L’acrobata

L’acrobata in cerca di goduriose avventure

Alice è sicuramente la massima rappresentazione della tipa che vuole stare in forma, e che si preoccupa di sé stessa ogni giorno, dedicandosi anche a dell’esercizio fisico in modo costante: e presentandosi sempre così, io la vedevo sempre come un modello da seguire, una tipa davvero emozionante e splendida, di quelle capaci di cambiare il verso di una giornata solo con uno sguardo, grazie ad un atteggiamento davvero pieno di vita, essendo davvero frizzante e piacevole.

Io l’ho soprannominata “l’acrobata” per quella sua capacità di snodarsi in maniera naturale, con quel suo fisico davvero al top, che mi richiamava alla mente le acrobazie delle trapeziste, o ancora, di tutte quelle atlete – artiste che, con il loro corpo, potevano emozionare ed estasiare gli spettatori: tipa alla mano, con Alice non c’era mai modo di litigare, e anzi, era una tipa con la quale c’era sempre la possibilità di parlare di tantissime cose, senza che si sfociasse mai in qualche discussione.

Poi, con il passare del tempo, mi accorsi che tra noi c’era anche qualche cosa in più di una semplice amicizia, soprattutto, perché non perdeva mai occasione per mostrarmi i risultati del suo esercizio, con piccoli ed improvvisati saggi che mi rendevano ancor più entusiasta di lei, anche perché si abbigliava in un modo tale che potessi ammirare al meglio il suo fisico, quelle meravigliose gambe e quel culetto, così tonici e tenuti in forma da sembrarmi un vero sogno a occhi aperti.

Che splendida figona Alice con il suo culetto

Il suo allenamento era sempre costante e duro, e quando di tanto in tanto mi raccontava dei suoi progressi in questo senso, mi diceva anche di andare a trovarla, per aiutarla a dare il meglio, facendo il tifo per lei: quindi una volta decisi davvero di stare a guardarla mentre faceva quegli esercizi, e vedere che torceva quel culetto in modo atletico, e poi, che allungava quelle gambe muscolose e toniche, mi fece avere un brivido lungo la schiena che mi eccitò davvero tanto.

La osservavo mentre piegava quelle meravigliose chiappe racchiuse nei suoi leggings neri, e vederla così ben fasciata in quella zona troppo eccitante, o ancora, muovere il culo in modo provocante, quasi come se sapesse che fossi lì con gli occhi incollati al suo fondoschiena, e poi di tanto in tanto si voltava, sgamandomi in pieno mentre la osservavo rapito, e sorrideva divertita, dicendomi “allora, oltre a fissarmi il culo mentre mi alleno, ti sei accorto dei passi avanti che ho fatto?”

E io le dicevo “certo Alice che sei sempre più atletica e figa, come fai a fare delle spaccate simili ed essere così perfetta nei movimenti, lo sai solo tu” e lei “grazie, ma non sono ancora così perfetta, lo vedi che di tanto in tanto commetto qualche errore?” e per provocarmi ancor di più improvviso un twerking veloce, al cui io risposi “mmmm, certo che se ti muovi così, non puoi pretendere che io stia qui a guardarti durante l’esercizio senza godermi questi stacchetti pieni di fantasia.”

Alice si mise quindi a ridere, e poi, guardandomi di nuovo negli occhi con quella sua espressione irresistibile di ragazza innocente, mi disse “ehhhh, lo sai che un’acrobata come me non potrebbe che provocarti e farti diventare ancor più desideroso di me e del mio corpo” e io “lo vedo come ci sai davvero fare, e tra poco, non potrò più restare con le mani ferme, così a guardarti, perché mi verrà voglia di fare altro con te” e lei “allora perché non ti muovi già adesso, che ne ho voglia?”

