In sella al piacere con lei

Con l’arrivo del mese di settembre, la riapertura delle scuole e il ritorno all’attività quotidiana per tutti, quest’anno quasi non mi son accorto che è passata sotto il naso un’altra estate. Sarà perché di ferie non ne ho fatte, sarà perché con gli amici ci si è visti di meno, ma non mi sento pieno di entusiasmo. Tutto è corso via così, senza che potessi nemmeno allungare la mano per afferrare qualche giornata e trascorrerla in modo piacevole. Almeno fino alla scorsa settimana, quando il week-end ha portato con sé una sorpresa graditissima: una di quelle che non si scordano mai.

La testimone di nozze di un mio amico, infatti, è venuta a trovarmi a sorpresa una mattina. Non so come mai, ma questa tipa – per una ragione a me oscura – aveva voglia di rivedermi. Stavo avviandomi verso il bagno per farmi una bella doccia ritemprante, quel sabato mattina, quando ho sentito suonare alla porta. Era abbastanza presto e, tra me e me, mi domandavo chi cazzo potesse essere. Chi poteva scassare le palle ad un povero lavoratore che, in quel momento, non desiderava fare altro che docciarsi? Il postino? Un venditore a domicilio? O chissà…

Prima che potessi raggiungere la porta del bagno, mi fermai in salotto ed esitai un istante. Sarei dovuto andare ad aprire la porta, oppure, infischiarmene ed avviarmi quatto quatto verso il cesso, per docciarmi e rilassarmi? Mentre ragionavo tra me e me, preso da mille dubbi, alla fine prevalse l’idea di andare a vedere chi fosse. Non mi sarei intrattenuto a lungo, del resto, i miei piani erano chiari: doccia ritemprante e, poi, veloce colazione e via. Non c’era tempo – né spazio – per gli scassacoglioni, almeno nei miei piani, in quel sabato mattina di inizio settembre.

Mi decisi ad aprire la porta e, quando di fronte a me vidi Valeria, ebbi come un sussulto. La salutai, con un certo stupore, mentre dentro di me mi domandavo come mai questa tipa fosse proprio lì davanti la porta di casa mia. Che cazzo ci faceva, a quell’ora del sabato, sull’uscio di casa? Che cosa poteva averla spinta a venire a scampanellare alla mia porta, proprio quel giorno? Aveva bisogno di qualcosa, oppure, era una semplice visita di piacere? In pochi millisecondi, tutti quei pensieri passarono come flash nella mia testa e, quindi, si dissolsero. Spingendomi ad ospitarla in casa.

La feci entrare, accogliendola con un misto di stupore e felicità. Aveva una tuta da moto, ed era davvero incredibile il fatto che fosse proprio arrivata da me. Le chiesi come andasse, poi le offrii un caffè e qualcosa da sgranocchiare. Lei accettò di buon grado, e mi raccontò un po’ di lei e delle ultime novità. Il nostro amico in comune aveva già tradito la moglie, ed era sul punto di mandare a monte il matrimonio. Lei si era lasciata con il suo tipo e, ancora, quel sabato le avevano distrutto l’auto nel parcheggio sotto casa. Insomma, un mix esplosivo di cose incredibili da sentire.

Soprattutto di mattina presto, ancora rintronato, e in cerca di un po’ di relax. Le manifestai tutto il mio dispiacere per questa catena di novità tutt’altro che piacevoli, e quindi, continuammo a fare colazione velocemente. Le chiesi come mai era venuta proprio da me, e mi rispose che aveva voglia di parlarmi. Che non poteva non mettermi al corrente dei casini di Marco, e poi, sapeva che pure a me piace andare in moto. Così mi disse che avrebbe voluto fare un giro in mia compagnia, se non avessi avuto altro da fare. Le dissi di sì, che un bel tour in sua compagnia volevo farmelo.

Valeria saltellò per la felicità, come se quella notizia le avesse fatto dimenticare di colpo tutta la negatività di quel sabato mattina. Quando le dissi che avrei voluto fare una doccia al volo, mi disse che non c’era problema. Anzi, mi avrebbe aspettato. Così, una volta finita la colazione, lasciai tutto in tavola e mi spogliai velocemente. Mi scordai della sua presenza e, quando mi resi conto che mi ero denudato di fronte a lei, era ormai troppo tardi. Lei osservava il mio addome, così scolpito, e poi anche il resto del corpo. E disse “però, che bel figliolo…” e io “grazie, scusami…”

Lei aggiunse “e di che? Che ti mostri per come sei?” e io “be’, non ho fatto apposta a spogliarmi così…” e lei “non c’è problema, te l’ho detto… anzi, ho quasi caldo anch’io” e si sfilò gli stivaletti. Poi i pantaloni, quindi la giacchetta. Poi fu la volta della maglietta e rimase in topless. La guardai e dissi “mmmmm, che bella femmina…” e lei “ti piaccio? Perché non me lo dimostri sotto la doccia?” e io “buona idea, andiamo a raffreddare i bollenti spiriti sotto l’acqua” e con una risata, insieme, ci avviammo verso il bagno. Nel frattempo, si levò pure le mutande e rimase nuda al mio fianco.

