Erica voleva vendermi una penna

Una passione per la cartoleria

Non so perché, ma dopo essermi trombato alla grande quella strafiga di Serena, desideravo tanto scoparmi un’altra bella ragazza che lavorava in un’altra cartoleria, giovane e carina: si trattava di Erica, una venditrice molto carina e provocante con i suoi modi.

Un giorno, mentre ero entrato a vedere dei fogli ed altri prodotti, questa bella giovane mi venne incontro e mi parlò di alcune promozioni interessanti, tra le quali una che riguardava le penne, un oggetto che da sempre mi appassionava: e lei lo sapeva molto bene.

Così, quel giorno mi disse di seguirla per vedere meglio quali fossero le novità più interessanti: e mentre si muoveva con le sue ballerine di Gucci, notai che aveva un bel paio di pantaloni di pelle nera molto aderenti, che la rendevano irresistibile.

Non potevo fare a meno di guardarle il culo e lei se ne accorse: fu molto disinibita e non si fece troppi problemi nel dirmi che lo sapeva che le piacevo, e pure lei mi trovava interessante, e così mi disse che se avessi comprato una penna mi avrebbe scopato proprio in negozio.

All’inizio non seppi se credere alle parole di Erica, ma poi, quando la vidi passarsi un dito sui suoi pantaloni, toccandosi nello spacco delle chiappe, capii esattamente quanto potesse essere troia quella bella fighetta della giovane venditrice della mia cartoleria preferita.

Presi una delle penne più costose, e lei mi disse che mi avrebbe fatto toccare il cielo con un dito: subito, dietro ai ripiani del magazzino, mi sbottonò i pantaloni e se lo prese subito in bocca, giocandoci come fosse un dolce lecca-lecca da assaporare senza pensare ad altro.

Avevo già perso la testa…

Le sue labbra disegnavano improbabili rotte del piacere sulla mia cappella, e per quanto erano belle carnose, mi provocavano un piacere intensissimo, che in pochi minuti mi ha portato al culmine del piacere, facendomi sborrare un po’ nella sua bocca e, in parte, sulla sua faccia, schizzandola come una troia.

Mi disse che in negozio non avrebbe potuto fare di più, ma io, ero ormai troppo su di giri per resistere alla vista del suo culo provocante: così le dissi di farsi una bella trombata con me, ma lei mi rispose che prima avrebbe dovuto chiudere il negozio.

Chiuse la porta e abbassò in parte la serranda e, quindi, tornò da me tutta sculettando e guardandomi con una faccia da vera troia: le dissi che volevo scoparla fino a svenire, che la sua figa doveva diventare la pace del mio cazzo.



Così le presi le ballerine e i pantaloni, quindi il suo tanga, e lei si eccitava: tutto d’un tratto, si appoggiò alla scrivania, sdraiandosi dandomi le spalle, e si allargò figa implorando che il mio cazzo la facesse in due dal godimento.

E appena vidi quella bella figa davanti a me, non potei fare a meno di infilare il mio cazzo duro: il contatto con quella bella figa calda mi fece tirare un sospiro, Erica mi sentì, e mi chiese se mi piaceva scopare la sua bella figa stretta da dietro.

Le dissi che aveva trovato il mio punto debole: scopare da dietro, con quel bel culo da vedere davanti a me, e soprattutto con la sensazione del mio cazzo ben lubrificato dalla sua bella figa calda, mentre stantuffavo avanti e indietro.

Ero ormai pronto per venire

Lei continuò provocarmi e, quindi, si rialzò e mi propose di scoparmi lei alla doggy Style: le infilai dentro il cazzo, e la spronai a fottermi. Lo faceva talmente bene che ormai, ad ogni colpo rumoroso del suo culo contro la mia pancia, mugolavo dal piacere.

Mi eccitava talmente tanto che, a un certo punto, le ho allargato il buco del culo e, quindi, le ho separato anche le chiappe per gustarmi quel rilassante momento di piacere: iniziai a respirare sempre più affannosamente e lei, per tutta risposta, rallentò il ritmo della scopata, facendomi gustare ogni penetrazione con lentezza, mostrandomi le sue labbra che scivolavano sulla mia cappella fino ai miei coglioni.

Mi sentii il cazzo rimpicciolirsi dal piacere e, quindi, non mi trattenni e sborrai abbondantemente nella figa di Erica, che a quel punto si adagiò sulla tavola soddisfatta…

 Un messaggio per la community da Marco di Macerata:

“Quando ho conosciuto questa ragazza, mi ha subito attratto: un po’ come è successo con un’altra protagonista delle mie trombate memorabili. Si chiama Serena, e ho parlato di lei nel mio altro racconto – Serena e la cartoleria di sua madre: anche in quel caso, mi son proprio divertito e ho goduto come un riccio. Ciao a tutti e… buone scopate!”

Bravo il nostro Marco, che in cartoleria si è divertito per bene con la sua trombamica ideale: un racconto erotico così spontaneo non poteva mancare nella nostra community

Erica voleva vendermi una penna: di Marco di Macerata.

Prima edizione: aprile 2015, by Atlantia Media.

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Una risposta a Erica voleva vendermi una penna

  1. Erika dice:

    Ciao, dalla descrizione che dai nella storia mi sembra che ti stia ispirando a me…non sei per caso venuto nella cartoleria dove lavoro io???

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