Lorena trombava come una troia

In vacanza si trasformava davvero

Quando ho conosciuto per lavoro Lorena, mi sono fatto un’idea piuttosto chiara di quella che fosse l’indole di questa tipa: una donna simpatica e piacevole, ma altrettanto, riservata e piuttosto pudica, attenta a non essere mai provocante nel suo modo di porsi e di vestirsi, risultandomi una tipa con la quale avrei potuto sempre lavorare bene, senza purtroppo riuscire ad andare un po’ più in là. In realtà, mi sbagliavo: e col passare del tempo, me ne sono accorto sempre di più.

Prendendo confidenza con me, e parlandomi un po’ dei fatti suoi, pian piano sono riuscito a rompere il ghiaccio e a conquistare la sua fiducia, e cosî, venendo a sapere che era appena uscita da una storia piuttosto importante, in modo poco piacevole, ho avuto quindi la possibilità di iniziare a frequentarla un po’ di più, invitandola anche a mangiare insieme, sia durante la pausa pranzo sia un paio di volte anche per cena, sempre in un localino piuttosto simpatico dove si mangia bene.

Così, una volta arrivata l’estate, le ho quindi domandato che cosa avesse in programma di fare per le vacanze: e mi disse che, siccome non aveva ancora pensato ad un posto dove andare, e neppure aveva una compagnia con cui andarci, voleva sapere che cosa facessi io. Le proposi quindi delle ferie in Italia, magari in una delle due isole maggiori, perché potevano offrire un ambiente piacevole in cui spendere del tempo in modo soddisfacente, assaporando anche qualche specialità.

Lorena ha raccolto la mia proposta e, quindi, verso gli inizi di luglio siamo partiti in vacanza insieme: e devo dire la verità, sin dalla prima giornata trascorsa in ferie con lei, mi sono accorto di come lei fosse proprio tutta un’altra persona rispetto a quella che si vedeva in ufficio. Disinibita, pronta anche a scherzare con doppi sensi e via dicendo, era una compagnia a dir poco eccezionale, una di quelle che mai e poi mai – da quanto faceva trasparire in ufficio – avresti mai detto fosse tanto piacevole.

Il top la raggiungemmo la prima sera di vacanze: eravamo sul balcone della casetta presa in affitto per l’occasione e, dopo aver bevuto un po’, eravamo tutt’e due talmente brilli che non ci reggevamo più in piedi. Scherzando, mi son sistemato sulla sdraio e, lei, mi si è accovacciata sopra, guardandomi negli occhi e ridendo, finché a un certo punto è partito un bacio tra di noi, che è diventato qualche cosa di più intenso quando l’ho accarezzata alla faccia e lei ha fatto altrettanto.

Siamo finiti a limonare su quella sdraio, mentre io pieno di voglia, le ho messo le mani sul seno, stringendolo: lei era già abbastanza partita ed eccitata, perché non si oppose a quanto stavo facendo e, anzi, iniziò a sfiorarmi il cazzo, mettendo poi la mano nei boxer, e prendendo a scappellarmelo con le sue dita, in un gioco che ormai era diventato il preludio a qualche cosa di più spettacolare, una meravigliosa scopata con Lorena su quella sdraio, nel bel mezzo della sera.

Una volta sfilato il suo bikini, e lei levatatimi i boxer, iniziammo a divertirci con un bel 69: senza che qualcuno potesse vederci, giacché il balcone aveva la balaustra murata, potemmo dare libero sfogo alle nostre fantasie, iniziando a leccarci e a succhiarci vicendevolmente la figa e il cazzo, con un’esplosione silenziosa di piacere che, poco dopo, emerse in maniera chiara quando lei mi incitò a farla godere di più, perché voleva venire in quei meravigliosi preliminari infuocati.

Non mi feci pregare, e cominciai a darci dentro sul serio con le leccate e le succhiate, mentre la mia mano iniziava a muoversi su di lei, masturbandola a dovere: Lorena non si tratteneva ormai più, e pian piano, il suo gemere mi divenne udibile, anche se non si mise a gridare. Il suo godimento era tale che io, ormai, non vedevo l’ora di sentire la sua figa esprimere tutto il suo piacere: si bagnava, diventava sempre più rumorosa, e i suoi movimenti erano sempre più dettati dal piacere.

Non ne poteva ormai più, e quando la mia lingua e le mie labbra iniziarono a succhiarle il clitoride, tutto ciò divenne più che mai chiaro: gemette e si lasciò andare del tutto, soddisfatta, perché ormai era venuta. A quel punto, quindi, si dedicò un po’ al mio cazzo, spompinandolo con passione, e poi, mi disse che era tempo di trombare: mi montò sopra e si guidò il cazzo nella figa, facendomi godere subito come un riccio, quando il mio membro infuocato entrò nella sua intimità.

La sentivo muoversi agilmente su di me, sempre più in fretta, sbattendo il suo bacino su di me rumorosamente: poi iniziò a rallentare, quindi, si alzò e si voltò, scopandomi come un’amazzone vogliosa, sempre più rumorosamente e piacevolmente. A un certo punto, mi stupì ancor di più, guidandoselo sull’ano: e con un movimento delicato, lo fece scivolare dentro di lei, facendomi godere incredibilmente in quel momento di piacere che era davvero troppo bello.

Lorena era un po’ dolorante, ma tra un sospiro e l’altro, continuava a montarmi sopra: poi se lo sfilò di nuovo, e tornò a fottermelo in figa, con lo stesso vigore di prima, mentre il mio ansimare si faceva sempre più deciso. Senza che potessi esigere altro, probabilmente accorgendosi che ero pronto a venire, si levò il cazzo dalla figa e se lo mise in bocca, spompinandolo avidamente, con una voracità mai vista in una donna: mi fece spruzzare sborra da tutte le parti, vedendomi soddisfatto come mai…

Grande Lorena, non fermarti mai, godi e fai godere come soltanto sai fare tu: e bravo Giovanni, il nostro autore di racconti erotici, pronto a regalarci una storia avvincente.

Lorena trombava come una troia, di Giovanni di Roma.

Prima edizione: gennaio 2016, by Atlantia Media.

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Una risposta a Lorena trombava come una troia

  1. salvolicca dice:

    Belle troie da sfondare

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