Sabrina una porca

Ho scopato per bene quella porca vogliosa

Tra le persone con le quali lavoro, di sicuro, Sabrina è una delle colleghe che mai diresti un po’ pronta a lasciarsi andare: sempre precisa, puntuale ed attenta a non avere comportamenti che possano in qualche maniera sembrare eccessivi, questa donna da sempre mi ha trasmesso un’immagine di efficienza e di serietà, a differenza di tante altre persone che lavorano con me, e in questo senso l’ho sempre ritenuta una tipa più che affidabile.

Ogni volta che le chiedevo un favore, era sempre pronta a darmi una mano e, alla stessa maniera, quando toccava a me aiutarla, allora, era lei stessa a dimostrarmi tutta la sua gratitudine con una naturalezza e una semplicità che mi colpivano. Il suo modo così piacevolmentre tranquillo di comportarsi con me, nel tempo, mi ha letteralmente fatto apprezzare la sua presenza, rendendola un punto di riferimento.

Così, quando negli ultimi giorni abbiamo organizzato una cena con i colleghi, vederla così su di giri e pronta a divertirsi senza apparentemente un freno, mi ha davvero colpito tantissimo, soprattutto, perché si è presentata – quando sono passato a prenderla – con un vestitino abbastanza corto, da non lasciare molto alla fantasia, considerando che in sostanza aveva il culo di fuori e, io, non ho potuto non apprezzare ciò.

Quella sera l’ha fatto in macchina

Rivolgendosi a me, quindi, Sabrina mi ha detto che il suo tipo le aveva fatto le corna e, quindi, non avendo ancora deciso che cosa fare, stasera, aveva una voglia incredibile di lasciarsi andare e di non pensare più di quel tanto a quelle che potessero essere le conseguenze di certi comportamenti. Al che, senza dirmi altro, mi ha dato una toccata alle palle, strusciando con determinazione la sua mano su di me: la cosa mi ha subito eccitato e non poco.

Così, mi sono allungato verso di lei, e ho cercato di sbaciucchiarla: lei ha risposto a queste avance, e quindi, infilandomi la lingua in bocca, si è data da fare con me, sfilandosi una bretellina del reggiseno, e lasciando che la mia lingua si desse da fare a lavorare per bene i suoi capezzoli e le tette. Eravamo in auto, tuttavia, la voglia di trasgredire ci ha spinto oltre, e siamo finiti sul sedile posteriore per dare libero sfogo alle nostre voglie.

E così, la mia lingua era già scesa alla sua figae iniziava già a divertirsi a leccarla e provocarla senza freno: più leccavo e più si dimenava sul sedile, gemendo e mugolando, per poi iniziare ad ansimare e a godere ad alta voce, provocandomi con parole di ogni tipo, dicendomi che era la mia troia, e che ormai era pronta a farsi sfondare per bene dal mio cazzo, che non vedeva l’ora di sentire entrare nella sua figa, facendola ululare.

Poco dopo, quindi, l’ho tirato fuori e l’ho messo in bocca a lei: ansiosa e vogliosa, non sapeva da che parte iniziare a succhiarlo e leccarlo, dopodiché, ci ha sputato sopra, sulla cappella, e mi ha detto che non vedeva l’ora di prenderselo dentro. Qualche istante dopo, gliel’ho messo dentro e ho iniziato a spingere, facendo ballare anche l’auto per quanto ci davo dentro, e Sabrina, nel frattempo iniziava a dimenarsi e a godere ad alta voce.

Più spingevo e più godeva, ormai la situazione era totalmente fuori controllo, con lei che ululava e gridava, e mi incitava a più non posso, e io continuavo anche a passarle il mio pollice sul clitoride, trapanandola senza sosta, perché ormai eravamo in preda al pieno desiderio. Io spingevo senza sosta, e lei ansimava e godeva, sempre più forte, con un godimento che era ormai incontrollabile e poco dopo l’ha fatto venire e bagnarsi tutta quanta.

Con il mio cazzo ormai rodente, continuavo a spingere, perché la mia voglia di venire era sempre più intensa: e io continuavo a spingere, sempre di più, andando a fondo con il mio uccello, per poi liberare una sborrata indimenticabile, con spruzzi lunghi e abbondanti, che le hanno riempito quella meravigliosa figa e mi hanno davvero liberato, come se avessi finalmente fatto partire una parte di me, alleggerendomi tutto quanto.

Guardai Sabrina, gli passai il mio cazzo sulle sue labbra, e le sbrodolai un po’ il suo viso: mi guardò vogliosa, quindi, si pulì via tutto quanto. Poco dopo ripartimmo, ancora ansimanti e soddisfatti, verso la nostra meta. Arrivammo contenti e beati, con un volto che sembrava quello di persone che avevano appena toccato il paradiso in terra…

Sabrina è davvero una porca senza eguali: Tommaso è invece il fortunato castigatore di questa vogliosa, che gli ha permesso di scrivere un racconto erotico emozionante.

Sabrina una porca che non ne aveva mai abbastanza, di Tommaso di Bergamo.

Prima edizione: dicembre 2015, by Atlantia Media.

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