Ele la donna delle pulizie

Ele la donna delle pulizie che voleva ripulirmi il cazzo

Anche se eravamo soltanto a metà della nostra settimana lavorativa, quel giorno, ervamo davvero troppo stanchi perché ce la facessimo a finire ogni cosa nei tempi previsti, senza dimenticarci forzatamente di qualcosa, creando poi qualche casino: e così, senza nemmeno accorgermene, mi son ritrovato alle 20 ancora in azienda, mentre ormai stava arrivando la nostra donna delle pulizie, Ele.

Dopo aver riso e scherzato con me, domandandomi se volevo diventare anch’io un elemento di arredo dell’ufficio, così non avrei nemmeno più avuto il problema di andare e tornare per lavorare, mi disse di andare a casa a riposarmi, perché si vedeva chiaramente che ero troppo stanco, e anzi, che se avessi voluto mi avrebbe accompagnato lei, per evitare che magari mi capitasse qualcosa per la strada.

Ringraziai Ele per la sua generosità e, quindi, decisi di fermarmi un attimo e di attendere che facesse tutto ciò che doveva: e mentre faceva le pulizie, continuavamo a ridere e scherzare insieme, in un modo insolito, e di tanto in tanto faceva pure qualche intermezzo di ballo, muovendo quel bel culetto in modo provocante, quasi come se cercasse di farmi eccitare perchè aveva voglia di trombare con me.

In ufficio dava il meglio di sé

Mentre si muoveva con lo spazzolone, scherzando e cantando come se fosse un’asta da microfono, a un certo punto, si voltò e mi chiese se volevo scopare con lei: l’avremmo fatto lì in ufficio, sulla fotocopiatrice, e nessuno si sarebbe accorto di noi. Le risposi che la proposta mi piaceva, e lei, di nuovo si voltò verso di me e mi disse che stava scherzando, perché non l’avrebbe mai fatto in ufficio.

Quando si sentii le mie mani sulle sue chiappe, capì che la proposta era davvero troppo eccitante per non essere raccolta: mi gettai ai suoi piedi, e iniziai a toccarla tutta, e poi, me la caricai sulle braccia e la misi sulla fotocopiatrice, mentre lei scherzava, rideva e grideva divertita. Quindi le levai i pantaloni e le mutande, e poi, giocai con il mio indice a penetrarla, alternando una leccata e una penetrazione.

Ele era già su di giri e, quindi, dopo un po’, mi disse che lo voleva in bocca: scese dalla fotocopiatrice, si inginocchiò di fronte a me, slacciò i pantaloni e lo tirò fuori, portandolo alla bocca con una foga e un desiderio che non immaginavo potesse avere. Le sue attenzioni per me divennero quindi ancor più esplicite, quando si rialzò, e si mise a novanta gradi appoggiando i gomiti alla fotocopiatrice.

Voleva farlo in piedi, velocemente e selvaggiamente, pregandomi di spingerlo ben dentro di lei, e di non fermarmi: spinsi ben bene il mio cazzo dentro di lei, e poi, iniziò il nostro esercizio fisico in ufficio, con il mio bacino che sbatteva sulle sue chiappe rumorosamente, e il mio cazzo scivolava sempre più dentro di lei, in modo eccitante, mentre lei mugolava e diceva che lo voleva di più, che non le bastava.

Iniziai a spingere più forte, e lentamente, facendole provare la lenta e lunga penetrazione: Ele iniziò a gemere forte, e pure io, ero già abbastanza eccitato nel sentirmi dentro di lei, quindi, misi le mie mani sulle sue gambe, tirandomi a lei completamente, continuando a trombarla in quel modo, perché mi piaceva sentirmi fottere la cappella in quella maniera, e soprattutto, adoravo vederla sua espressione di profilo.

Aveva la faccia da troia che godeva divinamente, e così, per puro gusto le misi pure il dito in culo, vedendola perdere la testa e gridare: la cosa le piaceva, ma voleva sentirlo ben dentro, e allora misi il mio bel pollice nel suo ano, facendolo girare, mentre il mio cazzo cominciava a sentire il momento in cui sarei venuto, non molto distante in quel preciso istante in cui Ele stava per avere l’orgasmo.

Spinsi ancora in quel modo selvaggio, girando il dito nel suo culo, e mi parve di avere la chiave magica per aprire il suo piacere, quando esplose gridando per il godimento. Nel frattempo, quindi, spinsi dentro tutto il mio cazzo e liberai la mia sborrata piuttosto abbondante in quella bella figa, dopodiché, lo levai, perché pure lei potesse alzarsi e, quindi, restare un po’ con me a riprendere fiato.

Avevamo trombato in quell’ufficio, e la cosa ci piacque tantissimo: ci rivestimmo quindi velocemente, e siccome pure lei aveva finito di fare le sue faccende, le proposi di venire a cena con me, perché meritava di rilassarsi dopo aver goduto così divinamente insieme. Ele accettò in modo entusiasta: e partimmo verso la nostra pizzeria preferita…

Una gnocca che tromba anziché lavorare è sempre il top: e Sabino ci ha reso un racconto erotico davvero imperdibile in questo senso.

Ele la donna delle pulizie che voleva ripulirmi il cazzo, di Sabino di Terni.

Prima edizione: febbraio 2016, by Atlantia Media.

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2 risposte a Ele la donna delle pulizie

  1. gianny dice:

    mi piacciono i vostri racconti e mi piacerebbe parteciparvi

  2. gianny dice:

    come devo fare per iscrivermi?

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