La giornata al fiume

Ho fatto sesso con Veronica durante una giornata hot al fiume

Con il caldo di questo mese di agosto, non abbiamo perso tempo per andare a prendere un po’ di fresco in quella che, almeno per noi, è una delle nostre location preferite, nei dintorni, per riprenderci dall’afa e dallo stress quotidiano: un lunedì ci siamo quindi avviati, con Veronica, e le sue amiche, per andare a prendere un po’ di fresco ed approfittarne anche per bagnarci un po’ per non restare unicamente al sole come delle lucertole.

Così il pomeriggio è iniziato all’insegna del divertimento, come al solito, tra battute e discorsi abbastanza ridicoli, che sono andati avanti per almeno un’oretta, dopodiché, abbiamo dato il via ai bagni, gettandoci in quelle acque fresche che ci hanno letteralmente ritemprati, facendoci riscoprire il piacere di un bel pomeriggio in mezzo alla natura, piuttosto che tra supermercati o tra le vie accaldate delle città che d’estate diventano terribili.

Dopo il bagno, ci siamo rimessi al sole per gustarci un po’ di caldo, perché in effetti ne avevamo bisogno: mentre eravamo stesi sui nostri asciugamani a parlare, e a raccontarci del più e del meno, le due amiche di Veronica si sono addormentate, perché erano un po’ stanche, mentre noi nello stesso tempo eravamo in giro per il fiume, a rimettere i piedi al fresco, e continuando a parlare e a raccontarci un po’ delle ultime storie malate sentite in giro.

Una trombata dietro le rocce

Quando finalmente abbiamo trovato un angolino perfetto per rilassarci, lontano dal caldo e dal casino, ci siamo fermati un attimo, perché non avevamo proprio voglia di stare a sentire cazzate e, soprattutto, in noi si era fatto sempre più forte il desiderio di abbandonarci al nostro desiderio erotico senza perdere nemmeno un istante, proprio perché eravamo veramente attratti l’una dall’altro, e non potevamo per alcuna ragione trattenerci.

Una volta preso posto dietro le rocce, mi son abbassato il costume, e ho messo letteralmente in bocca il mio cazzo a Veronica, che se l’è ingoiato con ingordigia, quasi come se fosse un trofeo che mancava da troppo tempo tra le sue labbra vogliose e focose. Gliel’ho quindi fatto pompare a dovere, su e giù, facendoglielo stringere tra quelle meravigliose labbra che mi regalavano sensazioni magnifiche, soprattutto quando la spingevo più a fondo.

Dopo avermi fatto un pompino da manuale, al termine del quale si è pure fatta sborrare in bocca, Veronica si è sollevata, scostandosi le mutandine del costume, e mi si è seduta sul cazzo volendoselo trombare intensamente, convinta che la vita non sarebbe stata eterna e, soprattutto, che il godimento poteva essere ancora più piacevole ed interessante in quel posto strano, dove nessuno ci avrebbe potuto vedere, almeno se non si fosse arrampicato.

E questo aspetto di farlo all’aperto, con il rischio – seppure minimo – che qualcuno potesse vederci, aggiungeva alla nostra esperienza erotica una dimensione ancora più irresistibile, soprattutto ai miei occhi, considerando come la spingevo su e giù dal mio cazzo quasi violaceo dal godimento, per quanto era stimolato dalla sua fighetta stretta e bella bagnata, che mi sembrava un vero e proprio buco per raggiungere il paradiso.

A forza di trombarmi così bene, Veronica riuscì infine a venire, come una cavalla fin troppo soddisfatta delle sensazioni provate: e quando si lasciò andare col suo orgasmo meraviglioso, mi sentii appagato completamente da quella che era stata una trombata a dir poco intensa e ricca di sfumature piacevoli irresistibili, anche per la bellezza e l’unicità di quel luogo in cui ci stavamo divertendo ed assaporando il piacere della carne.

Mi prese quindi il cazzo in mano e lo spompinò di nuovo per alcuni minuti, dopodiché, mi liberai per la seconda volta del mio seme, spruzzandole la faccia: Alice si mise a ridere e quindi si ripulì la faccia con dell’acqua del fiume, perché non si sarebbe mai fatta vedere in quelle condizioni dalle sue due simpatiche – ma forse anche un po’ troppo pettegole amiche.

Subito dopo ci rialzammo e decidemmo di ridiscendere verso la spiaggetta, per raggiungere le amiche di Veronica: erano talmente beate nel loro riposo sotto il sole, mentre si abbronzavano, che nemmeno si erano accorte della nostra assenza. Ne approfittammo per risistemarci lì vicino a loro, prendendo il sole…

Che belle le giornate trascorse a dedicarsi unicamente alla natura: e il sesso, come ci racconta bene Andrea in questo racconto erotico amatoriale, è davvero immancabile nella vita…

La giornata al fiume con quella troia di Veronica, di Andrea di Como.

Prima edizione: settembre 2015, by Atlantia Media.

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