Gianna la maga del bocchino

Che bocca insaziabile

Dopo quell’interminabile pomeriggio di corso, non ne potevo più, la testa me la sentivo pesante e piena di parole e di discorsi complicati e lunghissimi e, ormai, non sapevo più come poter distendermi, finché, non incontrai Gianna: questa tipa, particolarmente vivace e sempre piena di vita, mi sembrava veramente desiderosa di gustare qualche cosa di speciale, come il mio bel cazzone duro, considerando come mi si era già un po’ ingrossato vedendo le sue belle tette e quelle labbra vogliose.

Lei si accorse del mio pacco, e in effetti, qualche cosa sporgeva nei jeans creando una sorta di banana verso la tasca: per scherzare, mi chiese se avevo messo in tasca un cornetto, o qualche cosa d’altro. La guardai negli occhi, in quegli occhi così pieni di desiderio che non potevano mentire, e le dissi che era il mio cazzo, bello gonfio già soltanto nel vederla, perché la ritenevo una tipa troppo figa perché non diventasse la mia spompinatrice in quel noioso pomeriggio.

Mentre stavamo scendendo le scale, la trascinai con me in uno sgabuzzino: non oppose resistenza alla mia proposta e, una volta chiusi dentro in quel locale buio, mi disse che non vedeva l’ora di sentire il mio cazzo tra le sue labbra, che mi avrebbe fatto vedere lei cosa voleva dire giocare con una bocchinara esperta come lei, e che mai e poi mai, si sarebbe lasciata sfuggire una preda così golosa, perché aveva voglia di cazzo e voleva succhiarlo fino a farsi sborrare addosso.

Non impiegò quindi tanto tempo, prima di sbottonarmi per bene i pantaloni e, poi, a guidarsi l’uccello in bocca: e le sue belle labbra chiuse al punto giusto sul mio cazzo, lo succhiavano con decisione, mentre le sue dita lo stringevano e lo preparavano alle migliori fantasie e masturbazioni, con continui movimenti dall’alto verso al basso, risucchi rumorosi tra le labbra, che dimostravano ben bene quale fosse la porcaggine di Gianna, iperattiva nel scendere sul mio cazzo.

Poi di tanto in tanto se lo levava dalla bocca, e con le labbra socchiuse, giocava a salire e scendere, ingoiando la cappella per poi espellerla, in un provocante gioco fuori e dentro la sua bocca, che stava diventando un lungo momento di piacere, al buio, senza che lei potesse vedermi godere, né io riuscire a vedere la sua faccia da troia mentre era impegnata con il mio cazzo, che tanto le piaceva, per come giocava a tormentarlo con colpetti di lingua, baci e risucchi rumorosi.



Gianna continuò a pomparmelo in quel modo piacevole per un bel po’ di tempo, per poi lasciarselo scorrere fino in gola, trattenendo il respiro per un po’, e facendomi godere mentre lo sentivo sceso fino in fondo: da tanto era eccitata con il mio cazzo, poi, lo prese alla base, e poi circa a metà, e guidandoselo di nuovo in bocca, prese a farmi una sega mentre succhiava, unendo al piacere delle leccate e delle succhiate, anche il continuo movimento dentro e fuori la sua bocca.

Ero quasi arrivato al culmine del piacere e, quando sentii la sua lingua passare ancora una votla sul mio cazzo, le dissi che stavo venendo: appena in tempo, se lo tirò fuori e, quindi, si fece sborrare sulla faccia, eccitata nel buio di sentire i miei schizzi caldi su di lei. Quindi accendendo la luce, la guardai: aveva la faccia ben imbrattata del mio sperma, e si stava già passando le mani per ripulirsela, considerando che poco dopo saremmo dovuti uscire per tornarcene a casa nostra.

Gianna mi chiese se mi era piaciuta la sua pompa: le risposi che non vedevo l’ora me ne facesse un’altra, però non in quel posto, magari a casa sua. Sorrise, si passò la lingua tra le labbra, e mi disse che due giorni dopo ci saremmo potuti incontrare di nuovo: le strofinai il mio cazzo sulle labbra, e le dissi che non vedevo l’ora che mi facesse perdere di nuovo la testa…

Tipe come Gianna sanno bene come usare la bocca per fare godere: e Luca se l’è proprio gustata la fantasia di questa gnocca, godendo come un riccio, e inviandoci questo racconto hard meraviglioso.

Gianna la maga del bocchino, di Luca di Bologna.

Prima edizione: gennaio 2016, by Atlantia Media.

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