La matura

Quella donna matura voleva un uccello duro

A quella strafiga di Sonia, non serviva molto per riuscire a conquistare un uomo – soprattutto più giovane di lei – per poi riuscire a portarselo a letto e ad assaporare in maniera decisamente indimenticabile i momenti più belli di trasgressione, quelli più piccanti, in compagnia di giovani prede che, nel pieno della loro freschezza, non mancavano di offrire i loro membri infuocati alla sua fighetta sapiente, capace di solleticare i loro desideri.

Con quel suo aspetto da quarantenne vogliosa e piena di desiderio,con un corpo in piena forma e curato, capace di trasmettere il desiderio unico di vivvere la vita all’insegna del godimento, senza perdere nemmeno un istante, Sonia amava farsi schiaffeggiare impietosamente il culo, arrivando persino ad implorare il suo amante di turno di usare la massima carica, per riversare su di lei la massima voglia di godimento, assaporando ogni istante come fosse veramente l’ultimo.

In genere, la vedevi scendere in giardino sempre vestita in modo provocante, avendo cura di utilizzare delle tute belle strette, al punto giusto da mettere in risalto le sue forme esplosive, a partire da un seno generoso e, soprattutto, con quelle belle cosce e quel culetto in perfetta forma che sembrava si allenasse ogni giorno per essere sempre provocante al punto giusto, per farsi mangiare prima con gli occhi e poi con il cazzo, proprio come una vera cougar assatanata.

Considerando poi come si lasciava prendere pure la mano durante i momenti di eros, era impossibile resisterle: la sua lingua e la sua bocca si trasformavano in qualche cosa di indomabile, perché si lasciava andare e voleva davvero conquistare il membro del suo amante, rendendolo uno strumento di piacere pronto a sfondarla al meglio sia in figa sia in culo, proprio perché a lei piaceva assaporare il cazzo sia davanti sia dietro. E quando è toccato a me scoparla, mi sono lasciato fare di tutto da questa stragnocca vogliosa di trasgredire.

L’occasione per vivere questa esperienza magnifica si è presentata, così per caso, mentre durante un giorno di inizio mese, Sonia stava prendendo un po’ di fresco, da sola, sulla panchina del giardinetto: era lì che leggeva una di quelle riviste da quarantenne desiderosa di restare sempre aggiornata sulle ultime storie narrate e, magari, anche alla ricerca di segreti per rendere ancor più piccante la propria vita senza perdere di vista il godimento, vero e proprio punto di riferimento per ogni donna desiderosa di restare giovane.

Sonia era lì che leggeva e, vedendomi scendere i gradini, si è distratta un attimo dalla sua lettura e, salutandomi con un sorriso pieno, mi ha chiesto come andasse, distogliendo l’attenzione dalle storie di gossip che probabilmente stava leggendo, immaginandosi probabilmente pure lei di giustiziare qualche nuovo cazzo – il mio in particolare – anziché limitarsi a leggere degli exploit vissuti dagli altri.

Aveva uno sguardo da vera troietta vogliosa, e mentre i suoi occhi cercavano di osservare bene da vicino il mio uccello voglioso, io mi ero sentito prendere da un brivido di desiderio, con il cazzo che mi si stava raddrizzando nei pantaloni, in modo tale da poter essere ben visibile ai suoi occhi: e il rigonfiamento dei pantaloni era la massima dimostrazione di come fossi desideroso di farmi fottere da lei, e accorgendosi di ciò, Sonia si è data un morso al labbro, quasi come se non potesse più trattenere il desiderio di trasgredire, quella voglia di assaporare il piacere erotico da un momento all’altro, lasciandosi coinvolgere da me in qualche gioco focoso.

La matura sapeva bene cosa voleva

Senza che le potessi dire nulla, guardandomi con quella sua aria da vera vogliosa, Sonia gettò uno sguardo su di me e, quindi, mi disse tra i denti “che ne dici di venire a farmi una visita a casa? Ci beviamo qualcosa, stiamo un po’ insieme e poi…”  e io a quel punto le dissi “e poi mi trombi come se non ci fosse un domani?!” e lei rispose “ecco, vedo che non hai capito un cazzo: ma perché mi hai presa?!” e io le dissi “hai ragione, vuoi che ti sfondi come se fossi una troia in calore!” e Sonia di rimando “ecco, adesso hai capito: allora andiamo?!” e con quella sua determinazione eccitante, mi prese per mano guidandomi a salire le scale in sua compagnia.

