Tutto dentro da dietro sul lettino

Una breve parentesi di relax al mare

Il lavoro, nelle ultime settimane, si è fatto sempre più impegnativo e duro, anche a causa di alcune persone che, con il loro modo di fare, mi sembravano quasi più interessate a scassare le palle che non a dare una mano: tra queste non c’era, per fortuna, una mia collega ed amica, Vale, che di tanto in tanto veniva in ufficio per darci una mano e, anzi, la sua presenza mi rallegrava sempre, perché da una parte mi deliziava un po’ la vista e, dall’altra, mi alleggeriva la giornata.

Pure lei, nel parlare con me negli ultimi giorni, ha avuto modo di notare come alcuni colleghi fossero diventati davvero insopportabili, forse anche a causa del fatto che lo stress riversato dal capo non era poco: nel parlare con me, Vale mi diceva che aveva proprio bisogno di una pausa, di un veloce break, per cercare di ritrovare le energie per non farsi sopraffare da questa gente pallosa, sempre pronta a rompere le palle senza che ce ne fosse davvero bisogno per lavorare meglio.

Durante una pausa, poi, davanti ad un bel caffè e tirando un po’ il respiro, le ho proposto di andarcene per almeno due giorni al mare, per lasciarci un attimo alle spalle tutte queste noie: come me, neppure lei aveva alcun tipo di impegno sentimentale, o almeno così avevo sempre saputo, e difatti, dopo avermi chiesto quale potesse essere la destinazione, mi ha convinto ad andare da un’altra parte che conosceva lei, un posticino carino sulla Riviera, dove distenderci un po’ i nervi.

Lo voleva tutto dentro sul lettino

Dopo esser partiti quel venerdì appena conclusa la giornata lavorativa, verso l’ora di cena, eravamo quasi arrivati in quel bel posto al mare, una piccola cittadina in cui ritrovare finalmente un po’ di tranquillità, e dimenticarci di queste giornate lunghe ed intense: non era ancora completamente scuro, quella sera, e tra una cosa e l’altra, il bagno in cui avevamo prenotato l’ombrellone e i lettini, aveva organizzato un piccolo party, al quale c’era un po’ di gente in cerca di tranquillità come noi.

Dopo aver lasciato le valigie al volo in albergo, infatti, approfittando del bel tempo e del caldo, ci siamo subito precipitati a respirare un po’ di quell’aria salmastra, bevendo e mangiando qualcosina, mentre un po’ di musica dal vivo allietava quella splendida serata al mare, durante la quale non sembrava vero di riuscire a recuperare un po’ di energie, rilassandosi in quel momento della serata in cui, non essendo ancora tramontato completamente il sole, c’era un’atmosfera magica.


Vale era davvero su di giri, in quel costumino rosso, che le metteva ben in evidenza quelle chiappe da divorare, da stringere con passione, e magari, pure da fottere a dovere con una bella scopata anale, perché quello era proprio il mio sogno, trombarmi questa fighetta da dietro: lei mi vedeva allegro e spensierato e, poi, in costume, da un momento all’altro, a forza di fissarle il culo, ebbi un’erezione, e voltandosi casualmente, mi guardò con il cazzo bello in tiro, che non aspettava altro che pace.

“Vuoi trombarmi, eh?! Ti basta guardarmi il culo per fartelo diventare duro?! Dai, vieni un po’ con me, appartiamoci là in fondo, non ci vedrà nessuno mentre lo faremo!” e, così, prendendomi per mano e guardandomi negli occhi con quell’aria maliziosa, Vale mi stregò letteralmente, e mi fece venire voglia di assaporare la voglia di trombarla, meglio ancora proprio in quella magica nottata in spiaggia, che mi sarebbe rimasta nella mente per un bel po’ di tempo.

Lei si sdraiò su quel lettino, e si scostò il costumino dalla fighetta: era già un po’ bagnata, ed aveva voglia di cazzo, e mentre la guardavo, mi rendevo conto di come potesse desiderarmi, come non vedesse l’ora di sentire dentro di sé la spinta vogliosa di un bel maschio in cerca di piacere. Prima di trombarla, infilai la mia faccia tra quelle belle gambe, e la lingua iniziò a stimorla, per farla eccitare, tant’è vero che lei iniziava a mugolare e a desiderare di più.

Vale si eccitava, mi diceva di leccarla di più, di andare dentro, e poi di fotterla, perché non ne poteva più di aspettare: mi sistemai sopra di lei, e tirai fuori il mio bell’uccello duro e lungo, dopodiché, lo infilai dentro la sua figa, eccitandomi, mentre andavo dentro e mi appoggiavo a lei, godendo, ansimando per com’era bella bagnata, e la mia cappella riusciva così a scivolare fino in fondo, ben lubrificata, in un’esplosione di piacere che sembrava destinata durare a lungo.

Continuai a spingere, e mentre ci sbaciucchiavamo trombandoci, mi eccitavo sempre di più, spingendo sul suo bel culo, con voglia, perché dovevo entrare di più in lei, e volevo sentirla eccitarsi: Vale era sempre più rapita da quel momento di godimento, ansimando pian piano, perché non voleva farsi sentire, e poi, mi disse “dai, ti prego, inculami: lo voglio tutto nel culo, scopami da dietro!” e io, non mi feci pregare due volte, mentre infilavo le mie dita nella sua bella fighetta per eccitarla.

La masturbavo intensamente, mentre spingevo il mio cazzo nel suo culo, e mi sentivo ormai rapito dal piacere, quasi stravolto da quel bel culo che avevo davanti a me, e che schiaffeggiavo mentre spingevo dentro il mio uccello, perché volevo sentirmelo ben fottuto, volevo venire dentro di lei, e lasciarmi stravolgere da quelle emozioni che sarebbero senz’altro state davvero travolgenti, anche perché pure lei iniziava a mugolare e a desiderare nuove sensazioni forti.

Lo spinsi ancor di più dentro di lei, cercai il suo culo, perché volevo proprio assaporarlo, e le dissi che era davvero la mia troia, la mia meravigliosa ed inimitabile puttana, pronta a darmi pure il culo per farmi godere su quella spiaggia: e quindi, spingendo ancor di più a fondo, finalmente arrivai al punto che non potevo più trattenermi, e sparai letteralmente la mia sborra dentro il suo culo, sentendola eccitarsi “ahhhh sììììì vienimi dentro, sìììì, riempimi il culo, oohhhhhhh”.

Attorno a noi, mentre avevamo raggiunto un orgasmo indimenticabile, la festa continuava: schiamazzi, musica e bevute la facevano da padrone, mentre io tiravo fuori il mio cazzo ben fottuto dal suo culo, e continuavo ad osservarle il culo, schiaffeggiandolo, e dicendole “che culo magnifico, dovrebbero scolpirlo se non esistesse!!” e Vale, ridendo, “scemo, ti piace eh?! Te lo farò fottere tutte le volte che vorrai….”

Armando, te la sei proprio spassata con questa gnocca: gliel’hai messo dentro da dietro, e il tuo racconto erotico ci dimostra quanto hai goduto.

Tutto dentro da dietro sul lettino, di Armando di Sesto San Giovanni

Prima edizione: Maggio 2016, by Atlantia Media.

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Una risposta a Tutto dentro da dietro sul lettino

  1. teo dice:

    Racconto bellissimo e molto eccitante

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