Serena e la cartoleria di sua madre

Una strafiga in cartoleria

Quando entravo a comperare i fogli in cartoleria, e ad accogliermi c’era quella bella tipa dai capelli neri e gli occhi verdi, mi sentivo sempre attratto in uno strano gioco di seduzione, anche perché lei era sempre provocante coi suoi vestiti.

Mi guardava sempre sorridendo, e mi mostrava sempre tutte le novità con piacere, avendo cura di mettere sempre in evidenza lo spacco del seno, con quelle belle tettone grosse e sode, dove si intravvedeva quella eccitante fossetta in cui immaginavo metterci il mio cazzo.

Serena era solita vestire dei jeans stretti che mettevano ben in vista il suo culo, bello rotondo al punto giusto, di quelli da afferrare e sognare di sbattersi sul cazzo con tanta intensità, per godere alla grande guardando muoversi un corpo eccitante.

Serena sembrava quasi compiaciuta dalle mie richieste e, mentre andava alla ricerca dei prodotti di cui le parlavo, frugando nei cassetti e sui ripiani, sculettava allegramente e mi osservava con la coda dell’occhio, per vedere se riuscissi a staccare i miei occhi dal suo culo.

Devo ammettere che, di fronte ad uno spettacolo simile, non potevo in alcun modo opporre resistenza: e così, le fissavo le chiappe ondeggiare, disegnando le traiettorie del piacere davanti a me, invitandomi quasi ad afferrarle il culo tra le mie mani vogliose.

Quel lunedì tra fogli e piacere

Così quel lunedì sera, mentre stava per chiudere il negozio ed io ero solo con lei, ho fatto di tutto per far sì che potesse muoversi provocatoriamente davanti a me: e così, lei stette al gioco, finché a un certo punto, mentre stava sistemando alcuni oggetti, le ho infilato la mano nella maglietta cercando le sue tette.

Serena mi guardò vogliosa, si lasciò fare, e iniziando ad eccitarsi, mi disse apertamente di scoparla qui, in cartoleria, nel retrobottega: lei chiuse il negozio, e quindi, mi guidò verso quella stanza che sarebbe rimasta per sempre nella mia mente.

Iniziai a strusciarmi a lei, sfregando il mio cazzo al suo bel culo: mi diventò duro in pochi istanti, e più sentivo il suo corpo in contatto con il mio, e più non resistevo all’idea di trombare con Serena su quel tavolo di legno, senza alcun pudore.
Si sollevò la maglietta, quindi levò il reggiseno, mentre io mi sbottonavo i pantaloni e mi sfilavo scarpe e mutande: quindi le afferrai il culo e mi misi a giocare, per poi svestirla in pochi gesti e guidandola al mio cazzo.

Me lo scappellò con voglia, lo leccò a dovere, lo fece scorrere tra le labbra e la lingua, e quindi me lo mise tra le sue tette, e mi fece subito capire quale fosse la sua voglia di scoparmi, massaggiandomi il cazzo tra quelle tettone irresistibili.

Le infilai quindi il mio indice nella figa, giocando a penetrarla con decisione, e lei volle che giocassi con il suo clitoride mentre le trapanavo la figa con le dita: le succhiai quindi il clitoride e la sentii svenire dal piacere, mentre mi diceva di essere ancor più deciso.

Per eccitarla ancor di più, le misi il mio pollice in culo, e la sentii lasciarsi letteralmente andare: era venuta senza freni, e squirtava soddisfatta, desiderando al di sopra di ogni altra cosa quel mio bel cazzo che lei riteneva veramente perfetto.

Nessuna tromba come Serena

Le dissi di scoparmi lei: e non si fece pregare. Mi sdraiai sul tavolo, con il cazzo in fuoco, e lei mi si sedette sopra, girandomi le spalle: quando vidi la sua figa sfregare sul mio cazzo, e quindi lentamente lasciarsi penetrare dalla mia cappella, mi fece perdere la testa.

Iniziò a scoparmi, e mentre faceva su e giù sul mio cazzo, con pollice e indice le allargai lo spacco delle chiappe, per assistere allo spettacolo del suo culo che si schiantava sul mio bacino a ogni penetrazione, e la sua figa incendiata che tratteneva il mio cazzo.

Quando poi lei risaliva fino in cima, mostrandomi la cappella che veniva risucchiata dalla sua figa, mi sentivo ogni volta venire: e la imploravo di scoparmi senza sosta, perché sarei voluto venire di fronte a uno spettacolo simile.

Così mente la sculacciavo, e lei mi fotteva a dovere il cazzo, sempre con le mie dita ad allargarle il culo, mi ha detto di metterle il pollice in culo: senza farmi pregare di più, lo misi dentro, e lei per tutta risposta mi scopò di colpo più velocemente e profondamente, facendomi venire.

Continuò a muoversi su e giù, lentamente, mente io mi riprendevo – ansimando piano – da quell’orgasmo indimenticabile: la guardai in faccia, lessi la sua soddisfazione negli occhi, e le dissi che mai nessuna mi scopò tanto bene in vita mia… Sorrise, mordicchiandosi le labbra, e si mise un dito in bocca: aveva ancora voglia di cazzo!

Cosa dice Marco di Macerata:

“Ci sono tipe che ti prendono subito, dal primo sguardo, e non riesci a dimenticarle nonostante tutto. Ecco io quando ho incontrato Serena per la prima volta, già sognavo di scoparmela. Alla fine poi è successo nel negozio, la cartoleria, di sua madre: certo non mi dispiacerebbe tornarci altre volte!”

Una cartolaia a dir poco troia, direte voi di me che sono la protagonista di questa storia erotica: eppure, quando la rileggo, mi eccito pensando a come mi ha sbattuto per bene lo stronzo che ha scritto questa storia di me e di lui… Però lo ammetto, rifarei tutto dalla prima all’ultima cosa 😀

Cosa ve ne pare di questo piacevole e trasgressivo racconto erotico vissuto nel negozio? Non è forse un’emozionante e coinvolgente storia tra amanti desiderosi di trasgressione?

Serena e la cartoleria di sua madre, di Marco di Macerata.

Prima edizione: gennaio 2015, by Atlantia Media.

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5 risposte a Serena e la cartoleria di sua madre

  1. Luca dice:

    Che culo trovarne una così vogliosa: mai una volta che sia capitata a me una fortuna simile 🙁

  2. Gian87 dice:

    A trovarla una cartolaia troia come quella!!

  3. Caliente dice:

    Questa qui doveva sbattere pure me sul tavolo per fottermi

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