La venditrice hot

Quella venditrice mi faceva accendere il cazzo con le sua voglia di trasgredire

Quel giovedì pomeriggio non avevo molto da fare: dopo aver sbrigato le ultime faccende in ufficio, me n’ero andato a casa prima, e volendo fare un po’ di shopping con i saldi, me ne sono andato al mio negozio di sport preferito. C’era parecchia roba interessante in sconto e, tra un giro e l’altro a vedere gli scaffali, ero proprio finito su alcune racchette ed altri accessori che mi sembravano davvero un’occasione troppo ghiotta per i miei acquisti.

Dovevo cambiare da un po’ di tempo la mia racchetta e, così, aggirandomi tra gli oggetti del mio sport preferito, il tennis, non ho potuto fare a meno di prendere in mano una splendida Babolat, che mi sembrava davvero perfetta per le mie esigenze: dato che la stessa aveva un bollino strappato, che non permetteva di capire quanto fosse lo sconto, mi sono deciso a chiedere informazioni più dettagliate ad una venditrice poco distante.

Questa ragazza mi sembrava abbastanza presa dai suoi pensieri, quasi come se non fosse completamente lì ad ascoltarmi. Il suo viso, così simpatico e solare, mi sembrava in realtà interessato a ben altro al di là delle mie parole: così, le chiesi conferma che davvero si trattasse di quello sconto che io avevo pensato potesse essere e, lei, per tutta risposta – ridendo – mi disse che in effetti a qualcuno non doveva essere piaciuto il bollino.

Quell’etichetta sembrava strappata e, lei, per sincerarsi che effettivamente lo sconto fosse quello, decise di chiamare una sua collega. Al telefono, la tipa le rispose che, in effetti, era tutto giusto. Quindi girandosi verso di me, mi disse che non mi ero sbagliato e, quindi che avrei potuto acquistare quella magnifica racchetta ad un prezzo davvero sensazionale, facendomi intendere che pure lei amava il tennis.

Un’emozionante pausa all’insegna del godimento

Le chiesi quindi se giocasse, e lei mi disse “sì, non sono bravissima, ma mi piace questo sport” e io di rimando le dissi “e dove giochi?” e lei “poco fuori Milano, in un bel posto” e io “cosa ne dici se facessimo una bella partita insieme?” e lei “beh, dovremmo vedere se non sei troppo bravo per me” e io le dissi “ma a me piace giocare e divertirmi, poi se vinco è un altro discorso…” e lei “ah beh, allora questo è il giusto spirito…”

Quindi le dissi “comunque Nadia sei davvero simpatica, sai?” e lei “grazie, e tu come ti chiami?” e io di rimando “sono Paolo, piacere di conoscere una bella tennista” e lei sorrise di rimando. Già da quando aveva chiamato la sua collega, non avevo potuto fare a meno di fissarle quello splendido culo, ben inguainato da quei pantaloni da ginnastica attillati, neri, che la rendevano a dir poco perfetta al mio occhio esigente.

Per avere un culo così bello, evidentemente, doveva essere tutt’altro che una scarsa tennista come lei si definiva: la preparazione fisica doveva essere buona. Quindi le dissi “ma mi sembri davvero fin troppo in perfetta forma per non essere brava a tennis” e lei mi rispose “facciamo così, domani andiamo a farci una bella partita insieme, che ne dici? Così cominciamo il week-end alla grande e ci divertiamo insieme.”

La proposta mi piacque e, senza pensarci due volte, le presi la mano e le dissi “non vedo l’ora di scendere in campo con te” mentre lei in quel momento, guardandomi con quegli occhioni dolci, si guardò e mi disse “che ne dici se ora andiamo a divertirci insieme in cabina? Tanto non c’è nessuno in giro, quindi possiamo lasciarci andare… Mi copre la mia collega, eccola là, vedi?” e io “non vedo l’ora di sentirti mia, Nadia!”

Appena entrati in cabina, si inginocchiò davanti a me e volle il cazzo, tutto per lei, succhiandolo avidamente, ciucciandolo con quell’energia che poteva avere soltanto una gnocca che, da stamani, aveva voglia di essere soddisfatta e di farlo in un posto unico come quello. “Ti piace come te lo ciuccio, eh?! Dillo che non vedi l’ora di assaggiare la mia figa, dillo” e io “non vedo l’ora di scopartela come se non ci fosse un domani, gnoccona.”

Dopo avermi spompinato per bene, si sollevò, quindi abbassò i pantaloni, e mi fece sedere sulla panchinetta “dai, ti vengo sopra io, da dietro, e vedi come sborri in fretta con la mia figa vogliosa” e poco dopo si lanciò letteralmente di peso sul mio cazzo, facendolo affondare in quella meravigliosa fessura del piacere, ormai allargata a dovere dalla mia cappella e dal mio membro, letteralmente infuocati dal tanto godimento con lei.

Nadia gemette piano piano, sotto voce, trattenendosi a fatica mentre sentiva il cazzo come uno stantuffo rovente dentro di lei, mentre saliva e scendeva da quella mazza vogliosa e dura, che ormai non poteva che soddisfare se non con quella sua bella fighetta calda e bagnata, che si prendeva cura del mio desiderio, disegnando sul mio membro tutte quelle fantasie che solo un’amante così disinibita e vogliosa poteva darmi.

Le presi quelle meravigliose natiche tra le mani, e quindi, la guidai su di me, voglioso, godendo ed ansimando sotto voce, mentre lei cavalcava e ne voleva sempre di più, bagnandosi ed eccitandosi ad ogni discesa e risalita, che stava diventando sempre più goduriosa ed irresistibile, anche per un cazzone duro e rovente come il mio, che ormai era pronto a squagliarsi in una sborrata memorabile grazie a quelle sue spinte erotiche.

Nadia continuò così a scoparmi, mentre le stringevo anche le tette, e mi eccitavo sentendola godere con me, lasciarsi andare con me in quella cabina. Qualche istante dopo, mi lasciai andare e, finalmente, le sborrai dentro svuotandomi i coglioni e ansimando piano piano, con lei che ormai era un lago di piacere, essendo pure venuta.

Ecco quindi che sopraggiunse pure Samantha, la sua collega, che arrivò a bisbigliare alla tenda “Nadia, avete finito? Guarda che tra poco inizieranno a cercarti le altre…” e lei “Sì, Samy, grazie…ci siamo fatti una scopata magnifica…” Ci baciammo, la strinsi forte a me, e ci scambiammo il numero di telefono: e per il giorno dopo, eravamo già pronti a replicare, dopo la nostra intensa partita di tennis…

In quel negozio doveva proprio esserci un’atmosfera unica, considerando quanto hanno goduto insieme questi due amanti in cerca di soddisfazione erotica bella spinta.

La venditrice hot, di Paolo di Milano

Prima edizione: luglio 2018, by Atlantia Media.

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