendomi sempre di più, finché poi lasciò la presa in un lungo sospiro di godimento, sempre con il mio cazzo in bocca, che per lei era davvero una preda irresistibile. Poi, alzandosi, mi disse che era finalmente venuto il momento di vedere come avrei goduto con lei, quanto mi sarebbe piaciuta la sua fighetta, quella fessura per il paradiso.

Si mise di fronte a me, e vedendo quel bel culetto voglioso, la trascinai letteralmente su di me, e con un movimento netto di bacino, se lo prese dentro e iniziò a trombarmi: la vista di quel culetto, la sua fighetta stretta che si fotteva il mio cazzo, la pace datami dal suo modo di scoparmi, mi fecero dimenticare subito ogni cosa, e mi concentrai soltanto sulle sensazioni che quel momento unico poteva darmi, sentendola muoversi come una ballerina appassionata sul mio membro.

Poi quando il mio desiderio divenne davvero irresistibile, le strinsi il culo tra le mani, e iniziai a guidarla su di me, perché ne volevo di più, la volevo tutta mia, mentre lei godendo e ansimando, mi disse “ti piace??? la vuoi ancora, vero??? Dimmelo che ti piace la mia figa e che ti senti bene, daiii, dimmelo!!” e io le risposi “sìììììì Very, ahhhh, mi piace sentire la tua figa su di me, mi scopi meravigliosamente, dai, non fermarti mai, non fermarti nemmeno quando sto per venire!!”.

Lei mi prese in parola, e infatti, muovendosi senza sosta, voltandosi di tanto in tanto per gustarsi il mio volto soddisfatto, ormai completamente preso da un piacere indescrivibile, che qualche istante dopo si risolse con una bella e lunga sborrata, che le riempì la figa al punto tale da colare fuori, in modo provocante, mentre lei si stava pian piano adagiando su di me, senza dire nulla, semplicemente guardandomi con gli occhi di una tettona che scopava incredibilmente bene.

La strinsi a me, le dissi che era stato il momento più bello degli ultimi mesi della mia vita, e che non potevo immaginare che non si sarebbe ripetuto all’infinito, soprattutto durante quella vacanza, che per noi sarebbe dovuta essere la prima di una lunga lista…

Una vacanza così bella non poteva che regalare sorprese altrettanto meravigliose: e Paolo ci ha offerto un racconto erotico davvero indimenticabile.

In vacanza con una tettona sempre accesa, di Paolo di Monza.

Prima edizione: aprile 2016, by Atlantia Media.

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