Serena mi aspettava per fottermi

Una cassiera sempre stronza

Quando ho incontrato per la prima volta Serena, una cassiera abbastanza stronza ma carina, mi son domandato se come tipa potesse essere anche interessante dal punto di vista erotico: la vedevo sempre vestirsi con quei pantaloni belli attillati, e poi, si conciava sempre in un modo tale da mettersi bene in mostra, quasi come se per lei si trattasse sempre di fare una sfilata, quando uno faceva la spesa, piuttosto che un semplice lavoro con i clienti del negozio in cui lavorava.

Oltre a salutare in maniera abbastanza scazzata, del tipo che poteva esserle morto il gatto proprio in quel momento, Serena però aveva anche un lato oscuro, impenetrabile, che secondo me la rendeva una donna ideale per tutti colori avrebbero voluto avventurarsi magari in qualche campo un po’ più trasgressivo dell’eros, e che fosse pronta a darla come una figona in calore, che solo quando si sentiva scopare ed aprire in due il buchino, iniziava ad essere più malleabile.

L’occasione per scoprire che pure Serena era una di queste stronze, ma fighe e che scopano magnificamente, l’ho avuta tre giorni fa: dopo aver finito il suo turno di lavoro, ed avermi visto nel parcheggio ad accendere una sigaretta, la stronzetta mi si è avvicinata, mi ha scroccato pure una sigaretta e, poi, mi ha chiesto se potessi darle uno strappo fino a casa, poco distante da lì, perché aveva bisogno di fare una cosa piuttosto in fretta, e non poteva andarsene a piedi.

Ma anche una rozza che scopava divinamente

Anche se un po’ la cosa mi scazzava, soprattutto considerando il suo livello di stronzaggine, alla fine, mi son fatto convincere dalle sue parole, anche perché rimuginavo sul come mi sarei potuto poi divertire con questa troia, trombandomela per bene, magari proprio in auto o, ancora, direttamente a casa sua, proprio come una puttanella che si porta a casa gli uomini che si fa, magari sul tappeto del salotto, senza alcun pudore e facendosi pure sentire dai vicini mentre tromba.

Così l’ho fatta salire in auto con me e, mentre ci avvicinavamo a casa sua, parlando del più e del meno, il mio occhio continuava a cadere sulle sue gambe, e nello stesso tempo, la mia voglia di trombare con lei mi faceva crescere il cazzo nei pantaloni, rendendomelo sempre più duro, quasi insopportabilmente duro, perché aveva bisogno di sfogarsi proprio con una bella figa, la sua, che volevo assolutamente scopare di lì a poco, senza dover perdere più tempo del dovuto.


Dopo averla accompagnata a casa, entrando nel suo appartamento, mi son un attimo soffermato a parlarle, e ho visto che quello che aveva da fare con una certa premura, era sistemare in congelatore due cose da mangiare: poi, sempre con quel suo atteggiamento da stronzetta viziosa, Serena mi si è rivolta con una sorta di espressione da troiona schifata, che in realtà nascondeva ben altre intenzioni, chiedendomi che programmi avevo di lì a un paio di ore.

Io non avevo nulla da fare: e non appena ho finito di pronunciare quelle parole, mi son accorto che mi guardava con un’aria insolita, quasi come se pensasse che io volessi prenderla in giro. La guardai, le dissi che era vero, e quindi, di colpo mi spinse per terra, e poi, mi saltò sopra, dicendomi che allora era venuto il momento per divertirci insieme, che non c’era un istante da perdere, perché pure lei non aveva nessun programma e, quindi, questo voleva dire che poteva scopare con me.

La guardai con approvazione, le dissi che era esattamente ciò che volevo succedesse: non se lo fece dire due volte, e quando ebbe il cazzo a portata di mano, me lo prese dai pantaloni e, quindi, passandoselo tra le labbra e poi di nuovo lo accarezzò, dicendomi che avevo un bel cazzo e che, ora, mi avrebbe fatto vedere come sapeva scopare bene un cazzo come il mio, spogliandosi immediatamente e, quindi, mettendosi a pecorina sul pavimento, davanti a me, dicendomi di fotterla.

Io glielo misi dentro, e iniziai a spingere un po’, avanti e indietro, ma quindi mi disse che avrebbe preso lei il comando: mi fece restare così, e poi, prese a spingere il suo bel culo contro di me, fottendomi il cazzo allegramente, facendomi godere con quelle meravigliose spinte, e dicendomi che così lo poteva prendere dentro tutto, facendomi godere ancor di più, perché era lei con il suo bel culo a muoversi contro di me, sbattendo selvaggiamente come una troia assatanata.

Lo voleva tutto così, e dopo qualche minuto, si mise sdraiata, sollevando le gambe, e poi mi disse di metterglielo dentro: non mi feci troppi problemi ad iniziare a fotterla con decisione, spingendo forte, e andando di peso su di lei, facendola così godere come una puttana in calore, che non poteva fare a meno del cazzo. Le piaceva, si mordeva le labbra, ansimava e gridava, perché le piaceva sentire il cazzo che entrava e usciva dalla sua figa così velocemente, facendola surriscaldare.

Ormai ce l’aveva bollente per quanto la stavo fottendo e, a quel punto, mi disse di sdraiarmi, perché avrebbe continuato lei l’esercizio: mi montò sopra, e prese di nuovo a trombarmi con foga, come se non ci fosse un domani, allargando le gambe a farfalla, e sbattendo rumorosamente su di me come una puttana vogliosa: le piaceva tanto, e iniziava ad ansimare sempre più forte, gemeva, e lo voleva tutto dentro, senza sosta, spingendo forte e cavalcandomi come una vera puttana.

Poi disse che dovevo sborrare, perché non poteva accettare che un uomo venisse dopo di lei: e così, si voltò, e continuò a cavalcarmi in quella posizione, scopandomi con tutte le sue forze, iniziando a farmi godere per davvero tanto, considerando come pian piano non riuscivo più a trattenermi per quanto era piena di desiderio e mi trombava bene, facendo entrare tutto il mio cazzo duro dentro di lei, come se fosse un manganello infuocato, che non potevo ormai più controllare.

Continuai a farmi scopare da lei, e presi ad incitarla, dicendole di scoparmi il cazzo così, perché mi piaceva, e non potevo più resistere: lei fece quanto le dicevo e, quindi, sbattendo il suo bacino su di me, mi fece venire abbondantemente dentro la sua figa e, mentre sentivo l’orgasmo portarmi via, facendomi diventare leggero, mi distesi. Serena continuò a scoparmi così per un paio di minuti, e quindi venne pure lei, godendo come una troia e restando su di me come una cavallerizza…

Serena è davvero divina: per lei godere è essenziale, e Gerry è l’uomo fortunato che l’ha trombata e ha potuto vivere un’intensa storia di sesso.

Serena mi aspettava per fottermi, di Gerry di Asti.

Prima edizione: aprile 2016, by Atlantia Media.

© copyright MMXVI by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Taggato , , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.