E io continuai “mmmm, adesso arrivo mia bella acrobata figona” e la travolsi lì sul tappetino, ridendo e scherzando, stringendomi a lei, dandole tante pacche sul culo, e poi, toccandoglielo con desiderio “mmmm, non sai che cosa ti farei a quel culo magnifico, sai quanto te lo sfonderei…” e lei “dai, fammi vedere quanto mi fai godere, dai, ho voglia di te, dammi il tuo bel cazzo e fammelo godere in tutti i miei buchi, lo voglio in bocca, in figa e in culo, non farmelo sospirare, dai, dammelo tutto.”

A quel punto l’avevo conquistata, era mia per davvero, e non sarei riuscito a resistere oltre: e così, mentre si allenava a terra, mi insinuai tra le sue gambe, e le abbassai i leggings e le mutande, e poi, finalmente la sua bella fighetta era lì tutta per me, da toccare e da leccare, assaporare in tutta la sua bellezza. Dopo averla sditalinata per un po’, infatti, mi sono concesso anche di darle una bella leccata, vedendo Alice eccitarsi, muoversi per terra, in preda a tanto piacere.

Poi mi abbassai a mia volta i pantaloni e i boxer, e quindi, mi spogliai del tutto, per poi sollevare anche la maglietta di Alice, e quindi, prendere a leccarle per bene quei capezzoli meravigliosi, e quindi, restando a gambe aperte, avvicinandomi a lei e, finalmente, mettendole il mio bel cazzo dentro, con lenti e piacevoli momenti di bacino che ci fecero diventare un tutt’uno di piacere, tra leggeri gemiti e abbracci, e lunghe penetrazioni in quella bella fighetta che sarebbe stata perfetta per sborrare.

Quindi le sollevai le chiappe e le gambe, e gliele feci ripiegare dietro le braccia, perché potessi scoparla ancor più a fondo: e in quella posizione, Alice prese a godere per davvero, eccitandosi come una troietta troppo piena di voglia di arrivare, e così, mentre spingevo il mio uccello dentro di lei, eccitandomi e andando su di giri, lei mi teneva stretto, e voleva che andassi ancor più a fondo in lei, perché quello che voleva era un piacere intenso e travolgente, capace di farla impazzire davvero.

Le dissi che volevo farlo a pecorina, e lei si mise proprio in quella posizione: davanti a me avevo il suo culetto, e quindi, spinsi il mio cazzo dentro di lei, godendo di nuovo, e riprendendo a scoparla per bene, spingendo a fondo il mio uccello, che nel frattempo mi stava regalando davvero sensazioni incredibili, mentre di tanto in tanto le davo uno schiaffo al culo, sonoro, e lei si eccitava ancor di più, dicendomi di scoparla tutta, senza pietà, perché stava venendo.

Poi ero talmente eccitato che le dissi di saltarmi sopra, e di scoparmi un po’ lei, perché a forza di spingerglielo dentro, ero quasi esausto: e quindi si sedette sopra di me, facendosi entrare tutto il mio cazzo in figa, e muovendosi come una cavallerizza esperta, capace di regalarmi le sensazioni più intense, soprattutto, mentre ondeggiava il bacino, scopandomi come un’artista del piacere, che sapeva esattamente dove arrivava per il piacere.

Continuò a muoversi così per due minuti, e poi, mentre lei nel frattempo era venuta e continuava a trombarmi dicendomi “vienimi dentro, dai, sei mio ormai” io mi lasciai andare, e alla fine, lasciai che la mia sborra fluisse dentro la sua figa, riempiendola, e colando fuori con gli ultimi movimenti di bacino di questa dea del godimento: poi le dissi che mi era piaciuto tantissimo farlo con lei, che era davvero stupenda, un’atleta piena di passione e di amore…

A tanto esercizio deve seguire anche altrettanto piacere: Roby lo sa bene e ora lo sappiamo pure noi, grazie al suo racconto erotico coinvolgente.

L’acrobata in cerca di goduriose avventure, di Roby di Forlì

Prima edizione: Giugno 2016, by Atlantia Media.

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