Amavo baciarle i piedini

Il primo piede che mi ha conquistato

Amavo follemente baciare i piedi alla mia metà e lei, oramai, conoscendomi da tempo cercava di volta in volta di stupirmi con qualcosa di nuovo ed assai stuzzicante. Oggi, comunque, vi racconto della prima volta che mi sono avvicinato a questa pratica così sensuale ed eccitante che, oramai, è diventata una vera e propria fissa.

Quando vedo un paio di piedini femminili sono sempre molto attirato da loro: che siano giovani, vecchi, belli o brutti, ma soprattutto che indossano calze di nylon, sono sempre piedi che riescono a farmi eccitare fortemente.

La mia donna, la prima volta che si è concessa ai giochi fetish, si è presentata con un paio di gambaletti color carne che lasciavano intravedere i suoi meravigliosi piedi profumati all’olio di mandorle. Sulle unghie, poi, era stato steso un rosso vernice assai sensuale!


Così, senza troppi giri di parole, ho proposto subito a Paola che cosa avevo in mente e lei, con un lieve sorriso accennato sulle labbra mi ha detto che con i piedi si potevano fare tante cose! Allora, capii bene che Paola aveva inteso che ero un praticante ed appassionato del mondo feticista e quindi mi spogliò e si spogliò quasi completamente, rimanendo in biancheria intima e con quel velo di calze.

Io, invece, rimasi in boxer e canottiera ed iniziare quindi a baciarle il piede con la calza, accarezzandogli nel frattempo l’interno coscia. Il contatto con il nylon mi faceva eccitare ed allo stesso tempo mi incuriosiva, perché non immaginavo ancora quale potesse essere la mia reazione a contatto con la pelle di Paola.

I suoi piedi sapevano di mandorle

Dopodiché, inizia lentamente a sfilarle le calze e mi misi in bocca il suo alluce, iniziandolo a ciucciare come se fosse un ciuccio per un bambino. Alternavo momenti in cui ciucciavo il suo alluce e leccavo la sua pianta del piede.

I suoi piedini profumati erano lisci e morbidi, non avevano neppure un piccolo callo od una ferita, ma un bellissimo neo spuntava proprio alla caviglia. Continuare ancora a giocare con i piedi di Paola e poi, anche lei, mi propose qualcosa di nuovo ed eccitante da fare con i suoi piedi. Io non potevo certamente tirarmi indietro e così lasciai fare tutto a lei, affidandomi completamente alle sue mani, anzi ai suoi piedi paradisiaci.

Così, si mise a sedere dietro alla mia schiena e mise le gambe a cavalcioni sulle mie; in seguito, iniziò a toccarmi il cazzo con i suoi piedi ed a quel punto saltai quasi sul letto. A quel punto, poi, mi ha tirato fuori il pisello dagli slip ed ha iniziato a masturbarmi il cazzo con i piedi: sentivo il calore dei suoi piedi che abbracciava il mio cazzo e questo aumentava sempre di più la sua forma, mandandomi in cielo per l’estasi.

Anche il colore del mio cazzo mutava: la punta, sfiorata dai suoi alluci e l’adrenalina si faceva sempre più alta, mentre lei nel frattempo mi sussurrava cose porche all’orecchio. Nel frattempo, poi, io continuavo ad osservare i suoi piedi: quei mignolini così aggraziati non potevano certamente rimanere lindi e così – mentre lei ancora mi masturbava con un ritmo serrato – le chiesi se potevo lasciarmi completamente andare, sborrandole sui piedi.

Lei non se lo fece ripetere più volte e risposte che stava aspettando solo quel momento così eccitante!

Io allora chiusi gli occhi e le dissi di aumentare ancor di più il ritmo. In quel momento mi sembrava di essere entrato in un mondo tutto mio, con un paio di piedi profumati e deliziosi che sfioravano e massaggiavano il mio pisello in fiamme. Naturalmente, già sapevo che poi avrei dovuto fare qualcosa di speciale per lei…d’altronde era stata così carina nel concedersi già al primo appuntamento a letto con un gioco feticista!

Inizia a sentire pulsare il cazzo, sempre di più, sempre di più e poi le sono scoppiato tra i piedi. La mia sborra colava tutta lungo i suoi piedi, dai suoi alluci fino ai suoi mignoli e finalmente ho potuto pensare che lei era la mia donna feticista per eccellenza!

Da quel momento in poi anche Paola ha cambiato il suo modo di rapportarsi con i piedi: smaltava quasi sempre le unghie, indossava calze di nylon di diversi colori e, inoltre, sceglieva calzature davvero sexy, che la slanciavano ancor di più, lasciando sempre in vista il collo del suo piede. I suoi splendidi piedi me li sarei mangiati ogni volta che camminavano sul parquet di casa, così silenziosi, ma così presenti.

Caro Marco, come rinunciare al fascino dei piedi di una gnocca: grazie per il tuo racconto erotico pieno di verità e passione.

Amavo baciarle i piedini, di Marco di Ragusa

Prima edizione: Maggio 2016, by Atlantia Media.

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Una risposta a Amavo baciarle i piedini

  1. Giacomo dice:

    Anch’io bacio i piedi alla mia compagna e glieli mordo!

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