In macchina con una figa incredibile

Un lunedì sera di quelli che sembrano infiniti, è stata l’occasione giusta per dedicarmi un po’ a me, prendermi del tempo per spassarmela, e quindi dimenticarmi della monotonia delle giornate in ufficio, tra clienti incazzati e colleghi mai contenti, quasi come se la negatività si riflettesse sempre attorno a me senza un valido motivo.

Dopo il lavoro, mi sono messo in macchina senza perdere un istante e, una volta concluso il giro di compere in un centro fai da te, mi sono messo al volante per tornarmene in città, giacché non avendo nemmeno voglia di tornare a cucinare, la mia idea era proprio quella di andarmene in pizzeria, in un locale che conoscevo da parecchio tempo.

Mentre stavo per parcheggiare l’auto non molto distante da questo locale, per pura combinazione, mi sono imbattutto in Gloria, la sorella di Marco, una stragnocca che da parecchio tempo tenevo d’occhio, perché mi sembrava che con il trascorrere del tempo si fosse fatta sempre più figa, non essendo più la tipa occhialuta che avevo conosciuto durante le superiori.

Aveva un look rock così eccitante ed originale allo stesso tempo, che appena l’ho vista avvicinarsi alla mia auto, già stavo facendomi delle fantasie in testa, forse perché quello di cui avevo proprio bisogno era una bella trombata con una gnocca simile, capace di portarmi fuori dell’ordinario, e di farmi desiderare qualcosa di più della monotonia, ritrovando il piacere della trasgressione.

Gloria mi guardava e, con quel suo atteggiamento sempre tra lo scherzoso e il serio, mi disse “ma che ci fai qui? Non mi dire che vuoi andare in quella pizzeria di nuovo, eh?!” e poi concluse “Sono stata di recente in un posto nuovo, fuori città, dove si mangia veramente una pizza degna di questo nome, e non la solita ostia secca! Che ne dici se ci andiamo insieme, tanto se non hai nulla da fare pure tu, mangiamo insieme e non da soli!”

Di fronte alla sua proposta così interessante e indubbiamente irresistibile, finsi di pensarci un attimo – nonostante in cuor mio sapessi già di voler andare con lei a mangiare in quel posto – uscendomene “ma sì, la compagnia non è male, il posto – come dici – è buono…perché non tentare?!” dicendo queste parole in modo abbastanza scherzoso, fingendo un certo livello di snob, salvo poi finire per spintonarla leggermente alla spalla per manifestare la mia presa in giro.

Lei si mise a ridere e disse “ah ecco, la compagnia non è male… però non puoi fare a meno di fissarmi le gambe, eh?! Dillo che te lo faccio tirare, dai, non esser timido: siamo adulti del resto, non c’è bisogno di bugie…” e fece un ghigno soddisfatto mentre pronunciava quelle parole, come se sapesse di essere una gnocca irresistibile, e che pure io fossi ormai completamente preso dall’idea di farmela, di gustarmi la sua troiaggine quel lunedì sera.

La fissai in quegli occhi marroni, così profondi e caldi, e le dissi “Gloria, figa sei figa, non c’è dubbio al riguardo…e negare l’evidenza sarebbe inutile, considerando come ti sto fissando voglioso da quando sei scesa dalla macchina per venire sulla mia” e quindi le dissi “cosa ne dici se andiamo con la tua macchina al ristorante, conoscendo tu la strada…” e lei rispose “sì, dai, salta sulla mia macchina…che è anche più spaziosa e hai i sedili reclinabili.”

Mi voltai di nuovo a guardarla, e le dissi “eh beh, ma allora anche tu hai una certa voglia, eh?!” e continuai “non puoi nascondere che sei una chica caliente” e Gloria rise dicendo “esatto, non posso negare il fatto di essere un’amante dell’eros, e stasera voglio proprio vedere quanto lo sia pure tu, che ne dici?” e io le dissi “è una idea magnifica, non vedo l’ora di metterla in pratica” e così saltai a bordo della sua auto e andammo.

