Elisa la portinaia che cercava cazzi

Teneva tutto in uno stato impeccabile

Dopo esser arrivato ad abitare in questa nuova palazzina, dopo un po’ di tempo, mi sono trovato completamente a mio agio, perché non essendoci problemi particolari, mi sembrava di poter vivere finalmente in un posto davvero piacevole: e quando ho conosciuto Elisa, la portinaia, questa tesi ha trovato una conferma in più, in particolare quando mi sono accorto di come questa tipa mi guardasse con un’aria strana, come se avesse in mente qualcosa di particolarmente interessante.

In effetti, questa ragazza si occupava di tenere tutto a posto in maniera insolita, quasi come se non potesse tollerare per nulla il fatto che ci fosse del disordine, come se avesse bisogno di sentirsi contornata dall’ordine, un mondo ideale in cui trovare ogni cosa al suo posto. E l’atteggiamento disattento degli altri condomini, non doveva piacerle proprio per nulla, soprattutto quando qualcuno gettava in giro cartacce o mozziconi in modo sconsiderato, senza alcun rispetto per lei e il suo lavoro.

Personalmente mi trovavo troppo bene in sua compagnia, e mi piaceva anche il suo modo di porsi nei miei confronti, perché dovessi da un giorno all’altro trovarmi con qualche motivo di discussione solo per non aver buttato delle cartacce nel cestino: non apprezzando quel modo di fare e, non volendo del resto nemmeno compromettere il mio rapporto con lei, rispettavo il suo lavoro in ogni modo, evitando anche di lasciare i mozziconi davanti al cancello della nostra palazzina.

Perché era una vera peccaminosa

Come si accertava di aver pulito tutto, senza nemmeno lasciarsi sfuggire una cartaccia, devo ammettere che mi colpiva e, una volta, le domandai del perché le piacesse che tutto fosse così impeccabile, e mi rispose ridendo “perché in realtà sono una peccaminosa, e in un qualche modo devo pur farmi perdonare” al che io la guardai negli occhi sorridendo, e le dissi “certo non si direbbe che tu sia peccaminosa come dici, per come sei carina e così tranquilla” e lei mi disse “dovresti vedermi.”

A quel punto, le dissi proprio “mi piacerebbe davvero vederti peccaminosa, Elisa” e lei mi guidò per il braccio dentro la palazzina, e poi, fermandosi al pianerottolo, mi disse che sarebbe andata a sistemare gli attrezzi nel sottoscala, per evitare di lasciare in giro cose che qualcuno avrebbe potuto far sparire. Quindi mentre scendeva i gradini, io le andai dietro, senza farmi sentire, e quando fummo nel sottoscala, le misi le mani sul culo, dicendole “sei troppo figa Elisa perché io possa resistere.”

Lei si spaventò per quella sorpresa, ma poi, si voltò e sorrise “ecco, vedi, hai già capito come vanno le cose” dopodiché, mi guardò con quell’aria vogliosa e mi disse “dai, leccamela, fammi vedere che ti piace la figa, fallo adesso nel sottoscala” e io obbedii alla sua richiesta, perché avevo proprio voglia di trombarmela, e di godermi tutto il piacere di fottere una gnocca in quel posto insolito, dove c’era davvero spazio per godere davvero, in modo anche più eccitante del solito.

Elisa prese ad eccitarsi mentre le leccavo la figa, e si dimenava un po’, incitandomi “ahhh siii, di piu’, eccoo, cosiiiii, daiiiii, leccala” mentre io la preparavo a fottermi per bene, perché volevo che mi scopasse senza troppi riguardi, e sarebbe stata sicuramente una bella avventura, soprattutto perché era carica, e me lo dissi senza troppi riguardi “ho voglia di cazzo, voglio che me lo dai tutto, che mi scopi come una troia senza pietà, che mi sfondi tutta quanta la figa e mi sborri dentro.”

E io la feci abbassare, e quindi, sistemare a 90 gradi appoggiando le braccia per terra, per mostrarmi quel bel culo voglioso: e usai il mio cazzo come una frusta sulle sue chiappe, scuotendolo rumorosamente, perché mi faceva davvero eccitare – e non poco – l’idea di trombarmi quella stragnocca di Elisa nel sottoscala, mentre di sopra qualcuno passava all’ingresso, e non si accorgeva di noi che eravamo là sotto, a godere senza dare troppo nell’occhio, con la luce spenta.

Appena fu dentro, Elisa si eccitò come una troia, e mugolò, dicendomi che voleva la scopassi più forte, perché le piaceva sentire il cazzo entrare tutto nella sua figa, arrivarle quasi all’utero, per quanto lo spingevo dentro quella meravigliosa figa, che sembrava davvero nata per trombarmi e farmi godere. Spingevo il mio uccello, e di tanto in tanto, le schiaffeggiavo il culo, perché volevo dominarla come una troia, volevo che fosse la puttana che mi trombavo per rilassarmi nel sottoscala.

Lei si lasciava fare, e di tanto in tanto, mugolava e godeva, dicendo che le piaceva sentire farsi sbattere dentro il cazzo, ed assaporare tutto il piacere della trasgressione con me, là sotto, mentre gli altri andavano avanti e indietro, esattamente come il mio cazzo entrava ed usciva dalla sua fighetta, e mi regalava delle sensazioni davvero uniche, di un’intensità a dir poco sconcertante, soprattutto perché sentivo che la mia cappella era stretta divinamente dentro di lei.

Mi muovevo avanti ed indietro, e spingevo il mio cazzo come uno stantuffo infuocato dentro di lei, e sapevo che tutto quel piacere prima o poi mi avrebbe fatto venire, anche se speravo che prima potesse lasciarsi andare lei, e in questo modo, potessi magari anche strapparle una trombata in culo, perché l’idea di fotterla da dietro mi faceva davvero eccitare, per quanto ero desideroso di lasciarmi andare in quel modo, alla faccia di tutti quanti, immaginando quanto fosse troia.

Masturbai la fighetta di quella troia di Elisa mentre continuavo a trombarla, e alla fine, dovette piegarsi al piacere, con un orgasmo davvero incredibile, che la vide godere come una puttana che non vedeva il cazzo da un sacco di tempo e, a quel punto, le dissi “ti prego Eli, fammelo mettere nel tuo culo” e lei mi disse “sei pazzo, sai che ci sentono tutti quanti?” e io le dissi “dai, almeno proviamo, se ti fa male esco subito” e lei mi disse “va bene, dai, sputami sull’ano e mettimi un dito dentro.”

La lubrificai per bene, poi le feci leccare il mio cazzo, facendolo sbavare tutto di saliva, perché doveva essere perfettamente bagnato per entrare dentro di lei: quando eravamo pronti abbastanza, glielo appoggiai sopra e, poi, piano piano lo lasciai scorrere dentro quel buco strettissimo, sentendomi fottere divinamente, sapendo che al massimo ci avrei messo un minuto per venire, perché era troppo bello per essere vero, e alla vista di quel culo fottuto mi sentivo realizzato in tutto e per tutto.

Elisa iniziò a muoversi avanti e indietro, piano piano, finché mi fece venire in modo davvero abbondante dentro il suo culo, con le palle che mi si svuotarono dentro di lei meravigliosamente, facendomi toccare il cielo…

Alberto ha una portinata meravigliosa e lo sa: e voi dopo aver letto il racconto erotico, non lo invidiate un po’?

Elisa la portinaia che cercava cazzi, di Alberto di Reggio Emilia

Prima edizione: Luglio 2016, by Atlantia Media.

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