La sua bocca era davvero infuocata

Come resistere a quella troia di Tania

Quel pomeriggio di metà dicembre, non avevo proprio voglia di fare un bel cazzo di nulla, e in effetti, la giornata era iniziata col piede sbagliato sin dalle prime ore: clienti noiosi con le solite incomprensibili richieste, cazzate di ogni tipo nella posta e, infine, uno scazzo che si protraeva da un paio di giorni, perché avevo voglia di partirmene per andare in vacanza da qualche parte, per rilassarmi e darci un taglio con le solite attività di tutti i giorni in azienda, dove più che lavoro c’erano casini vari.

Quando è arrivata in visita Tania, che per caso quel pomeriggio non aveva nulla da fare, ne ho approfittato per trascorrere un po’ di tempo a chiacchierare, anche perché gli altri colleghi nel frattempo se ne era andati: era già abbastanza allegra, quasi come se si fosse fatta qualche idea strana, e difatti era tutta saltellante e scherzosa, e mi sembrava che non vedessa l’ora di darsi da fare con me, magari proprio sulla scrivania mentre stavamo parlando normalmente.

Le chiesi che cosa la mettesse tanto di buon umore e, nel rispondere alla mia domanda se avesse voglia di farsi una bella trombata con me, scuotendo la testa, mi disse che non aveva assolutamente voglia di ciò: vedendo la mia espressione sorpresa, qualche istante dopo, con un grande sorriso si rivolse a me dicendo che scherzava e, anzi, che aveva proprio voglia di assaporare il mio cazzo in quel noioso pomeriggio di dicembre, perché si era rotta della solita routine.

Senza pensarci, le misi in mano il mio cazzo, non ancora abbastanza duro ma sicuramente sulla buona strada per diventarlo, considerando che avevo una certa voglia di farmi dominare dai desideri e dalle fantasie di Tania: la sua mano, ha iniziato ad accarezzarmi lentamente e leggermente la cappella, regalandomi sensazioni a dir poco esaltanti, che un gesto dopo l’altro, stavano diventando a dir poco irresistibili, fin troppo provocanti ed elettrizzanti.

Con il suo dito che giocava a rincorrere la mia cappella, e poi, con il palmo della sua mano sfregato sopra, mi sentivo sempre più al centro delle sue fantasie e delle sue voglie: e poco dopo, la sua lingua infuocata, come la sua bocca, giocavano già sul mio cazzo, ormai sempre più duro e voglioso, in preda al desiderio di essere massaggiato in tutti i modi possibili ed immaginabili, quelli che solo una bella figa come Tania avrebbe potuto pensare di fare con uno come me.

I suoi movimenti divennero sempre più rapidi ed incontrollati, il suo slinguazzare vivace e e soprattutto veloce, capace di creare un vortice di sensazioni, in cui io mi sentivo tutto suo, ormai incapace di resistere alle sue attenzioni: il mio cazzo era ormai tutto suo, e a spompinarlo a dovere, Tania si divertiva in maniera incontrollata, facendo un rumore incredibile mentre se lo metteva dentro e fuori dalla bocca, mentre lo rincorreva a colpi di lingua per darmi sensazioni uniche.



Iniziai a spingerle la testa perché potesse prenderselo tutto, perché non si fermasse di fronte ai primi sintomi immancabili del conato: lei però era davvero una porca, e nel darsi da fare, su e giù, non perdeva davvero tempo per riuscire a raggiungere il mio cazzo fino alle palle, ormai avendolo tutto nella sua bocca, giocandoci come fosse una divinità inarrivabile, qualcosa che prima o poi le avrebbe dato una soddisfazione inimmaginabile, capace di cambiarle davvero la vita.

Iniziai pian piano ad ansimare, a dirle di succhiare di più, di spingersi oltre, di ingoiarlo tutto perché era arrivato il tempo del piacere, e io non volevo per alcuna ragione al mondo rinunciare alle sue fantasie, soprattutto in un momento così intenso come quello: il telefono iniziò a suonare, e mentre lei succhiava, a un certo punto mi degnai di rispondere, trattenendomi a stento dal gemere, quasi come se ormai fossi pronto per venire e per riempire di sborra quella bella bocca focosa.

Era una collega, troia, che liquidai in pochi secondi: le dissi che l’avrei richiamata di lì a poco, perché avevo necessità di andare un attimo al bagno. Quindi spinsi ancor più in giù Tania e, infine, riuscii finalmente a liberare tutta la mia sborra tra le sue labbra, vedendola tutta riempita del mio caldo seme: si voltò quindi a guardarmi, e con quell’espressione da troia soddisfatta, mi disse che le era piaciuto tantissimo abbandonarsi ai miei desideri in ufficio.

Poco dopo ci sistemammo e, quindi, richiamai quella stronza di Gloria: aveva già voglia di rompermi i coglioni, pure mentre era fuori ufficio…

Ebbravo il nostro Mattia: non si è fatto rompere i coglioni da una collega sclerata e si è fatto spompinare per bene da Tania, vivendo un racconto erotico piacevole.

La sua bocca era davvero infuocata, di Mattia di Trento.

Prima edizione: gennaio 2016, by Atlantia Media.

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