Dopo un paio di km, Gloria accostò in una piazzola, e guardandomi mi disse “che ne dici, non ti sembra il posto ideale per divertirci un po’ insieme, per lasciarci andare e scoprire un po’ la nostra natura di amanti?” e io le risposi “ho voglia di te, Gloria, fammi vedere quanto sei porca” e lei non si fece pregare, sbottondandosi la giacca di pelle e sollevandosi la maglietta, facendomi vedere le tette.

Poi le dissi “dai, facciamoci un selfie, ho voglia di ricordare questa bella serata con te” e si mise in posa con me, immortalando il suo fascino irresistibile. Poi abbassando i sedili, giocò a fare la gatta in calore, e subito dopo, levandosi la giacca e la maglietta, mi si sdraiò sopra, dandomi quelle meravigliose mammelle da ciucciare, che divennero presto il mio chiodo fisso, lo stimolo della mia voglia di sesso.

Quindi ci spogliammo insieme reciprocamente, e poco dopo, mi trovai di fronte la sua figa ben depilata, che divenne subito oggetto delle mie attenzioni: la esplorai tutta, con la lingua e le mani, stimolando la sua voglia di eros, facendola contorcere sui sedili dell’auto, e vedendola soprattutto desiderare sempre di più le mie attenzioni, arrivando a spingermi verso di lei, con un’intensità da farmi capire che era ormai a pronta a venire.

Gemeva rumorosamente, mi insultava, diceva che ero il suo porco, e lei la mia troia, e si bagnava sempre di più: il suo modo di godere era davvero unico, perché mi sembrava che da un momento all’altro potesse esplodere in una squirtata indimenticabile, frutto della sua eccitazione. E in effetti, poco dopo la sua figa iniziò a sbrodare leggermente, e poi sempre di più, finché la sentii venire e ansimare sempre più forte.

Gloria era ormai pronta a darmela tutta, e io ero talmente eccitato e voglioso, che il cazzo l’avevo dritto e duro, pronto a trapanare a dovere quella sua figa ormai rovente: e il contatto tra il suo buco divino e il mio cazzo fu subito eccitante, irresistibile, soprattutto quando sentii la cappella divorata da quella figa sempre più pronta a regalarmi sensazioni travolgenti, momenti di trasgressione pura in cui assaporare tutto il gusto del sesso.

Lo spinsi sempre più dentro di lei, e dopo averla posseduta a pecorina, lei si sdraiò, e mi disse di montarle sopra da dietro, perché così avrei potuto spingerlo dentro tutto nello stesso modo, godendo alla grande di quella trombata davvero eccitante. Sentii la sua figa sempre più bagnata, e il mio cazzo ormai pronto a liberare dentro di lei tutto il carico di sborra che portavo in dote sin dal primo momento che l’avevo vista di fronte a me.

Spinsi ancora un po’, e poi, mi lasciai letteralmente andare in un vero e proprio istante di liberazione: sborrai sei o sette volte, lasciando dentro di lei tantissima sborra, e rilassandomi in quell’istante che volevo non finire mai. Gloria si toccò la figa eccitata, e poi, guardandomi con quegli occhi da vera troia, mi disse “dopo cena ci divertiamo ancora, vero?” e dopo esserci rivestiti velocemente, si mise alla guida e arrivammo alla pizzeria.

La serata si preannunciava lunga e meravigliosa, e per nulla al momento mi sarei fatto sfuggire la possibilità di trombarmi Gloria più di una volta…

Il nostro Beppe si è potuto godere una serata indimenticabile grazie ad una coincidenza: trovandosi nel posteggio giusto al momento giusto, si è incontrato con quella figa di Gloria, che gliel’ha data e gli ha regalato l’ispirazione per questo racconto erotico.

In macchina con una figa incredibile, di Beppe di Piacenza

Prima edizione: Aprile 2017, by Atlantia Media.

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