Una segretaria molto speciale

La giusta carica di vita in ufficio

Non c’era giorno di lavoro in azienda che, guardando alla mia simpatica e laboriosa segretaria, non mi venisse voglia di darmi da fare ancor di più, e soprattutto, di coinvolgere questa persona in tutte le mie attività, perché potesse davvero sostenermi durante lo svolgimento quotidiano di ogni cosa: e quando mi sono accorto di come questa meravigliosa ragazza fosse in sintonia con me su tante cose, allora, mi son sentito ancor più realizzato e soddisfatto di quanto potessi pensare.

Con quel suo portamento elegante, quel suo sguardo da vera pantera, quelle gambe così toniche, che mi suggerivano quale potesse essere il suo modo unico di fottermi, Ilaria mi pareva la migliore delle collaboratrici, una con la quale comunque non mi sarei certo potuto fermare facilmente, qualora lei si fosse fatta avanti: e così, quella sera di qualche settimana fa, con la primavera ormai alle porte, anche lei era davvero carica e vogliosa di trasgredire e, quindi,…

Venendo nel mio ufficio per consegnarmi alcuni documenti che aveva appena finito di sistemare, dopo avermi detto se avessi avuto bisogno di lei ancora, le risposi che sì, avevo bisogno di una mano: mi avvicinai a lei, guardandola con occhi vogliosi, mi allungai quanto bastò, e così, mi strinsi a lei, dicendole che era la donna più bella e piacevole che avessi conosciuto, e che non potevo immaginare di non poter trascorrere del tempo in sua compagnia, magari divertendoci in ufficio.

Una tipa che lavorava bene in tutti i sensi

Ilaria mi guardò con aria soddisfatta, sorridendo, e con quegli occhi pieni di vitalità, mi disse che ci saremmo divertiti per bene insieme, subito, perché pure lei aveva bisogno di sfogarsi, e voleva farlo con il suo capo, trombando proprio in questo ufficio, alla faccia di tutti i rompicoglioni che conosceva, e di tutti i nostri clienti bacchettoni e moralisti, che anziché darci dentro con il cazzo e con la figa, sembravano aspettare l’ora della loro morte per divertirsi in maniera soddisfacente.

Quindi dopo essersi seduta lì su di me, su quella sedia, poco dopo, si inginocchiò di fronte a me e, levandomi pantaloni e mutande, si portò il mio cazzo nella sua bocca, come una conquista proveniente dall’oracolo, come fosse un idolo da adorare, qualche cosa da assaporare e gustare in tutti i modi, in tutte le sue sfumature, leccandolo con gusto e regalandomi con quelle meravigliose mani leggere e fini, come del resto con quelle belle labbra, momenti davvero paradisiaci.

Non potevo non guidarla sul mio cazzo, spingendola più a fondo, e sentirla ingoiare il mio cazzo e fare quei rumori provocanti con le labbra, mi dava una soddisfazione unica: sembrava che Ilaria, oltre a dare il meglio di sé al lavoro, assecondando le mie istruzioni per operare in modo vincente, avesse anche il giusto livello di obbedienza con il sesso, spompinandomi come se fossi il suo uomo da sempre, come se conoscesse i punti deboli a letto del suo capo e ne approfittasse.

Poi iniziò ad abbassarsi quei meravigliosi leggings di pelle, e mostrandomi quel suo perizoma fine, mi provocò sfregandomi le sue meravigliose chiappe sulla cappella, giocando a far scivolare il mio cazzo proprio lì in mezzo, facendomi desiderare come un pazzo che, finalmente, potesse arrivare il momento in cui scivolando dentro di lei, arrivasse anche l’istante giusto per sentire davvero le sensazioni e le emozioni più intense, scopando su quella sedia di fronte alla scrivania in ufficio.



Il suo modo di muoversi, e poi, di fare avanti e indietro con il bacino, mi ha subito fatto capire quanto questa bella donna – elegante e vogliosa come poche – sapesse provocare e farsi desiderare, farmi quasi implorare che finalmente se lo mettesse dentro, regalandomi tutte le emozioni che soltando la figa esperta di una gnocca del genere potesse darmi, soprattutto muovendosi di fronte, e regalandomi lo spettacolo di quelle belle chiappe di fronte a me, sbattendole su di me.

Non potevo aspettare oltre e, in effetti, strappandole quasi il perizoma, l’ho guidata su di me, ed Ilaria si è fatta entrare il mio bel cazzo nella sua figa, divorandomelo con i suoi movimenti meravigliosi: vederla piegata su quelle ginocchia, quelle cosce belle sode, quei polpacci ginnici, e poi, quelle belle labbra che stringevano dentro di sé il mio uccello, erano tutte immagini che non potevano non eccitarmi, soprattutto, perché lei spingeva e si dava da fare con il suo corpo come una ginnasta.

Abile nel suo modo di dominare il mio cazzo, capace di disegnare con il suo bacino tutta la sua passionalità, e quindi, di farmi raggiungere con il suo modo di muoversi delle sensazioni mai provate prima, Ilaria sapeva che stavo perdendo la testa per lei, mentre mi trombava, e me lo diceva continuamente se mi piaceva, e ancora, mi diceva che lei era la mia troia, e che non poteva rinunciare al mio bell’uccello, e che anzi, il suo desiderio era proprio di farmi venire dentro di lei con una bella colata.

Il mio cazzo riusciva a governarlo con una precisione e una creatività uniche, con dei movimenti che ben suggerivano quelle che erano le sue capacità di rapportarsi a me, e ancora, quelli che erano pure i suoi desideri in fatto di sesso, perché amava le sensazioni forti, quelle in cui la passionalità e la forza di un bel cazzo duro, potevano esprimere al massimo su una donna come lei, così capace di muoversi e di dominare il piacere con quei movimenti a dir poco estasianti.

La guardavo muoversi, la incitavo, le schiaffeggiavo le chiappe, e la volevo sempre più su di me, dicendole che era la mia troia, e che mai avrei potuto fare a meno di lei e di quella figa, perché era davvero indescrivibile il suo modo di muoversi divinamente sopra di me, quasi come se fosse dal desiderio di andare alla scoperta di un nuovo mondo, fatto solo delle emozioni e dei piaceri più sconosciuti ed intensi, quelli che potevano cambiare il nostro modo di guardare al sesso.

Quindi si mosse ancora qualche istante, il suo ansimare si fece più forte, e mentre io stavo sborrando dentro di lei, lasciandomi davvero tutta la mia sborra nella sua figa, qualche istante dopo, lei si lasciò andare gemendo, strillando per il godimento, perché aveva raggiunto un bell’orgasmo esplosivo, uno di quelli in cui c’era davvero spazio soltanto per il godimento e niente, quello in cui il sentirsi colare la sborra nella figa era davvero l’apice del piacere.

E me lo disse che aveva goduto divinamente, e che lo voleva fare per il resto della sua vita con me: la guardai, la baciai, stringendola a me e dicendole che era una donna a dir poco magnifica.

I segreti di una segretaria sono spesso pieni di fuoco: grandissimo Bruno che ti sei dato da fare, e non dimenticarti di spedirci altri racconti erotici così goduriosi.

Una segretaria molto speciale, di Bruno de L’Aquila.

Prima edizione: marzo 2016, by Atlantia Media.

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