Quanto era troia quella simpaticona di Linda

Una cassiera veramente eccitante

Facendo la spesa non molto lontano da casa mia, trovo sempre una tipa abbastanza eccitante in negozio: si tratta di Linda, una cassiera che si diverte sempre a raccontarmi storie abbastanza ridicole, anche perché in genere non c’è mai tanta gente quando io vado a fare la spesa. Talvolta, fa anche dell’ironia sulle cose che compro, oppure si lascia andare e mi chiede se io sia fidanzato con qualche ragazza, perché – lo dice scherzando – se non lo fossi, ci proverebbe con me.

L’altra volta, quando me l’ha chiesto, le ho detto che purtroppo sono single e che, anzi, mi piacerebbe conoscere qualche nuova persona: lei, scherzando, mi disse se volessi trascorrere una bella serata con lei, e io non tardai a risponderle, dicendole che la proposta mi sembrava particolarmente interessante e che la accettavo senza nemmeno pensarci di più, perché una tipa come lei non l’avrei trovata tanto facilmente altrove, pensai poi tra di me mentre le parlavo.

Già mi immaginavo di potermela sul letto e di trombarmela, magari facendola saltare per bene sul mio cazzo, e poi sfondandola da dietro, perché il suo culo mi sembrava abbastanza provocante: quando la vedevo andare a controllare i prezzi o le caratteristiche di prodotti che acquistavo, Linda sculettava allegramente, senza nascondere più di quel tanto la sua femminilità, che a me sembrava semplicemente qualche cosa di fantastico e desiderabile.

L’appuntamento era appunto fuori del negozio per le 20, quando l’avrei portata a casa mia, perché volevo prepararle una cena indimenticabile: quando mi presentai con l’auto sul posto, mi accorsi che era già lì, ed era abbastanza su di giri, perché aveva capito bene quali fossero le mie intenzioni per quella sera, soprattutto di fronte ad una tipa così interessante ed affascinante come lei, con quelle belle tette a portata di mano, che mi sembravano davvero irresistibili pure per il mio cazzo.

Così la feci salire in macchina e, mentre ci avviavamo verso casa mia, parlavamo del più e del meno, finché a un certo punto Linda mi chiese se volevo farlo con lei lì in macchina, come aperitivo, prima di arrivare a casa: io ero già eccitato all’idea di sbattermela, e quando le risposi di sì, lei sorrise e mi disse che aveva già capito che cosa volessi da lei, e che aveva immaginato già quanto potessi essere desideroso di farmi scopare dalla sua bocca, dalla sua e dal suo culo.

Dopo esserci seduti sui sedili posteriori, tirai fuori il mio cazzo e glielo misi subito in bocca, perché non chiedeva altro: il suo modo di succhiarlo, veloce e deciso, mi provocava a non finire, facendomi desiderare di sentire emozioni ancor più profonde, soprattutto mentre se lo sfilava dalla bocca, per passarselo tra le labbra socchiuse, proprio come avrebbe fatto con un calippo d’estate, per non perdersi nemmeno una goccia di quel piacere erotico così inebriante.

Non potevo quindi desiderare di più, quando a un certo punto, dopo averle detto di montarmi sopra a scoparmi, lei mi assecondò subito, montandomi sul cazzo: l’avevo di fronte a me, con quelle belle tettone che ciondolavano su e giù, mentre lei iniziava a farsi fottere la figa dal mio bel cazzo, duro al punto giusto e bello dritto, come un bel bastone che la stava impalando, regalandole delle emozioni a dir poco uniche, soprattutto mentre le mettevo le mani sulle chiappe per guidarla nel movimento.

Era una situazione a dir poco rilassante e piacevole, qualche cosa di indescrivibile, soprattutto perché lei ci metteva passione ed energia, e poi godeva, faceva “ooohhh sììììììììì, lo voglio tutto dentro”, e poi spingeva ancor di più, in un esercizio che non sembrava doversi fermare mai, mentre io assaporavo il bello di sentire la sua figa calda scoparmi il cazzo, regalarmi il piacere e il relax, la pace del mio cazzo mentre mi trombava in auto alla faccia di tutte le fighe di legno di questa terra.



Mi piaceva sentirla sopra di me, così disposta a concedersi per farmi godere, e attenta unicamente ad assaporare solo il meglio del sesso in quella macchina: così le misi pure un dito in culo, per farla eccitare ancor di più, e lei prese a scoparmi ancor più velocemente, mugolando e godendo “sssìììììììììì, di piùùùùùù….ohhhhhhhhhhh sììììììììììììì, lo voglioooooo….ohhhhhhh sfondami….godo… godo….goooooooodoooooooooooooooooo” come mai prima in vita sua, lasciandosi andare del tutto.

Continuò a cavalcarmi per qualche istante, mentre anch’io ero ormai prossimo a venire: poco prima di sborrare, lo tirai fuori e le imbancai tutta la figa con quel bel caldo seme, che lei non esitò a raccogliere con un dito, portandoselo in bocca. Poi mi guardò con quegli occhi vogliosi, e mi disse che aveva fame: dopo tanto sesso, l’appetito non le mancava. Così andammo a casa mia: e la serata sarebbe diventata interessante comunque pure lì…

Linda è davvero una gnocca senza pari: Antonello ha avuto una fortuna incredibile ad incontrarla e a potersi divertire con lei in quel modo, scrivendoci pure una storia erotica molto coinvolgente.

Quanto era troia quella simpaticona di Linda, di Antonello di Rimini.

Prima edizione: gennaio 2016, by Atlantia Media.

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Una risposta a Quanto era troia quella simpaticona di Linda

  1. Anonimo dice:

    troia e simpatica: cosa si potrebbe voler di piu’ dalla vita??

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