Giunti davanti alla porta di casa, mi guardò e disse “ma ce l’hai già duro?!” e io “sì, non vedo l’ora di fotterti, sei troppo figa” e lei disse “allora andiamo subito in balcone, è più eccitante spassarsela lì” e io mi misi dietro di lei, che nel frattempo allungando le mani mi aveva preso il cazzo tra le sue dita, eccitandosi “mmmm, che bel cazzone, adesso me lo gusto tutto e ti faccio vedere io come sono brava”, accarezzando la mia cappella tra le sue dita sottili e vogliose, che si infilavano alla scoperta di un mondo fatto di piacere, dicendomi quindi “dai, tiralo fuori che te lo lavoro io per bene” roteando vogliosamente la sua lingua tra le labbra.

Levandosi velocemente la sua tuta, e guardandomi con quell’aria vogliosa, Sonia mi ha mostrato il suo culo magnifico, dicendomi “cosa ne pensi, non è perfetto?!” dopodiché, me l’ha messo letteralmente in faccia, mentre io con la mia lingua e le labbra giocavo ad esplorarlo tutto, desideroso di assaporare la bellezza di un corpo meraviglioso come il suo, che non poteva che tentarmi nella sua perfezione. Quindi, girandosi verso di me, mi ha detto “e della mia fighetta cosa ne pensi?! Non è tutta da adorare pure lei?!” e io le dissi “sì, è tutta da mangiare, per quanto è bella” e mi lasciai andare a leccarla, a goderla tutta, a stringerla tra le mia labbra provocandola con passione, con quel desiderio di vivere l’eros in tutta la sua naturalezza unica, quella capace di offrire sensazioni indimenticabili.

Sonia a quel punto, notando il mio cazzo sempre più duro, mi disse “me l’hai leccata abbastanza, adesso ti sei meritato di godertela tutta, di sentire come ti può far impazzire, non appena lo metti dentro” al che, io, levandomi velocemente i pantaloncini e insieme anche le mutande, non vedevo l’ora di sentirla sopra di me, di lasciarsi fottere piacevolmente dalla mia candela infuocata. Sonia con la mano sinistra me l’ha preso all’altezza delle palle e, con la destra, si è allargata la sua fighetta, giocando ad appoggiarsi piano piano, finché poi si è lasciata andare e l’ha fatto entrare tutto dentro di lei, sospirando vogliosa “ahhh sì, avevo proprio voglia di un bel cazzo duro e caldo come il tuo, uhhhh, che bello, siiii….mmmm, me lo fotto tutto” mentre io gemevo sentendo la sua fighetta calda e bagnata inghiottirsi il mio membro.

Si lasciava andare su e giù, appoggiando le sue mani sulle mie spalle, e divertendosi in quella posizione, mi diceva “ti rilasso, ehhhh?! Dimmelo che sono la tua troia e che ti piace come ti scopo, dai, dimmelo!” e guardandola le dissi “siiii, troia, continua così che se la mia puttana, fammi vedere come mi fai godere, dai, fottimi, anche con il tuo culo da troia” e lei “ahhh si, ohhhhh, fammelo arrivare nello stomaco il tuo cazzo, siiiii, daiiii” e si spingeva sempre più con il suo peso su di me, godendosi il mio cazzo in fiamme, finché le dissi “dai, dammi il culo troia, dai, fammi vedere che mi scopi con il tuo culo” e lei “siii, adesso te lo do, sfasciamelo pure!”

Si sollevò leggermente, si sputò a più riprese sulla mano destra, spalmò la saliva sopra, e poi, di nuovo, sulle dita, e se le infilò leggermente sul culo, per poi di nuovo sputare e riempirmi la cappella della sua saliva, prima di lasciarla entrare nel suo culo ormai pronto a farsi sfasciare. Quindi, abbassò le sue chiappe su di me e mi fece subito sentire il piacere del suo buco meravigliosamente stretto e caldo, muovendosi pianissimo su e giù, gemendo come una puttana in calore “ahhh siii, troia, scopalo, dai, scopalo puttana!” e lei continuò ad eccitarsi e ad assaporare tutto il gusto della trasgressione, guardandomi con un’espressione piena di desiderio.

Qualche minuto dopo, a forza di scoparlo, si lasciò andare mentre la mia sborra colava avidamente dentro di lei, e le mie palle svuotate del mio seme, mi regalavano un orgasmo indimenticabile e travolgente, frutto di una travolgente condivisione di ogni istante di quel piacere. E lei guardandomi estasiato, mi disse “lo vedi che so come scoparti e farti esplodere di piacere, Marco?” e io “Sonia, non esiste donna capace di competere con te…”

Bravo Marco, hai tenuto a bada gli istinti di una matura vogliosa: il tuo racconto erotico ci può stupire in tutta la sua semplice passionalità 🙂

La matura voleva un uccello duro, di Marco di Milano

Prima edizione: Giugno 2017, by Atlantia Media.

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