Con la sorella della mia tipa

Una non mi bastava mai

Quando andavo a casa sua e la trovavo lì, vedendola sempre vestita in modo da mettere ben in evidenza il suo esser figa, non potevo non lasciarmi tentare dal desiderio incredibile di godere della sua compagnia, proprio perché era lei a porsi in quel modo provocante nei miei confronti, e io, non potevo certo resistere alle sue fantasie, sempre così eccitanti ed imprevedibili, soprattutto mentre mi guardava con quell’aria davvero vogliosa di attenzioni e di qualche cosa di insolito.

Francesca, di tanto in tanto, accorgendosi di come Eleonora mi guardava e come si atteggiava quando ero in casa loro, scherzando, disse un paio di volte “mia sorella stravede per te, è davvero strano: in genere i miei ragazzi non le sono mai piaciuti” e io le risposi “è strano davvero, ho notato pure io che si atteggia un po’: certo che mi sembra assurdo non riesca a trovare qualche ragazzo da frequentare” e lei “mah, magari non lo vuol dire ma è gelosa… o lesbica…ahahahahahah”.

Mentre scherzavamo a parlavamo del più e del meno, mi accorgevo di come Francesca però era un po’ contenta della situazione: sembrava quasi che le piacesse essere invidiata per il fatto che stava con me, e magari, vedendo sua sorella che un po’ era così presa dalla cosa, la spingeva a considerare come potesse essere fortunata, se era capace addirittura di creare della gelosia in sua sorella, quasi come se stesse con un superfigo divo desiderato da tutte quante.

Poi una sera le cose presero una piega ben differente: Francesca non era ancora arrivata quando suonai alla loro porta, mentre Eleonora era già lì, e sembrava che mi aspettasse con una certa impazienza, con una foga incredibile di vedermi, come se già si fosse fatta qualche strana idea. E dopo avermi fatto accomodare in casa, sorridendomi, mi fece sedere sul divano, e lei era lì con me a parlarmi, mentre in casa non c’era nessun altro e Francesca tardava a rincasare…

La sorella era davvero troia

Mentre parlava, con quel suo atteggiamento un po’ da fighetta che amava mettersi in mostra, continuava a guardarmi le gambe e, poi, di tanto in tanto dava sfuggenti occhiate ai miei bermuda, quasi come se volesse vedere se sotto gli stessi potesse esserci il mio bel cazzo duro e dritto, già pronto per essere fottuto da lei e dalle sue voglie, che dovevano essere davvero irresistibili, a giudicare da come si muoveva in maniera insolita, come se non riuscisse a trattenersi.

Mentre parlavamo, e io di tanto in tanto allungavo l’occhio fuori della finestra per vedere se Francesca arrivasse, a un certo punto, Eleonora mi si gettò addosso, dicendomi “anche se se il tipo di mia sorella, tu mi piace, e voglio che mi trombi: Dani scopami, dai, fottimi tutta come se fossi una troia” e io ero già abbastanza sconvolto nel vederla così disponibile, così vogliosa di me, nonostante fossi l’uomo di sua sorella, quella sorella che tardava a rientrare a casa.

La situazione si complicò non poco quando lei si allungò su di me, e si avvicinò al mio cazzo: “lo sento che ce l’hai duro, lo so che hai voglia di figa, dai, dammelo e ti farò vedere di che cosa sono capace” e io nel frattempo iniziavo ad eccitarmi, perché sentivo che questa ragazza era talmente troia e trasgressiva che, sicuramente, pur di godere, avrebbe scopato con me, il tipo di sua sorella, senza farsi alcuno scrupolo, perché quello che voleva era soltanto un bell’orgasmo intenso.

Quindi mi abbassò i pantaloni, e si preparò ad ingoiare il mio bel cazzone, mentre io non riuscivo più nemmeno ad opporre un minimo di resistenza, considerando quanto trovavo invitante Eleonora: quindi lasciai che mi spompinasse il cazzo sul divano, e poi, mentre ce l’aveva in bocca, la incitavo anche “ohhhh, troiaa, siiiiiii, succhialo tutto troia, ti piace il cazzo eh?” mentre lei pompava rumorosamente, e non vedeva l’ora di prenderselo tutto in gola, di godere della mia sborra.

Dopo averlo tirato fuori dalle sue labbra, si lasciò andare “ohhh, dammelo tutto il tuo bel cazzo, mia sorella ha gusti buoni, lo sapevo che non se la sarebbe fatta con uno senza un bel cazzo come il tuo” e poi lo riprese dentro, facendoselo arrivare in gola rumorosamente, continuando a pomparlo come se fosse un magnifico idolo da gustare tutto, e poi, infilando la sua bocca tutta sul mio cazzo, sembrava che fosse ormai pronta ad ingoiarselo tutto come se fosse il suo ultimo uccello.

Ormai ne aveva abbastanza di spompinare, e quindi, si alzò e mi mise letteralmente la figa in faccia “dai, leccamela ora, ho voglia di sentire la tua lingua nella mia bella fighetta, fammi vedere che ti piace” e io mi lasciai andare dentro di lei, assaporando quella sua bella e vogliosa patata, che ormai era pronta per essere sfondata a dovere da me, che ce l’avevo bello dritto e duro, e non vedevo l’ora di godere della sua meravigliosa intimità, scopandomela come una troia senza pari.

Dopo averla leccata per bene, Eleonora era più che soddisfatta, e mi montò sopra: mi guardava con quella faccia da troietta, e quando il mio cazzo entrò in lei, mi lasciai andare, e lei con me, ansimando entrambi per il godimento che stavamo già sentendo in quei pochi istanti di piacere. Lei si muoveva come una vera professionista del godimento, non riusciva proprio a trattenersi, mentre io la guidavo su di me come una troietta vogliosa come poche.

Poi le dissi che volevo mi trombasse al contrario, e lei si sollevò, e poi si fece entrare il cazzo in figa: ci lasciammo andare di nuovo entrambi, mentre io le sculacciavo le chiappe, lei si muoveva agilmente su di me, scopandomi come una troia in calore, e sbattendo con decisione il suo culo su di me, facendomi sentire come le piaceva farsi sfondare la figa dal mio cazzo, gustandoselo tutto come fosse un bel bastone caldo e duro per farsi sfondare la figa vogliosa, quella figa troppo irresistibile.

Non andammo avanti più di un paio di minuti in quel modo, proprio perché a un certo punto mi lasciai andare, svuotando le mie palle dentro di lei, mentre lei poco dopo, in un ansimare sempre più intenso, si liberò di tutta quella carica di piacere ed esplose in un orgasmo meraviglioso, godendo e riprendendo poi piano piano il respiro. Poi suonò il telefono e tutt’e due ci guardammo in faccia: lei rispose, era Francesca che stava per partire. Ma sarebbe arrivata troppo tardi per scoprici…

Che amanti focosi Daniele e la sorella della sua tipa, troppo grandiosi per non emozionarci con una storia di sesso così eccitante.

Con la sorella della mia tipa, di Daniele di Fano

Prima edizione: Luglio 2016, by Atlantia Media.

© copyright MMXVI by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Taggato , , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.