Le sculacciai il sedere, poi la mia mano si insinuò nella sua figa. Cercavo quella meravigliosa gnocca, rasata alla perfezione, e la solleticai. La mia iniziativa le piacque, e ricambiò strofinando la sua mano delicata sulla mia cappella. Entrambi eravamo già più che eccitati, pronti a tutto. Quindi a prendere l’iniziativa fu lei, inginocchiandosi di fronte a me. Mi scappellò, e poi, lo prese in bocca e cominciò a leccare e succhiare. Mi fece subito vibrare di piacere, facendomi ansimare e desiderare di più. Le spinsi la testa per ingoiarmi tutto, e si lasciò fare. Ma non vedevo l’ora di averla.

Le dissi che volevo fare un bel 69, e per tutta risposta, il soffocone divenne ancor più intenso. Poi si sfilò il mio cazzo, e quindi, mi sdraiai per terra e la feci saltare su di me. La sua figa era lì, da assaporare tutta, e la presi come un’ostrica. Leccandola e succhiandola, la provocai a dovere. I gridolini soffocati, il suo gemere e il godimento mi conquistarono in poco tempo. Nel frattempo, la sentivo spompinare a tutto spiano, con una foga davvero unica. Mai me l’avevano succhiato in quel modo, era proprio animata dalla voglia di farmi godere svuotandomi per bene i coglioni.

Non potei fare a meno di assaporarne la natura trasgressiva, la volevo tutta per me, e con le dita le trapanai la figa mentre la leccavo. Valeria cominciò a respirare affannosamente, mugolando, ormai in preda al piacere più intenso. Non poteva che desiderare più trasgressione, si sentiva rapita in un momento di estasi. Poi si lasciò andare, pian piano, afflosciando le gambe: e quando fu il momento, il suo orgasmo esplose in tutta la sua intensità, mentre i suoi umori colavano su di me. A quel punto, le sue gambe erano letteralmente scivolate su di me, senza che resistessero oltre.

Era venuta, e si stava riprendendo dall’orgasmo. Poi si voltò, mi guardò negli occhi, e mi disse “scopami a pecorina, dai, sfasciami per bene” e si sistemò di fronte a me, dandomi quella figa meravigliosa. Il mio cazzo, bello dritto e duro, entrò di colpo in lei. Che trasalì e si trattenne a fatica dall’urlare, per quanto le piaceva. Con le mani, teneva le mie chiappe per impedirmi di allontanarmi da lei, mentre continuavo a scoparla impietosamente. Spingevo, entravo ed uscivo, e godevo. Non potevo farne a meno, mi sentivo conquistato dalla sua figa rovente e bagnatissima.

Il mio cazzo scivolava come un pistone ben oliato in un cilindro, mentre sbattevo su di lei rumorosamente e mi eccitavo sempre di più. Le dissi che volevo assaggiarla anche dietro, e lei non si sottrasse. Mi prese il cazzo in mano, quindi, se lo guidò verso l’ano con una certa voglia. Pian piano lo fece entrare, stringendo i denti e mordicchiandosi le labbra, per poi cominciare a godere e gridolare. Le piaceva incredibilmente, lo voleva di più, e si eccitava oltremodo. Io ero stupefatto, e godevo come un riccio. Spingevo delicatamente, perché temevo di farle male. Ma lei godeva.

Io stragodevo, non ne potevo più di quel piacere intenso, mi stava sopraffacendo. Di lì a poco, mi sentii sul punto di esplodere. Lo tirai fuori, e le venni sulla schiena, abbondante come non mai. Mille spruzzi di sborra le imbrattarono il dorso, mentre io mi contorcevo dal godimento e ne volevo di più. Riprendevo il fiato, soddisfatto, e la guardai negli occhi. Valeria aveva goduto anche in culo, incredibilmente, e non si era sottratta al mio desiderio. Quindi ci alzammo, e prendendoci per mano, andammo a fare una doccia insieme. Insaponandoci e giocando sotto l’acqua.

Era solo l’inizio di una splendida giornata, che volevo non finisse mai…

In sella al piacere con lei, di Carlo di Verona

Prima edizione: settembre 2020, by Atlantia Media.

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