Una indimenticabile sosta in autostrada

Viaggiavamo da tre ore senza sosta

Durante il week-end, in compagnia di un’amica ci siamo concessi un po’ di svago in una città d’arte, ma per raggiungerla, ci abbiamo messo qualche ora di auto: e durante il viaggio, tra una storia e l’altra, sembrava che non dovessimo più raggiungere la nostra destinazione, e tra l’altro, senza aver fatto nemmeno una sosta in tre ore, con lei che raccontava di tutto e di più, mi sembrava di essere sul punto di scoppiare, anche perché lei era abbastanza nervosa (senza che ne sapessi il perché).

Mentre il viaggio continuava, tra un discorso e l’altro, quella strafiga di Giulia mi sembrava che non ne potesse più di attendere e che avesse proprio voglia di arrivare alla nostra meta: forse anche per questa lunga attesa, lei era diventata un po’ nervosa, ma poi, in fin dei conti mi diceva di non badarci, che era proprio un suo modo di fare, e che non riusciva per nulla al mondo a trattenersi dall’esprimere questa sua natura, e che mai avrebbe voluto esagerare con le parole durante il nostro viaggio.

Io le dissi che non c’era bisogno che si scusasse, perché la sua presenza durante la nostra trasferta per me era qualche cosa di molto piacevole, considerando come andavamo d’accordo e, soprattutto, come c’era sempre un buon motivo per scherzare e ridere insieme: e quando finalmente le proposi di fare una sosta in un’area a metà strada, dove si poteva parcheggiare un attimo l’auto e andare a fare una pisciata, lei mi disse che era proprio una buona idea, e che potevamo fermarci.

Avevo bisogno di un break così rilassante

Dopo circa tre ore, quindi, potevo finalmente fermarmi un attimo e lasciare da parte lo stress che, fino a quel momento, si era fatto abbastanza sentire durante il viaggio: avevo bisogno di lasciarmi un attimo alle spalle tutte le chiacchierate e quelle cose dette, e così, mi avviai verso il cesso per farla, e non mi accorsi che Giulia mi stava seguendo, in modo silenzioso, e quando arrivai sul punto di aprire la porta per entrarci, lei me la richiuse alle spalle, sorridendo e scherzando con me.

E mi disse “dai, fammi vedere come pisci, voglio proprio vederti con l’uccello in mano” e io le dissi “beh piscio come tutti, no?!” e quindi, mentre la stavo facendo, vidi che lei si inginocchiò, e poi, mi diede una leccata alle palle, e mi guardò con quegli occhi pieni di desiderio, e con uno sguardo che mi faceva ben comprendere quelle che potevano essere le sue intenzioni per quello che riguarda il seguito “dai, lo so che ti piacciono i pompini, adesso te lo prendo in bocca e poi vedi.”


Finita la pisciata, nemmeno troppo agevolmente, Giulia si prese in bocca il cazzo, e iniziò a succhiarmelo: sembrava che volesse stapparmi la cappella, per se la infilava, la stringeva tra le labbra e, poi, con la mano la faceva scivolare fuori dalla sua bocca, rumorosamente, e poi rideva e mi guardava, dicendomi “sono la tua troia, dai, dopo che ti ho rotto i coglioni, finalmente, te li svuoto anche” e riprese a ingoiarsi il cazzo, con suoni fin troppo eccitanti, e spompinandolo come un giocattolo.

Le piaceva lavorare di bocca, e poi, con quelle labbra e quella lingua, lei sembrava davvero che sapesse esprimere tutta la sua troiaggine in quel modo: e a me piaceva tantissimo, al punto che poi le spingevo la testa a me, per farle ingoiare tutto, e non si tirava indietro, per nulla, anzi si faceva entrare fino alla gola il mio cazzo, perché lo voleva sentire tutto suo, e io, non potendo fare a meno del suo modo di spompinarmi, la prendevo anche per i capelli, perché ci mettesse ancor più passione.

Giulia godeva, le piaceva farlo così, spinto, e quando lo tirò fuori dalla sua bocca, bello pieno di saliva, mi disse che ora lo voleva in figa, che non potevo non soddisfarla: si rialzò, e piegò a novanta gradi, sistemando i suoi gomiti sul lavandino, e io dietro di lei, lo feci entrare in quella meravigliosa fighetta con un colpo secco, levandole il respiro per qualche istante e, poi, facendoglielo tornare di nuovo, vedendola eccitarsi sempre più, senza che si controllasse ormai oltre.

Le piaceva sentire il cazzo dentro da dietro, e io mi eccitavo di fronte a quel bel culo, e mentre la trombavo, perché volevo vedere il mio cazzo entrare nella sua figa, le allargavo proprio le chiappe per godermi quel magnifico panorama, e godevo di brutto sentendomi risucchiare in quel bel buco caldo e bagnato, quel luogo pieno di piacere dove non ci poteva essere spazio che per il mio bell’uccello voglioso, e per quella mia cappella gonfia di voglia di godere.

Le sbattevo anche i coglioni praticamente contro le grandi labbra della figa, mentre la scopavo, e mi accorgevo sempre più che stava perdendo il controllo per come ansimava: non poteva resistere al cazzo, il suo punto debole era proprio quello di essere trombata da dietro, presa da dietro in quel modo, senza lasciarle alcuna speranza, e trombandola senza sosta per un bel po’, senza che lei riuscisse ad opporre resistenza a quel piacere così travolgente.

La scopavo e godevo, mi eccitavo sempre di più, e di fronte a me vedevo quel bel culo ben sbattuto, che era aperto in due dal piacere, come la sua figa rovente: e poi, sotto le mie spinte, finalmente Giulia si lasciò andare in un lungo orgasmo pieno di piacere, che la fece fremere tutta, e poi, la fece pure rilassare per bene. Si lasciava ancora trombare dal mio cazzo, mentre spingevo, e io non potevo fare a meno di quella figa, che rappresentava per me la pace dei sensi (e del mio cazzo).

Continuai a spingere forte, e poi, finalmente mi sentii pronto a venire: lo tirai fuori, le sborrai per bene sul culo e, poi, una volta svuotati i coglioni della sborra, glielo rimisi dentro per un po’, perché volevo godere ancora della sua bella figa calda ed accogliente, trombandola per qualche istante, per poi tirarlo fuori del tutto e farglielo leccare. Giulia era una vera troia, soddisfatta e riappacificata dopo tutto quel piacere: e così, rilassati, ritornammo in auto per proseguire il nostro viaggio…

Una sosta è sempre un buon momento per trasgredire: e Patrick l’ha scoperto subito, assaporando tutto il fascino di una trombamica meravigliosa, protagonista del suo racconto erotico amatoriale.

Una indimenticabile sosta in autostrada, di Patrick di Genova

Prima edizione: Giugno 2016, by Atlantia Media.

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